Al Carsic stipendi onorati: e ora stop ad altre strumentalizzazioni

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“ Giù le mani dal Carsic !”, il Centro di Azione per il Recupero Sociale degli Invalidi Civili ospitato nell’ex seminario vescovile di via Garibaldi, che da lavoro a 140 dipendenti (la più consistente realtà occupazionale della città !) e che garantisce ricovero, cura ed assistenza all’incirca ad un pari numero di ricoverati. E’ quanto nella sostanza asserisce la proprietà della struttura all’indomani di quello che la stessa azienda ha considerato una sorta di attacco mediatico in suo danno, quale conseguenza del parziale ritardo nel pagamento degli stipendi ai propri lavoratori.

“Dieci giorni di ritardo nei pagamenti, tra l’altro appena avvenuti, si chiede la proprietà dell’istituto di via Garibaldi  possono mai giustificare tanto rumore giornalistico attorno all’istituto ed alla sua immagine ?”.

In effetti nelle ultime settimane più di un organo di stampa regionale si era interessato alle vicende del Carsic ed al ritardo nell’erogazione degli stipendi, riportando tra l’altro l’eventualità del subentro di altri imprenditori nella gestione del Centro.

“Premesso che gli stipendi sono stati sempre regolarmente pagati –è il pensiero degli amministratori del Centro nonostante le obiettive difficoltà finanziarie imposte dal particolare momento storico che la nazione sta vivendo e derivanti dai tanti problemi connessi ad una retta pro capite di ricovero per noi ferma al 2004 senza neanche il riconoscimento dell’incremento del costo della vita più volte da noi richiesto, vorremmo conoscere cosa ci sia dietro l’attacco frontale all’Istituto.

Si consideri che la retta ferma al 2004 ha determinato uno squilibrio alla nostra azienda, che continua a sostenere costi crescenti sia per gli adeguamenti del CCNL che per gli incrementi dei costi generali.

Peraltro tale inerzia nella rideterminazione della retta ha comportato anche incertezze nella determinazione di eventuali nuovi investimenti. In parole povere, il Carsic oggi dispone di un budget insufficiente a curare ed assistere i propri pazienti.

Cio nonostante, e pur in presenza di mancati profitti aziendali, non sono stati toccati i livelli occupazionali, cosa di non poco conto riteniamo nel momento che tutti stiamo vivendo. Certo, abbiamo corrisposto gli stipendi con dieci giorni di ritardo, ma tale ritardo può mai giustificare il rumore mediatico attorno all’istituto, arrivando addirittura ad ipotizzare il passaggio di mano tra una proprietà ed un’altra ? Vorremmo tanto capire cosa c’è dietro tutto questo … !”.

Quindi la chiusura della proprietà del Centro di via Garibaldi : “In un momento così poco rassicurante –dichiara la proprietà dell’istituto è grave che qualcuno metta zizzania tra i lavoratori, promettendo cose che il Carsic offre da oltre trent’anni : vale a dire assistenza e ricovero a tanti invalidi civili e lavoro e stipendio a 140 persone ed alle loro famiglie.

In effetti, l’unico nostro errore  ammesso e non concesso che ci sia stato da parte nostra – è di aver salvato in toto l’occupazione di 140 lavoratori, nonostante le obiettive difficoltà che stiamo vivendo”.

Quali le vostre maggiori aspettative per continuare a garantire l’assistenza ed il lavoro ? “Senz’altro l’adeguamento della retta ferma al 2004 e che ci comporta tutta un serie di problemi e difficoltà. Noi vogliamo continuare a crescere e ad investire a Venafro e per il Molise, ma abbiamo assoluto bisogno che le istituzioni preposte ci siano doverosamente vicine, com’è giusto che avvenga in primis per i ricoverati e quindi che chi lavora per loro”.

xQuotidiano Molise , Tonino Atella.

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