Basta con i nominati: 160.000 firme in Senato

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Basta con i nominati: 160.000 firme in Senato

Basta con i nominati: 160.000 firme in Senato
Il “Comitato del No” e il Fatto consegnano la petizione contro il Rosatellum
di RQuotidiano 21 ottobre 2017

Ieri mattina il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio e una delegazione del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, guidata dal vicepresidente Alfiero Grandi, hanno consegnato al presidente del Senato Pietro Grasso le 160.000 firme raccolte contro il Rosatellum: un secco ‘no’ dei cittadini ai nominati e all’ennesima legge elettorale a rischio di incostituzionale che toglie il potere di scelta agli italiani e lo consegna alle segreterie dei partiti.

Le firme della petizione consegnate al presidente Grasso sono state raccolte in poche settimane sul sito Change.org, in calce a un appello scritto dal Coordinamento e rilanciato dal Fatto.

“La partita che si sta giocando sulla legge elettorale – scrive il Coordinamento – è una partita sulla Costituzione, perché il modello di democrazia dei Costituenti è fondato su un Parlamento rappresentativo, attraverso cui si esprime il principio supremo che la sovranità appartiene al popolo”. Nel Rosatellum, invece, non c’è traccia delle preferenze: ci sarà una quota maggioritaria e una quota proporzionale, in cui però i partiti proporranno i loro listini bloccati.

La legge elettorale arriverà martedì al Senato, dopo essere stata approvata a colpi di fiducia alla Camera. L’obiettivo della maggioranza è quello di approvarla prima del voto per le Regionali in Sicilia del 5 novembre, un voto che potrebbe ribaltare gli equilibri di forza in Parlamento. Proprio in occasione del voto al Senato di martedì, il Coordinamento ha organizzato una manifestazione di protesta contro il Rosatellum: “L’appuntamento è a partire dalle 16 in Corsia Agonale e la manifestazione è aperta a tutti: cittadini, partiti, associazioni”. Una protesta a due passi da Palazzo Madama, dove i senatori staranno votando la legge.

Qualche minima speranza che le cose cambino, secondo il Coordinamento, c’è ancora: “Ci auspichiamo che il Senato non approvi la legge così come arrivata dalla Camera e introduca le modifiche necessarie”.

Un esempio? Il voto disgiunto, al momento non previsto dal Rosatellum. Si tratta della possibilità per il cittadino di votare un candidato nell’uninominale e poi di scegliere, per la quota proporzionale, una qualsiasi lista, indipendentemente dal nome scelto nel maggioritario. Nel Rosatellum, invece, il voto dato nell’uninominale si trascina dietro anche il voto, da ripartire col proporzionale, a una delle liste che sostengono quel candidato.
[…] continua

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