Dopo la sentenza del Consiglio di Stato…il Comitato ” SS Rosario” convoca un’assemblea pubblica…per sabato 6 ottobre alle ore 17.30 ( sala don Orione).

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VENAFRO. 29 settembre 2012. Mobilitazione generale. Contro la sentenza del Consiglio di Stato e l’abbandono dell’ospedale cittadino.Convocata un’assemblea per sabato pomeriggio ( 6 ottobre), alle ore 17.30, dal Comitato “ SS Rosario”. La riunione si tiene presso la sala don Orione ( in via Pedemontana, proprio di fronte all’ospedale). Presto da stamattina manifesti, che avvisano di questa importante assemblea, saranno affissi in tutte le strade della città.< Non è più tempo di scherzare e di attendere– dichiara Gianni Vaccone ( presidente del Comitato “ SS Rosario”)- Chiediamo a tutti i venafrani di partecipare a quest’assemblea e di preparsi alla lotta dura. Anche con l’occupazione del SS. Rosario e con nuove manifestazioni sempre più eclatanti. Lancio un appello anche ai giovani, alle associazioni, ai politici che hanno a cure le sorti della città. Non possiamo ricevere schiaffi in faccia una continuazione. Non hanno neppure fatto arrivare il ricorso a Roma che i giudici hanno deciso. Un provvedimento senza precedenti che riduce la nostra autonomia e quella di tutto il Molise. Ormai non contiamo più nulla, né conta l’assistenza ai malati e persino la redditività e l’importanza dei singoli ospedali. Siamo davvero arrivati- continua Vaccone– all’ultima spiaggia. Ora o mai più>. Sabato pomeriggio dqune tutta la città ed il suo largo circondario è chiamata ad una prima mobilitazione. Oltre c’è solo la chiusura definitiva del SS. Rosario.
Fonte : http://www.molise24.it/news.php?extend.2221.3

There are 8 comments

  1. Sono i politici,che ora invocate ed invitate all mobilitazione,i veri responsabili degli schiafi che avete ricivuto e che continuate a ricevere in futuro sino a quando non vi decidete democraticamente a mandarli a casa ed a rinnovare la classe politica.Ma siete a conoscenza che la regione Molise,abitata da 4 gatti,sperpera fondi di gran lunga superiore a Regioni con milioni di abitanti? Fondi sottratti alla Sanita’ ed alla Istruzione.Vi siete mai domandati a quanto ammontano le prebende dei consiglieri regionali senza parlare dei rimborsi spese e vitalizi compresi.Presidente del Comitato non e’ una novità che non contatiate piu’ nulla tant’e’ che il comune e’ stato commisariato ed i Venafrani,loro malgrado,non sono stati mai capaci di esprimere la loro volonta’ poiche’ hanno sempre dato retta a “compari e comparielli” cercando di trarre il massimo vantaggio personale dal comparaggio politico locale.Chi e’ causa del suo mal…..

  2. nico ma di dove sei ? ma perchè fai di tutta un erba un fascio , ma credi che tutti hanno votato i politici di cui parli ?
    se sei di venafro , non dire ” gli schiaffi che avete ricevuto “…..ma dici ” che abbiamo ricevuto “…….ti escludi sempre….

  3. BUONGIORNO, IO VORREI FARE UNA PROPOSTA AL COMITATO…. PERCHE’ NON INVIATE UN INVITO, SINGOLARMENT,E A TUTTI I POLITICI VENAFRANI , INVITI SCRITTI!!!! E POI PUBBLICATE SU QUESTO BLOG E SUI GIORNALI MOLISANI (CARTACEI E NON ) CHI HA DECLINATO L’INVITO….!!! SOLO COSI LA GENTE PUO SAPERE ….!

  4. Sono di Venafro e ne sono fiero,ma fortunatamente sono andato via proprio per non “prendere piu’ schiaffi” e ti diro’ che stamane un programma di Rai 3 ospitava il presidente della Regione Iorio che non appena ha aperto la bocca mi son venuti i conati di v……to e non sono riuscito a seguire il programma pensando quanto male ha fatto tale personaggio al mio paese augurandomi che tu non abbia votato per tale persona

  5. percio’ ti dicevo non fare di tutta un erba un fascio , perchè a venafro non tutti hanno votato in quel senso…..e io sono uno di quelli , e leggere sempre …..avete….fate….prendete….dava un po’ fastidio , ora tutto è chiarito , mi auguro per te che dove vivi adesso magari non ti ritroverai con lo stesso problema…… : )

