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Agevolazione Natalizia: Carburante a € 0,60/litro dal 24 al 26 Dicembre. Ecco come

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Ecco un regalo di natale inaspettato che consentirà a tutti i cittadini italiani di usufruire del carburante senza il costo delle accise, quindi pagandolo solo 0,60 euro al litro. Il decreto del 12/11/2013 del Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico stabilisce che tutti i cittadini in possesso dei requisiti posso richiedere e ottenere la Carta Bonus dell’agevolazione Idrocarburi.

I requisiti sono minimi. Occorre essere cittadino italiano e possedere carta d’identità e patente.

Il bonus consiste appunto nella detrazione fiscale per i giorni 24,25 e 26 dicembre delle Accise sul prezzo del carburante. Iniziativa intrapresa per far tirare un sospiro di sollievo ai cittadini dopo la travagliata crisi economica degli ultimi anni.

Ecco il modulo da compilare che verrà depositato direttamente alla portineria ISAP comprensivo di marca da bollo:

MODULO

Detraendo i costi delle Accise (Imposta sulla vendita del carburante ) il prezzo sarà circa di 60 centesimi a Litro. Per usuffruire del bonus bisogna semplicemente compilare questo modulo e depositarlo allo sportello per la Distribuzione ISAP del vostro Comune affinchè possiate ritirare gratuitamente la carta. Il valore complessivo dei rifornimenti non dovrà superare i 180€.

Fonte:http://corrieredelmattino.altervista.org/agevolazione-natalizia-gasolio-e060-litro-dal-23-al-25-dicembre/

There are 7 comments

  1. ANGELO LA BELLA |

    Sarà vero? e poi se non sbaglio il 25 e 26 dicembre, giorni festivi, i distributori sono aperti? se veramente volevano fare “un regalo” ai cittadini, perchè non hanno deciso di farlo durante le giornate prefestive??? ennesima presa per i fondelli!!!!

  2. Gerardo D'Agosto |

    Ottima notizia visti i tempi che corrono …

    Eurostat: Italia al top per rischio poverta’
    Il 29,9% di italiani condannati a esclusione
    05 dicembre, 13:23

    Fonte: ANSA.IT

    Crolla il potere d’acquisto

    Eurostat: Italia al top per rischio poverta’

    ROMA – Dopo la Grecia, l’Italia è il Paese della zona euro dove il rischio di povertà ed esclusione sociale è più alto: secondo gli ultimi dati Eurostat relativi al 2012, in Italia il 29,9% della popolazione rischia di diventare povero, in Grecia il 34,6%.

    Quadro a tinte fosche nel bilancio sociale Inps. Il potere d’acquisto delle famiglie – si legge – è crollato del 9,4% tra il 2008 e il 2012. Lo si legge nel bilancio sociale Inps presentato oggi secondo il quale solo tra il 2011 e il 2012 il calo è stato del 4,9%. Nel complesso nei quattro anni considerati il reddito disponibile delle famiglie ha perso in media l’1,8% (-2% tra il 2011 e il 2012).

    Emorragia di dipendenti pubblici nel 2012. Nell’anno, secondo quanto emerge dal bilancio sociale Inps, i lavoratori pubblici sono diminuiti, a causa del blocco del turnover e dei numerosi pensionamenti di 130.000 unità (-4%) passando da 3,23 milioni a 3,1 milioni. Nel 2012 le entrate contributive ex Inpdap sono calate di 4,78 miliardi (-8,2%). I contribuenti del fondo pubblici statali sono diminuiti di 107.012 unità (da 1.780.000 a 1.672.988 con un -6%) mentre quelli del fondo pubblici enti locali sono calati di 25.070 unità (da 1.305.542 a 1.280.472 e un -1,9%). Cresce invece di 1.870 unità il fondo pubblici sanitari e il fondo pubblici ufficiali giudiziari (+721 unità). Le entrate contributive dell’ex Inpdap, si legge nel bilancio sociale Inps, si sono ridotte di 4.781 milioni di euro, dato legato al blocco del turn-over nel pubblico impiego e al rallentamento della dinamica retributiva del settore. Nel 2012 quasi tutte le categorie di lavoratori mostrano una riduzione della consistenza. I lavoratori dipendenti del settore privato si riducono di 48.888 unità (-0,4%); i lavoratori pubblici di 129.515 unità (-4%); i lavoratori autonomi di 13.817 unità (-0,3%) e i parasubordinati di 22.167 unità (-2%). Il blocco del turnover ha accentuato nel pubblico la tendenza che c’e’ anche nel privato di diminuzione dei dipendenti con meno di 30 anni (-20,1% nel pubblico, -8,7% nel privato) e di progressivamente invecchiamento dei lavoratori. Le variazioni per classe d’età, infatti, sono negativi fino ai 50 anni con una riduzione media del 9,3%. Si rilevano invece incrementi dell’1,4% per i dipendenti tra i 50 e i 60 anni e del 5,9% per quelli oltre i 60 anni.

