Dalla Francigena ai finanziamenti per l’editoria

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Riceviamo e pubblichiamo dall’Arch. Luigi Valente
In riferimento all’articolo “Inchiesta sulla via Francigena, Valente scrive al ‘bene comune’ che risponde…”, pubblicato sul giornale online Altromolise, chiedo diritto di replica alle note a margine scritte dalla redazione de “Il Bene Comune”.

Ringrazio la redazione de “Il Bene Comune” per aver pubblicato integralmente la mia replica, senza nessun taglio nel contenuto.
Però devo dire che non ho ricevuto lo stesso trattamento dal giornale online Altromolise, perché il direttore Antonio Sorbo ha deciso che la mia replica non dovesse essere pubblicata integralmente, ma ha preferito tagliare le parti che risultavano a lui poco gradite.
Per operare tale censura il direttore Sorbo ha volutamente confuso il diritto di replica con quello di rettifica.
Il direttore Sorbo, pur avendo operato i tagli, ha poi però provveduto a replicare gli argomenti trattati nei tagli, su siti internet, profili e gruppi facebook, palesando l’importanza di tali argomenti.

Questo atteggiamento è lesivo della mia persona, ma, ancora più, genera dei dubbi sull’operato del giornalismo molisano, che del diritto di replica e della libertà di opinione fa carta straccia. Ancora più grave perché questo atteggiamento ormai viene utilizzato dal direttore per fini personali, visto che è anche una figura politica.

Venendo alla mia replica, mi preme dire che mi dispiace che l’editore “Il Bene Comune” venga spesso querelato, ma ciò non toglie valore e forza alla mia querela, che si basa sulle menzogne scritte da Roberto Colella. Però non voglio tornare sull’argomento che ho ampiamente chiarito nella mia prima replica e accolgo la richiesta della redazione che mi suggerisce di aggiungere nuovi elementi e che “non abbia contenuto stucchevole per il lettore”.

Ritengo che il tema dei finanziamenti e dei soldi pubblici, affrontato per la questione della via Francigena, sia un tema importante, che va approfondito in tutti suoi aspetti, anche per quanto riguarda l’editoria.

Come si legge nella nota dell’articolo “Inchiesta sulla via Francigena, Valente scrive al ‘bene comune’ che risponde…”, la redazione de “Il Bene Comune” mi ha dato la possibilità di avere chiarimenti sui loro bilanci.
Visto che l’accusa che mi è stata posta sul giornale fa riferimento ad incarichi di un valore pari a 500 € di soldi pubblici, ho approfittato della concessione di chiarimenti, per sapere se la testata giornalistica (nonché editore “Il Bene Comune”) percepisca finanziamenti pubblici.

La gentile redazione, come prima cosa, ha tenuto a farmi sapere che tutti i giornalisti e collaboratori lavorano a titolo totalmente gratuito, così come ci ha tenuto a comunicarmi anche il giornalista Roberto Colella. Dato molto importante che verrà nuovamente analizzato al termine di quello che sto per scrivere.

Per quanto riguarda i finanziamenti, in un primo momento, mi viene comunicato dalla redazione, che è titolare di un solo contributo della Regione Molise pari a 40.000 €.

Non pienamente convinto di quello che mi veniva detto ho chiesto se vi erano altri finanziamenti pubblici, così mi è stato comunicato che in realtà c’è un altro finanziamento di circa 6.000 € annui, sempre concessi dalla regione.

Ancora non contento ho provato a chiedere se sono realmente tutti i finanziamenti per Il Bene Comune. A questo punto mi è stato comunicato dalla redazione che c’è un altro finanziamento a favore dell’editore, per la traduzione e messa online della rivista Glocale (edita da Il Bene Comune), e che sono stati, per un numero imprecisato di anni, elargiti dalla provincia di Campobasso 25.000 € annui, sempre in favore dello stesso editore.

Da voci di corridoio, tali cifre citate potrebbero essere maggiori, come anche il numero dei finanziamenti. Cifre alle quali bisogna aggiungere i 30 € annuali, che vanno moltiplicati per le centinaia di abbonati alla rivista. Senza dimenticare le numerosissime sponsorizzazioni all’interno della riviste, nel sito internet e nelle varie pubblicazioni, di cui però è oscuro l’ammontare.

Successivamente ho nuovamente chiesto se ci siano stati altri finanziamenti a loro favore (permetterete la pignoleria, ma ad ogni mail i finanziamenti aumentavano ed era lecito insistere), ma non ho più ricevuto chiarimenti o risposta di alcun tipo.

E’ evidente che qui l’anello debole sono quei poveri collaboratori e giornalisti, che lavorando gratis sono vittime di un meccanismo poco chiaro, dove il flusso di soldi (di noi contribuenti) entra, ma poi si ferma.

Senza poi tralasciare la libertà di stampa e il giornalismo etico che vengono minati da questo legame a doppia mandata con gli enti pubblici e politici che elargendo tali somme, diventano difficilmente “toccabili” da eventuali inchieste. Stessa sorte non tocca ad un libero cittadino che non avendo santi in paradiso si vede diffamato a mezzo stampa e a volte gli viene negato anche il diritto di replica. La mia storia è l’esempio, ma purtroppo non è l’unica.

There are 5 comments

  1. Certamente l’esistenza umana sarebbe molto più felice se negli uomini la capacità di tacere fosse pari a quella di parlare. Ma l’esperienza insegna fin troppo bene che gli uomini non governano nulla con maggior difficoltà che la lingua. (Baruch Spinoza, Etica, 1677)……
    Tradotto in parole povere: parla parla!!!

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