  6. Un sistema si regge su due stampelle: maggioranza ed opposizione. Basta che manchi una delle due ed il sistema (malsano?) che viviamo e subiamo non potrebbe reggersi.
    Con questa premessa concluderei che l’azione di Iorio prima e di Basso dopo, cioè il Commissario del Governo per fare quello che a Iorio non era riuscito, sono espressione del sistema che non cambia e non migliora.
    Ci devono mostrare i conteggi per il quale l’ospedale di venafro era da chiudere ed i conteggi col quale, adesso il Commissario BASSO, si sarebbe inventato l’ospedale di comunità con 10 posti letto.
    Ed è stata proprio l’azione del Commissario Basso con questa ipotesi di soluzione ad avere dato nuova linfa all’azione della regione. Il Consiglio di Stato non ha capovolto il giudizio del TAR che non era capovolgibilema ha preso atto che Il Commissario BASSO, che ha fatto ricorso alla sentenza del TAR, ha adottato una decisione per la quale la sentenza del TAR non era più attuale. Bisogna in pratica ricorrere nuovamente al TAR per la soluzione BASSO eperchè vogliamo conoscere i criteri ed i conteggi..perchè quelli potrebberoi rivelarsi non esatti ma solo il coronamento dell’andazzo politico e di sistema che coinvolge tutti i partiti e tutti gli uomini politici.
    Avviamoci a dare la maggioranza assoluta al MOVIMENTO 5 STELLE perchè devono sparire tutti e NASO dovrà rispoindere se non ci ilustra tutti i criteri esaminati, i parametri considerati, i pesi dati affinchè possiamo evidenziare tutte le iunsuffiucienze, le eventuali negligenze o le eventuali inadempienze.
    Ma prima di questo ci vuole una mobilitazione coraggiosa ed estesa, con turni, che occupi un poco tutto, dando ribalta nazionale alla questione e illustrare con tabelle e tabelloni qunato siamo indignati verso questa classe politica (che a volte mi spinge ad associarvi una associazione finalizzata a…….) e verso gli uomini che la rappresentano.
    Ma come si può decidere che un ospedale vada chiuso se non si dimostra ai cittadini l’oggettività della loro decisione? E se non lo si fa……è solo per nascondere quello che temiamo tutti? è solo un’affaire per pochi?
    Egregio BASSO, non riesco ancora ad immaginare la sua statura, ma questo ospedale con 10 posti letto a che serve? Dovranno avere comuqnuye 10 medici che,invece di economicamente gestire 100 posti letto, ne gestiranno solo 10? E così infermieri e così altro personale? Oppure ci sta pigliando per i fondelli con questa invenzione dell’ospedale di comunità con 10 posti letto che non sarebbe più un ospedale.
    Ci dica di quanto sta sotto l’ospedale di Venafro che provvediamo alla differenza noi cittadini di venafro per tenerlo aperto e ci aiuteranno quelli dell’hinterland che venivano da oltre 30 km di distanza, che non hano gradito la chiusura.
    Basta che poi non dobbiamo pagare 270 euro a testa per mantenere una regione che fa solo danno, va chiusa all’istante e dobbiamo essere accorpata ad altre regioni. Resteranno degli uffici regionali chiamati di cpomunità…basta che i politici venganmo azzerati ..èperchè manifestatamente incapacio di amministrare per la collettività…altrimenti non farebberoi sprechi privilegi ed altro e renderebbero conto del perchè delle loro decisioni e soprattutto dovranno restituirci tutte le ricchezze accumulata nella loiro vita di politici.
    Si può staccare Venafro dalla regione Molise e dall’Italia e proporsi come regione di un’altra nazione? Sarà anche una forzatura, ma con questa classe politica che ogni giorno di più si rivela a cosa sia dedita in realtà……..forse sarebbe la soluzione più rapida per risanare sistema ed acquisire quella dignità che ci viene sempre più negata.

  7. DA IL FATTO QUOTIDIANO: Il governo Monti ha bocciato la gestione commissariale della Sanità molisana del presidente della Regione, Michele Iorio. Non poteva essere letto in altro modo l’arrivo a Campobasso di un nuovo commissario ad acta che, come aveva preannunciato lo scorso 30 maggio il ministro della Salute Renato Balduzzi, “affiancherà il presidente Iorio per attuare il Piano di rientro dal disavanzo sanitario”. In quell’occasione Balduzzi – rispondendo all’interrogazione del leader dell’Idv, Antonio Di Pietro – sottolineò l’inesistenza delle condizioni per la rimozione del governatore molisano dall’incarico di commissario. “Attualmente la situazione giuridica del presidente Iorio è di prorogatio – affermò il ministro – in quanto lo statuto del Molise non prevede un procedimento specifico a seguito dell’annullamento delle elezioni” da parte del Tar. Insomma senza quell’impedimento Iorio probabilmente sarebbe già stato destituito dalla carica che, nel 2009 l’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, gli conferì per far fronte al ripetuto inadempimento della Regione alle disposizioni di razionalizzazione della spesa sanitaria dettate dallo Stato.