    La spesa per gli ammortizzatori sociali nel 2012 è aumentata del 19% rispetto al 2011 superando quota 22,7 miliardi. L’Istituto sottolinea che la spesa principale è quella per la disoccupazione con 13,811 miliardi, oltre due miliardi in più rispetto ai 11,684 miliardi spesi nel 2011. Hanno usufruito di ammortizzatori sociali nel 2012 oltre 4 milioni di persone. Oltre 1,6 milioni di persone hanno usufruito di cig e mobilità a fronte dei 1.250.000 lavoratori nel 2011 (+28,5%) con una permanenza media pro capite in cassa di di due mesi e 2 giorni lavorativi. Nel complesso hanno avuto il sussidio di disoccupazione (ordinaria, agricola e quelle a requisiti ridotti) 2,5 milioni di persone a fronte dei 2,26 milioni dell’anno precedente.L’Inps sottolinea che i 22,7 miliardi (+3,6 miliardi sul 2011) si sono suddivisi in 12,6 miliardi di prestazioni e 10,1 di contributi figurativi. La parte principale ha riguardato la disoccupazione (13,8 miliardi con un +18,2%), mentre per la cassa integrazione sono stati spesi 6,138 miliardi (oltre un miliardo di spesa in più con un +21,8%) e 2,824 miliardi per la mobilità (+17,3%). Il peso maggiore degli ammortizzatori è a carico dello Stato con 14,237 miliardi a fronte dei 8,536 miliardi di contributi da imprese e lavoratori. Il finanziamento della cassa integrazione è stato coperto dallo Stato per il 37,8%, quello della disoccupazione per il 70,1% e quello per la mobilità per il 79%.

    Quasi la metà dei pensionati Inps (il 45,2%) ha un reddito da pensione inferiore ai 1.000 euro al mese. Lo si legge nel bilancio sociale Inps 2012. Su quasi 7,2 milioni di pensionati che non arrivano a 1.000 euro ce ne sono 2,26 milioni (il 14,3% del complesso) che non arriva a 500 euro. Possono invece contare su più di 3.000 euro al mese poco più di 650.000 pensionati. Il reddito da pensione dei pensionati pubblici nel 2012 era in media di 1.948 euro al mese, superiore di oltre 700 euro rispetto ai 1.223 euro medi portati a casa da coloro che hanno lavorato come dipendenti nel settore privato. Lo si legge nel Bilancio sociale Inps con riferimento ai beneficiari di una sola pensione. La differenza dipende anche dal numero di anni lavorati e si amplia tra le donne con 826 euro medi di pensione per le donne del fondo lavoratori dipendenti e i 1.613 di quelle del settore pubblico. Per artigiani e commercianti il reddito da pensione si ferma in media sotto i 1.000 euro.

    Fonte: ANSA.it

  3. Gerardo D'Agosto |

    Anche se di questo passo non so se faremo molta strada …

    Bankitalia: debito record a ottobre, tocca 2.085 mld
    In crescita di circa 95 miliardi dai 1.989 di dicembre 2012
    13 dicembre, 11:28
    Fonte: ANSA.IT
    Bankitalia: debito record a ottobre, tocca 2.085 mld
    Il debito delle amministrazioni pubbliche sale a ottobre 2013 a 2.085,321 miliardi, secondo i dati della banca d’Italia. Un dato ancora in aumento rispetto ai 2.068,722 miliardi del mese precedente e, rispetto a inizio anno, in crescita di circa 95 miliardi dai 1.989,431 di dicembre 2012.

    Il fisco ha incassato 1,442 miliardi in meno nei primi 10 mesi dell’anno. E’ quanto emerge dalle entrate tributarie calcolate dalla Banca d’Italia nel supplemento Finanza Pubblica al bollettino statistico. Il gettito gennaio-ottobre 2013 si e’ attestato a 307,8 miliardi contro i 309,3 miliardi dello stesso periodo del 2012 (-0,46%).

