Additivi alimentari killer: l’elenco di quelli da evitare

Ci sono sostanze, inserite artificialmente negli alimenti industriali che consumiamo quotidianamente per aumentarne la conservazione o per modificarne il colore, la densità o le proprietà organolettiche. Ma questi prodotti chimici sono sicuri o possono rivelarsi dannosi per la nostra salute? Ecco quali è meglio evitare

Gli additivi alimentarli, se si conoscono si evitano, ma il problema è proprio quello: evitarli non è facile, perché ormai i prodotti di origine industriale e gli alimenti confezionati sono letteralmente bombardati di additivi per fare in modo che, ad esempio, durino due anni in una latta o mesi in un tetrapack, o che abbiano il colore che ormai ci aspettiamo che abbiano. Ma nella maggior parte dei casi, queste sostanze, nonostante la legge europea ne permetta oltre trecento, potrebbero essere pericolose per la salute. La domanda principale da porsi, a questo punto, è: come accorgersi della loro presenza? E la risposta è semplice: leggendo l’etichetta.

Ecco come identificare e riconoscere le diverse sostanze, in base al codice riportato sulla confezione, per evitare di acquistare prodotti che contengono quelli potenzialmente meno affidabili e più pericolosi.

Glutammato monosodico. Tenete a mente questa sigla, E621, e quando possibile cercate di evitarla: è il glutammato monosodico, o glutammato di sodio, che viene aggiunto agli alimenti per esaltarne il sapore e che può provocare debolezza, mal di testa e una strana forma di allergia che è stata chiamata “sindrome da ristorante cinese”, per l’elevato uso che ne fanno. Ma si trova anche in abbondanza negli alimenti confezionati e nei cibi pronti.

Antiossidanti. Sono utilizzati per contrastare gli effetti dell’ossidazione causati dall’aria e dalla luce, e le loro sigle vanno da E300 a E322. Tra questi, quelli che vanno da E300 a E303, gli ascorbati, possono causare carie, calcoli renali e diarrea se assunti in dosi eccessive e sono presenti nella carne in scatola, nelle conserve di pesce, nelle confetture, negli insaccati, nei budini, nelle caramelle, nella birra e nei succhi di frutta. Va posta attenzione anche alle sigle E307, E308 e E309, il tocoferolo di sintesi, presente in maionese, margarina e burro: è infatti causa di macchie sulla pelle e disturbi renali.

Polifosfati. Vengono aggiunti agli alimenti per la loro capacità di fargli trattenere l’acqua (rendendoli quindi più pesanti) e sono presenti solitamente negli alimenti di scarsa qualità. Hanno la sigla E450, E451 ed E452 e possono interferire, nel corpo, con l’assorbimento di importanti minerali come il calcio, causando problemi nella calcificazione delle ossa.

Addensanti ed emulsionanti. La loro sigla va da E400 a E495 e sono sostanze che vengono utilizzate per conferire maggiore consistenza ad alcuni alimenti, come gelati, maionese, budini, carni in scatola, frutta candita e caramelle. Alcuni esperti sostengono che potrebbero avere effetti cancerogeni e addirittura causare coliti ulceranti se assunti in dosi eccessive. È stato anche documentato che l’E414, che viene utilizzato in pasticceria per solidificare le creme, ha causato negli operatori professionali spesso esposti alla sostanza riniti e asma.

Tartazina. Tra tutti gli additivi, forse il peggiore è proprio quello identificato con la sigla E102, la tartazina, una sostanza sintetica che causa una grande quantità di disturbi, che spaziano dall’emicrania all’asma, dalla rinite al cancro.

Solfiti. La loro sigla va da E220 a E228 e sono conservanti che, se assunti in dosi elevate, sono causa di mal di testa, problemi respiratori e reazioni allergiche anche improvvise: se ne può infatti sviluppare dal nulla l’intolleranza, con diversi gradi di gravità che variano da individuo a individuo. Si trovano in particolar modo nel vino, dove si sviluppano in modo naturale a causa della fermentazione dell’alcool.

Coloranti. I coloranti, naturali o artificiali, vengono riportati in etichetta con sigle che vanno da E100 a E199. E alcuni di questi possono quanto meno destare alcune perplessità, tenuto conto che in alcuni paesi sono proibiti. In Svezia, Norvegia ed Austria, ad esempio, il colorante identificato con la sigla E122, sigla dell’azurobina, che conferisce agli alimenti un colore rosso/bluastro, è proibito perché alcune associazioni dei consumatori hanno ritenuto, in seguito ad alcune ricerche, che fosse pericoloso per chi soffre di asma o è intollerante all’aspirina, agli anti infiammatori e ai farmaci per abbassare la febbre. Un altro colorante sospetto è l’eritrosina, identificato con la sigla E127, che si trova nei gelati, nella frutta sciroppata e in alcune caramelle, e che se assunto in dosi elevate potrebbe addirittura contribuire alla formazione di tumori tiroidei. Ancora, il blu scuro dato dal colorante E131 può causare ipotensione, nausea, pruriti e allergie, per arrivare addirittura allo shock anafilattico nei soggetti più sensibili.

Conservanti. Vengono aggiunti agli alimenti per combattere la formazione di muffe e batteri e per bloccarne il naturale deterioramento, e la loro sigla va da E200 a E299. Quelli a cui fare maggiormente attenzione, tra questi, sono quelli che vanno da E249 a E252, ossia nitrati e nitriti, che se assunti in grandi quantità potrebbero avere un effetto cancerogeno. Il conservante E212, ossia il benzoato di potassio, può diventare cancerogeno se associato alla vitamina C; tanti dubbi si sono anche sull’E240, la formaldeide, utilizzata in tantissimi alimenti.

Dolcificanti. Uno dei dolcificanti più inaffidabili, anche se largamente utilizzato, è l’aspartame, identificato dalla sigla E951, che secondo recenti indagini avrebbe effetti cancerogeni. In Europa viene utilizzato per tantissimi prodotti, come gomme da masticare, latticini, alimenti dietetici e bevande “light”, per il suo elevato potere dolcificante a fronte di un apporto calorico ridottissimo.

Correttori di acidità. Sono sostanze, identificate da sigle che vanno da E325 a E385 che servono a correggere l’acidità degli alimenti confezionati o inscatolati, generalmente sicuri tranne che per quelli che vanno da E338 a E343, che contengono fosforo e che se assunti in dosi eccessive può portare problemi a livello di metabolizzazione del calcio. Anche il E380 risulta essere tossico per l’organismo e andrebbe eliminato.

fonte:http://www.guidaacquisti.net/additivi-alimentari-killer-lelenco-quelli-evitare

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