Da ististuto di riabilitazione a RSA, la rabbia deidipendenti

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Una bomba atomica esplode sul Carsic, che la proprietà vorrebbe trasformare in Rsa( residenza sanitaria assistita). Con conseguente decurtazione degli stipendi ai dipendenti.
La clamorosa novità arriva  nell’ultimo tumultuoso incontro dell’altro ieri – tra la proprietà dell’istituto privato ed i sindacati dei lavoratori- nella sede di corso Garibaldi.
“Per discutere – come si legge in un documento della situazione patrimoniale dell’azienda”. Si è giunti a tanta tragica situazione perchè i 116 lavoratori non percepiscono gli stipendi dal mese di ottobre, compresa la tredicesima. Cioè oltre cinque mensilità arretrate.

I lavoratori che aspettavano “l’esito dell’incontro fuori dal cancello dell’istituto….. ben conoscendo il modus operandi degli attuali proprietari, erano molto sfiduciati ma mai potevano immaginare che cosa stessero tramando i geni della finanza che fanno capo all’avvocato Esposito e al sig. Caterino “. I quali – secondo i sindacati ed i lavoratori- hanno presentato una proposta, definita senza mezzi termini “oscena”.
Cioè gli amministratori del Carsic hanno proposto “una modifica del contratto dei lavoratori che dovrebbero rinunciare al contratto Aiop, che riguarda una trasformazione dell’istituto in una specie di Rsa con un contratto di lavoro che prevede la decurtazione dello stipendio pari al 20/22 per cento”.
A questo punto esplode così tanto la rabbia , che i sindacati non trattengono più e senza peli sulla lingua dichiarano: “Questo immarcescibile piano aziendale presentato dai Murdoch casertani servirbbe a  pianificare i debiti ( circa 4 milioni di euro) accumulati da loro negli ultimi 5 – 6 anni.
La proposta ha colto di sorpresa i rapprensentanti sindacali presenti che erano entrati nella sala della riunione pronti a confrontarsi su idee che avessero un minimo di coerenza, convinti che tutti i sacrifici che i lavoratori devono affrontare  negli ultimi anni venisero riconosciuti e rispettati”.
Poi così continua la dura nota: “Dopo l’iniziale momento di sbandamentoi i sindacati  hanno ricordato che la proprietà, anche grazie ai lavoratori, ha ottenuto per tre mesi la cassa integrazione in Deroga”. Poi la nota sindacale tocca il punto più dolente: il lungo periodo di quattro mesi in cui i lavoratori non hanno percepito un solo euro di stipendio. Ma non è finita , perchè è stato sottolineato dal sindacato “— che il numero dei dipendenti negli ultimi anni è diminuito di 55 unità… e che a fronte di una diminuzione degli ospiti presenti nell’istituto, il budget che la regione Molise eroga regolarmente è sempre uguale”.
A questo punto i lavoratori si pongono la stessa domanda: non è che sono loro ( i proprietari ndr.) che non sono capaci di gestire i soldi?”.
Poi vanno già ancora più duro: ” questi signori hanno mai fatto veramente un esame delle loro capacità manageriali, si sono mai chiesti se non stanno sprecando i soldi pubblici, investendo per esempio tanti euro nella ristrutturazione di un edificio  inadeguato come l’attuale sede dell’istituto, quando a tutti, forse anche ai ragazzi presenti all’interno dello stesso, appare evidente che era necessario trovare un’altra soluzione?”.
E qui giunge l’amara conclusione del sindacato: ” Così uno spreco dopo l’altro i servizi forniti sono diminuiti, metre i loro debiti sono aumentati ed allora chi deve pagare le colpe? “. Ed ecco la tragica risposta : ” I Lavoratori”.

Fonte primo pianomolise

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