La febbre del Sabato Sera

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E’ buona abitudine, come in tutti i paesi “civili” che il sabato sera la gioventù si riversi per le strade per festeggiare il week end, nulla di male fin qui, ma è anche buona abitudine (a Venafro) da un po’ di tempo a questa parte, che le persone, spesso forestiere, vengono mandate a casa in condizioni pessime, la rissa è diventata come la ciliegina sulla torta, se non c’è, qualcuno si prodiga in modo che  ci sia, a qualunque ora, preferibilmente a notte fonda, quando le forze dell’ordine “riposano”.
E anche stanotte, esattamente all’una di notte davanti il bar Hyppocampus quattro ragazzi di etnia rom non di Venafro, hanno pestato un ragazzo del posto mandandolo a casa in condizioni disastrose.
Questa è la situazione che i Venafrani devono subire per colpa di quattro spaccini, che pensano di essere i padroni della città e gli viene anche permesso di crederlo, perchè la comandano loro, con atteggiamenti alla gomorra, si impegnano a trasformare ogni sabato sera in un campo di battaglia.
Ormai a Venafro di notte si vive come a Scampia, tralasciando gli autoproclami di certi tutori dell’ordine che mettono a soqquadro la città solo per ingigantire il loro minuscolo ego personale, per farsi osannare sui giornali che non parlano della situazione reale perchè hanno paura di disturbare i lor signori o vussignuria, appunto i tutori dell’ordine troppo impegnati a controllare le mascherine anti covid e le cinture nelle auto, gli piace vincere facile, ma il problema resta, Venafro è diventata invivibile, pericolosa soprattutto di notte e soprattutto quando i ragazzi escono per divertirsi, perchè una distinzione va fatta, ci sono tanti bravi ragazzi, che civilmente onorano questa città ma per colpa di gruppi ormai noti anche alle forze dell’ordine sono costretti a convivere con la paura di essere pestati a sangue, giustiziati in pubblica piazza, pestati da quattro, dieci persone e ridotti in fin di vita, per ragioni stupide tipo mi hai guardato, tu non sei di Venafro e via dicendo.
Non è bello, anzi io come padre ho vissuto qualche mese fa questa situazione sulla pelle di mio figlio, credetemi, crescere un figlio, educarlo, mandarlo a scuola per poi vederlo ritirare a casa pieno di lividi e cicatrici è brutto, nel caso mio gli aggressori avranno pan per focaccia nelle opportune sedi legali, ma molti ragazzi pestati preferiscono non denunciare per evitare di essere tacciati per lesa maestà da questa melma umana che purtroppo invade questa città.
Signor Prefetto, vista l’inettitudine di certi, se legge la presente per un fortuito caso, le chiedo di intervenire attivamente al fine di scongiurare simili episodi, ogni sabato e spesso anche domenica ci scappa il ferito ( dipende dall’alcol e dalla cocaina assunta dai personaggi sopra elencati), possiamo vivere così?

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