    Ancora in calo il debito delle amministrazioni locali che, secondo le stime della Banca d’Italia, si attesa a ottobre 2013 a 109,350 miliardi rispetto, per un confronto da inizio anno, ai 115,306 miliardi di dicembre 2012. In calo sia il debito di Regioni e Province autonome a 37,458 miliardi (dai 40,995 di dicembre 2012), che quello delle Province a 8,592 miliardi (da 8,903 di dicembre), che quello dei Comuni a 48,012 miliardi (dai 48,736 di dicembre, saliti al picco di 49,672 a maggio 2013).

    Fonte: ANSA.IT

  4. Gerardo D'Agosto |

    Allora, dopo la notizia in calce, chiudiamo il cerchio con qualche numero.

    Costo annuo per costo di servizio sul debito: 85 Mld Euro
    Costo annuo ammortizzatori sociali: 23 Mld Euro
    Costo annuo della “politica”: 23 Mld Euro

    Quindi, 85+23+23 = 131 Mld euro solo per queste tre voci
    Poi dicono che serve una sferzata di aiuti ai consumi interni, da dove prenderebbero i soldi se il secchio fa acqua da tutte le parti ???

    Costi politica: Angeletti, possibile risparmio di 7 mld
    Senza compromettere ma anzi migliorando efficienza
    16 dicembre, 15:24

    Fonte: ANSA.IT

    ROMA – ”Abbiamo aggiornato lo studio sui costi della politica che sono ulteriormente aumentati, siamo intorno ai 23 miliardi di euro l’anno, per noi si possono ridurre di sette miliardi senza compromettere ma migliorando l’efficienza delle nostre istituzioni democratiche”. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, a Roma presentando lo studio. Nel dettaglio lo studio identifica che per il funzionamento degli organi istituzionali (Stato Centrale e Autonomie Territoriali), nel 2013 si stanno spendendo oltre 6,1 miliardi di euro, in diminuzione del 4,6% rispetto all’anno precedente (293,3 milioni di euro in meno); per le consulenze 2,2 miliardi di euro e per il funzionamento degli organi delle società partecipate, 2,6 miliardi di euro; per altre spese (auto blu, personale di “fiducia politico”, Direzione ASL, ecc.) 5,2 miliardi di euro; per il sovrabbondante sistema istituzionale 7,1 miliardi di euro. Una somma pari a 757 euro medi annui per contribuente, che pesa l’1,5% sul Pil.

    ”Ci sono oltre 1,1 milioni di persone che vivono di politica, non ce lo possiamo più permettere. Abbiamo perso un milione di posti di lavoro ma neanche un assessore”. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, a Roma. ”Abbiamo molto lavoro da fare per rendere il sistema più efficiente e con queste risorse ridurre le tasse a lavoratori e pensionati”, ha concluso Angeletti.

    “Il Governo non ha ancora presentato l’emendamento per incrementare il fondo per ridurre le tasse su lavoratori e pensionati, aspettiamo che lo presenti per dare valutazioni”, lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, a margine della presentazione di uno studio sui costi della politica. “Vogliamo che si riducano le tasse su lavoratori e pensionati – ha spiegato Angeletti – perché è uno strumento, non l’unico, per far ripartire paese e occupazione”.

    I costi della politica sono saliti fino a 23 miliardi di euro e “si possono e si devono ottenere risparmi di spesa, che la Uil quantifica in almeno 7,1 miliardi di euro, approntando una riforma per ammodernare e rendere più efficiente il nostro sistema istituzionale”, è quanto si legge in uno studio sui costi della politica presentato oggi dalla Uil. La Uil indica come operazioni da eseguire l’accorpamento dei comuni che porterebbe 3,2 miliardi, l’utilizzo dei fondi delle province solo per i loro compiti di legge che porterebbe 1,2 miliardi, 1,5 miliardi di risparmio si otterrebbero poi con una più sobria gestione delle Regioni e altri 1,2 arriverebbero da una razionalizzazione dello Stato. Lo studio evidenzia poi che in Italia si spendono ancora circa 2 miliardi l’anno per costi di mobilità (auto blu, grigie, taxi..), 2,2 miliardi per le consulenze e 2,6 per i compensi dei consigli di amministrazione e collegiali delle società a partecipazione pubblica. Unica nota positiva evidenziata è stata una riduzione di 293 milioni, il 4,6% rispetto a un anno fa, dei costi per il funzionamento degli organi istituzionali, dovuto in gran parte al dimezzamento dei finanziamenti ai partiti voluto dal governo Monti.

    Fonte: ANSA.IT

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