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La risposta del Sindaco al Consigliere Cantone

E’ paradossale che il consigliere comunale più inutile di questa legislatura possa dare giudizi e lezioni a chicchessia, soprattutto a chi ha lavorato duramente in questi anni per risolvere anche i problemi che lui ha lasciato irrisolti.
Delle 20 persone che si sono sedute in consiglio comunale dal 2013 ad oggi, compreso Mario Pietracupa che è stato in carica per soli tre mesi, tutti possono dire di aver dato un contributo, seppure minimo, alla risoluzione di qualche problema, di aver collaborato a qualche attività o iniziativa, di aver avanzato qualche proposta sensata, ma lui in quattro anni e quattro mesi non ha portato una proposta concreta, una soluzione, un qualsiasi contributo, anche dall’opposizione, alla collettività.
Siccome mi chiama in causa cercando di criticare, senza portare argomenti o dati, il resoconto dei quattro anni di lavoro che abbiamo fatto, mi tocca rispondergli come capo dell’attuale Amministrazione, sapendo benissimo che i cittadini sono abbastanza stufi di queste diatribe, buone solo per riempire le pagine di qualche giornale, che rischiano di sembrare battibecchi tra comari. E lo faccio rispondendo punto per punto comunicando a Cantone che è finito il tempo dei monologhi senza risposta che gli abbiamo concesso in questi quattro anni. Da ora in poi gli risponderemo sempre.
1) A proposito di “pesature”, Cantone dimentica che per il momento l’unica “pesatura” che è stata fatta è quella delle elezioni comunali del 2013 dove lui, da assessore uscente nonché braccio destro del precedente sindaco, è stato “pesato” e bocciato riuscendo ad essere eletto a malapena consigliere comunale di opposizione per il rotto della cuffia.
Quello che accadrà da qui in poi non lo può sapere nessuno, nemmeno lui. E dovrebbe essere più cauto nelle previsioni, visto che la sua ultima previsione elettorale, quella di una vittoria schiacciante della lista di cui lui faceva parte quattro anni fa, un’autentica corazzata sostenuta dagli ultimi tre sindaci, da due consiglieri regionali (uno dei quali all’epoca era assessore), dal presidente della Giunta regionale, da un europarlamentare, da un senatore e da due deputati si è rivelata totalmente sbagliata.
Per non parlare della previsione che ha fatto quando si è insediata l’attuale amministrazione: disse che sarebbe durata non più di sei mesi, invece non solo per il momento è quella più longeva degli ultimi venti anni stabilendo già oggi un record, ma si avvia a concludere il suo mandato naturale, cosa che non accadeva a Venafro da tempo quasi immemorabile. Se ne faccia una ragione. I cittadini non sono stupidi e un vecchio detto popolare suggerisce di non vendere mai la pelle dell’orso prima di averlo catturato. Per la verità Cantone è stato già “pesato” (e trovato “mancante”…) anche in vista delle prossime elezioni comunali dai suoi referenti politici che gli hanno già detto che deve togliersi dalla testa l’idea di fare il candidato sindaco l’anno prossimo perché evidentemente non lo ritengono all’altezza. Si faccia una ragione anche di questo e accetti l’idea di correre per essere rieletto di nuovo come consigliere, probabilmente di minoranza.
2) E’ surreale sentire parlare Cantone di un’Amministrazione, quella attuale, che secondo lui non avrebbe più la maggioranza. E’ vero che agli ultimi consigli comunali non ha partecipato, probabilmente memore delle figuracce che gli ha fatto fare l’assessore Potena quando si è avventurato in considerazioni sul bilancio e sui conti del Comune (forse anche perché chi gli scriveva gli interventi ha deciso di non farlo più, e nemmeno può fare “copia e incolla” da internet, come ha fatto per la Casina dell’acqua, perché lo scopriremmo), ma presumo che sappia contare. Perciò basta andare a vedere i numeri delle votazioni dei consigli comunali, in particolare degli ultimi, per rendersi conto che la maggioranza è ben salda e coesa e sta portando avanti con determinazione il programma elettorale. Eppure lui dovrebbe intendersene di Amministrazioni senza maggioranza. La giunta di cui lui faceva parte è stata mandata a casa un anno prima della scadenza naturale proprio da una parte importante di quella maggioranza, quella formata dagli amministratori più capaci e attivi che ad un certo punto, resisi conto dei danni che quella giunta stava facendo, hanno deciso di dare il benservito a Cantone e a quelli che cercavano di rimanere aggrappati alla poltrona e alle indennità.
Ci tenevano tanto alle indennità che quella Amministrazione di cui Cantone faceva parte, poche ore prima di andarsene a casa riuscì a liquidarsi in tempo record le ultime indennità.
3) A proposito di indennità penso sia giusto far conoscere ai cittadini di quali importi parliamo. Il sottoscritto come sindaco percepisce un’indennità mensile netta di 836 euro. Cantone, quando nel 2011 faceva l’assessore percepiva un’indennità mensile di 981,73 euro netti (il “suo” sindaco dell’epoca percepiva 2.300 euro netti al mese).
4) In merito alla pubblicazione sul sito del Comune del resoconto dell’attività amministrativa, Cantone ignora che è un obbligo delle Amministrazioni informare i cittadini su quanto fatto. Alcuni Comuni lo fanno ogni anno.