    “In sostanza – sintetizza il consigliere regionale di Costruire Democrazia, Massimo Romano – il responsabile del disastro venne posto con poteri straordinari a risolvere lo sfascio che egli stesso aveva creato”. Ma poco importa perché, pur rimanendo al suo posto, Iorio di fatto non conta più nulla. La nomina del nuovo commissario ad acta (Filippo Basso), fatta dal Consiglio dei ministri il 7 giugno scorso, rappresenta il suo totale fallimento: solo nel 2011 il disavanzo della Sanità molisana ha superato i 40 milioni di euro. Il Molise dunque è la prima Regione a sperimentare il commissariamento del commissario. La conferma, che ad occuparsi del risanamento della struttura sanitaria molisana sarà esclusivamente il tecnico nominato dal governo, è riportata nel verbale del tavolo tenutosi a Roma il 20 luglio scorso tra il presidente-commissario molisano e gli alti dirigenti dei ministeri dell’Economia e della Salute. Un documento secretato ma reso pubblico, soltanto nei giorni scorsi, dal consigliere regionale Romano. “L’ho ottenuto, non senza difficoltà, da una fonte anonima di Roma”, racconta a ilfattoquotidiano.it. Ventitré pagine che sintetizzano l’incontro per la verifica trimestrale degli adempimenti per il rientro dal deficit, durante il quale il governatore viene umiliato e ridicolizzato. Già perché gli emissari del governo oltre a bocciare ancora una volta la gestione della sanità da parte della Regione, rimproverano a Iorio una serie di comportamenti non in linea con le direttive imposte da Roma. Come il mancato recapito della documentazione entro la data di scadenza (5 luglio) fissata dai ministeri e il conseguente tentativo di giustificazione con l’esecuzione, proprio in quel giorno, del back-up del sistema documentale della Regione. Una fandonia prontamente smascherata dal tavolo tecnico: “E’ stato verificato – scrivono i tecnici ministeriali – che alcuni documenti inseriti a sistema il 6 luglio recavano la data del protocollo regionale in uscita il 6 luglio stesso”. Nessun back-up. “Non è la prima volta che si verifica l’invio tardivo”, continuano a lamentare i dirigenti dei ministeri, ormai convinti che “la gestione commissariale non appare adeguatamente strutturata neppure per far fronte all’invio della documentazione”.

    L’elenco delle inadempienze, evidenziate dai rappresentanti dei ministeri dell’Economia e della Salute, è lunghissimo e riguarda anche la sanità privata: il tavolo richiama ad esempio l’attenzione su una notizia, diffusa dalla stampa locale, relativa alla costruzione di una nuova struttura della Neuromed – la clinica della famiglia dell’eurodeputato Pdl ed ex vicepresidente della Regione, Aldo Patriciello – “di cui i ministeri affiancanti non erano stati messi a conoscenza”. Gli emissari del governo chiedono quindi a Iorio se il nuovo padiglione della clinica sia compatibile con il numero dei posti letto programmati e con gli impegni economici assunti con il Piano di rientro. E naturalmente se vi sia l’autorizzazione edilizia. La risposta di Iorio, riportata nel verbale, è stupefacente: “Il Presidente della Regione, pur essendo presente alla cerimonia della ‘posa della prima pietra’ come riportato dalla stampa, dichiara di non essere a conoscenza dell’esistenza di una preventiva autorizzazione regionale e che sta approfondendo la questione con gli uffici regionali”.

    Non è finita perché sotto la lente di ingrandimento del tavolo finiscono anche i contratti di attribuzione di incarichi fatti dall’Asrem (Azienda sanitaria regionale del Molise) e l’autorizzazione – da parte della stessa Asl – dell’istituto del comando. I comandi infatti “sono assimilabili ad assunzioni che l’azienda – viene sottolineato – non può effettuare a norma di legge”. E tra i neo “assunti” alla Asrem c’è anche il figlio del presidente della Regione, il dottor Luca Iorio, assunto dalla Asl di Rovigo e comandato dalla Asrem a prestare servizio presso la U.O.C dell’ospedale “Cardarelli” di Campobasso. In sostanza la Asrem opera “in contrasto con quanto osservato dai ministeri affiancanti e in violazione del blocco del turn over nonché della legislazione vigente”. Ma ciò che più risalta in quel documento è un concetto chiaro e semplice, ma a scanso di equivoci ripetuto – seppur con parole diverse – più volte: registrato l’insuccesso di Iorio, adesso sarà il Commissario Basso a cercare di far rientrare la Sanità molisana dall’enorme deficit accumulato negli anni, a redigere il nuovo Piano sanitario e a definire “i criteri per l’adozione, da parte dell’Asrem, dell’atto aziendale”. Solo lui.

  8. Squola bassa |

    Non scrivete poemi,ma concetti sintetici,altrimenti uno di scuola bassa come me non vi segue.

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