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Al Carsic fanno 33 licenziati su 109…con lettera del presidente Caterino…

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Zeppole di San Giuseppe assai amare per i dipendenti del Carsic. Ieri il presidente del CDA dell’Istituto, Ernesto Caterino, ha scritto una lettera con la quale avvia la procedura di mobilità per 33 lavoratori su 109. La lettera è indirizzata alla Asrem, all’ Assessorato Regionale al Lavoro, ai sindacati. Nella lettera il presidente Caterino spiega perché si è arrivati a tanto. Dopo aver premesso che ai sindacati era stata prospettata o la riduzione dello stipendio oppure la riduzione del personale per abbassare i costi di gestione, fa il triste annuncio: vanno messi in mobilità 33 dipendenti. Vengono spiegate punto per punto le ragioni del provvedimento adottato. Secondo la proprietà del Carsic sono dovute all’abbassamento dei posti letto per i degenti ( disabili anche gravi) passati da 200 agli attuali 120. Oltre alla retta giornaliera, pagata dalla Regione Molise, rimasta bloccata dall’anno 2005. Per ogni ricoverato la Regione eroga sempre 109 euro al giorno da nove anni. Si era anche detto, da parte dei vertici regionali, che la retta sarebbe stata portata a 130 euro, ma tutto è rimasto sulla carta. Nella lettera- dopo aver elencato tutti gli attuali dati occupazionali di 109 unità lavorative suddivisi per ogni servizio e settore prestato- il presidente Caterino spiega dettagliatamente dove e come verranno effettuati i tagli. Così alla voce “ personale in esubero” si specifica chi verrà posto in mobilità ( praticamente verrà licenziato). Trattasi di uno psicologo, 2 assistenti sociali, 6 educatori senza titolo, 3 addetti all’assistenza, 2 impiegati amministrativi, 7 del reparto ristorazione, 4 del guardaroba, 5 in portineria, un addetto al deposito farmaci, un barbiere ed un autista. Sommando tutti i presunti “esuberi” si arriva al numero delle 33 unità da licenziare. In pratica un terzo di tutto il personale, che oggi lavora nell’Istituto privato, verrà posto in mobilità. Attraverso una procedura d’uscita che deve svolgersi per forza, secondo la legge, entro 120 giorni ( quattro mesi). Facendo un rapido calcolo la scadenza ultima è riferita al luglio di quest’anno. Nella lettera il dottor Caterino riporta anche gli ultimi dati di bilancio dell’Istituto. Così si scopre che nel 2011 le perdite sono state di 42.398 euro. Nel 2012 si è avuto un utile di 3.985 euro e nello scorso anno ( 2013) sono state calcolate perdite presunte di 797mila euro ( dati definiti “provvisori”). Infine nella lettera si può leggere: “ I criteri di individuazione dei licenziandi saranno stabiliti d’accordo con codeste Organizzazioni sindacali  o, nel caso di mancato accordo, secondo quanto previsto dall’art. 5-comma 1…nel rispetto dei seguenti criteri in concorso tra loro e cioè: carichi di famiglia, anzianità di lavoro, esigenze tecnico produttive, secondo uno schema di punteggio obiettivo che sarà reso noto nel corso della procedura”. A questo punto mentre i lavoratori attendono di essere retribuiti per i mesi arretrati di gennaio e febbraio 2014, più la tredicesima del 2013, arriva quest’ulteriore doccia fredda: uno su tre di loro dovrà essere licenziato.  “Entro dieci giorni chiederemo l’incontro con la proprietà per avviare la concertazione- dichiarano al sindacato- Diversamente andremo avanti con altre procedure, anche più dure, che la legge ci consente, d’intesa con i lavoratori. Inoltre rimane aperta la richiesta urgente d’incontro con i vertici politici regionali. In particolare col governatore Paolo Di Laura Frattura”.

fonte: molise24.it

There are 1 comments

  1. Ill.mo Caterino, perchè invece di far pubblicare questi lamenti non rende noti i soldi che lei percepisce come presidente e altri titoli che sicuramente si sarà autoaccredidato ?Il problema è uno solo, che la vostra inettitudine vi sta portando al fallimento, non conoscete i reparti, non conoscete i dipendenti e non siete minimamente consci di quale sia il lavoro e le problematiche che ogni giorno affrontano i dipendenti.E’ facile mettersi sull’altarino e dire aiuto, ma allo stato dei fatti ci dovete pagare ancora la tredicesima e presto adiremo alle vie giudiziarie per riavere quanto ci spetta.Secondo, avete creato un sottile ricatto come se quel lavoro che viene onorato ogni giorno fosse un favore che voi fate ai dipendenti, invece no , siete voi che dovete baciare i piedi ai dipendenti perchè ancora non vi hanno sbattuto fuori a pedate.Chi li ha fatti questi debiti? i dipendenti o voi? Chi ha pagato i fornitori e chi li ha scelti i dipendenti o voi?allora tacete e fatevi da parte se non è arte vostra gestire una struttura con equilibri delicati come il Carsic, smettetela di piagnucolare come bambine dell’asilo, lavorate e dimezzate i vostri di stipendi perchè col cavolo che vi regaleremo 1 solo centesimo del nostro lavoro, oppure pensate che il nostro silenzio sia un tacito accordo con voi? la supposta grande sta per arrivare e come si suol dire ” muoia sansone con tutti i filistei”.saluti e baci 

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