Cronaca Giudiziaria

Arresto Scarabeo, l’ex assessore non risponde

Stamani l’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip di Isernia. Scena muta anche del fratello Gabriele, ora assistito anche dal legale Marco Franco. Presto il ricorso al Riesame e la richiesta di parte di un nuovo interrogatorio.
Per ora non parlano. Scena muta nell’interrogatorio di garanzia presso il tribunale di Isernia, dei fratelli Massimiliano e Gabriele Scarabeo, accusati dei reati di frode fiscale e truffa nei confronti della Regione Molise. I due indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il primo ad essere sentito è stato l’ex assessore regionale del Pd che, sebbene non abbia inteso rilasciare dichiarazioni, si è riservato la facoltà di presentare chiarimenti nei prossimi giorni. Ciò, in virtù della mole degli atti costituenti l’indagine che i legali, l’onorevole del Pd Danilo Leva e Mariano Prencipe, non hanno avuto il tempo materiale di approfondire. “Ci siamo avvalsi della facoltà di non rispondere – ha dichiarato Leva ­ per un motivo strettamente tecnico, abbiamo avuto l’accesso agli atti solo nella tarda mattinata di ieri e le migliaia di pagine, di cui si compone l’attività investigativa, oggettivamente erano impossibili da approfondire in così poco tempo. Massimiliano è sereno, credo che debba avere massima fiducia anche nel lavoro della magistratura e ci difenderemo nel processo, mai dal processo”. A detta degli avvocati della difesa, il loro assistito è sereno e fiducioso nel prosieguo dell’iter giudiziario, rimanendo convinto di poter dimostrare la propria completa estraneità ai fatti. I prossimi passi, infatti, prevedono la presentazione del ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere l’annullamento degli arresti domiciliari.
“La linea difensiva – ha invece evidenziato Prencipe – sottolinea l’assoluta estraneità di Scarabeo dai fatti addebitati e contestati. I prossimi passaggi processuali, quando avremo avuto modo di approfondire tutte le carte dell’indagine, potrebbero essere la richiesta di essere sentiti o la presentazione di memorie scritte. Poi ci sarà il fondamentale passaggio del ricorso al Tribunale del Riesame, oltre a quello eventuale in Cassazione, per chiedere l’annullamento delle misure cautelari. Siamo talmente convinti della correttezza dell’operato di Scarabeo che ci difenderemo serenamente nel processo, non cercando alcun escamotage”. Subito dopo l’ex assessore è stata la volta del fratello, Gabriele: anch’egli si è avvalso della facoltà di non rispondere. Come hanno ribadito i legali, Pino Ruta e Fabio Delvecchio, da oggi affiancati anche da Marco Franco del Foro di Roma, la corposità dei fascicoli d’indagine ­ in cui sono riportate centinaia di documenti contabili e fiscali ­ richiedevano un adeguato approfondimento e per tali ragioni anch’essi si sono riservati la possibilità, per il loro assistito, di rendere dichiarazioni nei prossimi giorni. “Per ora ci siamo riservati solo di studiare meglio i documenti – ha dichiarato Ruta ­ e quindi di valutare meglio tutto quanto è stato il materiale acquisito. Sono migliaia di pagine, che ci hanno indotto a prospettare ai giudici un termine successivo che ci consenta di approfondire su materie complesse, riservandoci in futuro l’opportunità di rendere quelle forme di chiarimento che si chiedevano oggi”. Più esplicito è stato, invece, l’avvocato Franco: “La vicenda è molto complessa trattandosi di decine e decine di fatture – ha dichiarato – non abbiamo ragione di pensare che siano documenti fittizi, dobbiamo capire perché la Guardia di Finanza prima e la procura dopo abbiano ritenuto che, invece, riguardino operazioni simulate. Abbiamo verbalizzato espressamente di chiedere noi un interrogatorio, non appena saremo in grado di usare tutti gli atti”.

fonte isernianews.it

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