Avrebbe dovuto farlo anche l’Amministrazione comunale di cui Cantone faceva parte, ma probabilmente, avendo poco o niente da rendicontare, hanno preferito non pubblicare nulla. Pur tuttavia dichiaro sin da ora la mia disponibilità e quella dell’Amministrazione a pubblicare sul sito del Comune anche il resoconto dell’attività della precedente Amministrazione. Invito pertanto Cantone a farci pervenire quanto prima il file, ma deve contenere l’elenco delle cose fatte e devono essere tutte documentate (come abbiamo fatto noi). Gli do la mia disponibilità ad aiutarlo nell’impaginazione e nella stesura dei testi.
Se vuole posso aiutarlo anche dandogli qualche spunto. Alla voce “bilanci”, per esempio, può inserire il risultato di Amministrazione del 2011 quando è stato provocato un “buco” di 740 mila euro come risulta dal bilancio consuntivo chiuso in disavanzo.
E per quell’anno può inserire anche lo sforamento del patto di stabilità, che ha provocato conseguenze disastrose per il Comune di Venafro, tanto è vero che lui è uno di quelli che è stato sanzionato per questo motivo dovendo restituire una parte dell’indennità percepita.
Infine può aggiungere la cancellazione illegittima – così l’ha definita la Corte dei Conti – del debito con Molise Acque di 4 milioni di euro, per ripianare il quale la commissaria (e ribadisco, la commissaria e non l’attuale Amministrazione) è stata costretta a portare al massimo le aliquote di alcuni tributi comunali. Se oggi i venafrani pagano tasse così alte devono sapere che la responsabilità è anche di Cantone.
Sono poi curioso di sapere quali strade e marciapiedi sono stati realizzati, quali opere pubbliche, quali servizi sono stati attivati, quali nuovi presidi sono stati aperti, quali nuovi mezzi sono stati acquistati, quali e quanti tratti della nuova rete idrica sono stati messi in servizio. Per quanto riguarda le inaugurazioni sicuramente potrà indicare quella della scuola di via Colonia Giulia del 2011 – che per la verità mi pare l’unica opera inaugurata dalla precedente Amministrazione – anche se penso che non sia un ricordo piacevole per Cantone visto che pochi giorni dopo l’inaugurazione crollò la controsoffittatura e solo per una fortunata coincidenza non ci furono morti né feriti.
Comunque quando e se vuole confutare o smentire, dati e numeri alla mano, le cose che sono scritte nel documento pubblicato sul sito del Comune, io sono disponibile ad un confronto pubblico.
5) Forse quelle indicate nel punto precedente sarebbero state per Cantone buone ragioni non solo per dimettersi ma per non candidarsi proprio, non certo un procedimento penale, come quello a cui io ed altre quattro persone oneste e rispettabili siamo sottoposti per l’affidamento della gestione della palestra comunale alla società di basket, perché è di questo che si tratta. Tra l’altro basta leggere i giornali per sapere che da Roma a Milano passando per centinaia di comuni medi, piccoli e grandi, tanti sindaci e amministratori sono oggetto di indagini o di procedimenti penali (e il più delle volte ne escono completamente scagionati, come da ultimo è accaduto per De Magistris o Penati), ma nessuno si dimette per questo anche perché la legge, che pure è severa, non lo prevede.
Pur tuttavia prendo atto che Cantone su questo tema ha cambiato radicalmente posizione. Quando era uno dei “galoppini” berlusconiani, ai tempi d’oro di Michele Iorio, apparteneva alla corrente ipergarantista, quella secondo la quale anche uno condannato in Cassazione poteva continuare a fare politica, oggi invece ha aderito al pensiero “forcaiolo”, che per la verità è stato ormai abbandonato anche dai movimenti politici più “radicali” da questo punto di vista (come la Lega o il Movimento 5 Stelle).
Cambia idea a seconda del suo “padrino politico”. Piuttosto mi sembra grave che un operatore del diritto quale lui è, dimentichi che i processi si fanno in tribunale ed affermi certe cose dimenticando che nel nostro ordinamento vale il principio dell’innocenza fino al terzo grado di giudizio. E qui ancora non siamo nemmeno al primo….
6) Per quanto riguarda i finanziamenti ottenuti basta saper leggere e scorrere l’elenco pubblicato per rendersi conto della correttezza dei dati. Sono state indicate con precisione le opere realizzate con i finanziamenti concessi o promessi in precedenza e quelle realizzate con fondi ottenuti o messi a disposizione dalla nuova Amministrazione.
Ma anche su questo punto sono disponibile in ogni momento ad un confronto.
7) Infine invito Cantone a sfruttare questi ultimi otto mesi in cui sarà sempre all’opposizione per lasciare un segno anche minimo, per fare qualcosa di concreto.
Io per la verità speravo in una cosa concreta quando annunciò che avrebbe fatto mettere a spese sue delle panchine sul Lungorava. Con l’Amministrazione abbiamo deciso di lasciarlo fare in modo che potesse vantarsi di aver fatto qualcosa, ma ad oggi, nonostante siano passati due anni da quell’annuncio, non ha fatto nulla. Forse pensava di pagarle con quella parte delle vecchie indennità che invece ha dovuto restituire al Comune dopo quattro anni di braccio di ferro. Se proprio non riesce a mettere delle panchine, ce lo dica e ci pensiamo noi. Però almeno faccia mettere delle fioriere come quelle che fece mettere davanti a casa sua quando era assessore…
dal Portale: Preg.mo Sindaco, non proferisco parola su quanto scritto perchè condivido quanto scritto quasi al 100%, tutto perfetto le giuro, tutto a regola d’arte solo avrei evitato all’inizio quella sboronata sulle preferenze.
Non andrebbe dimenticato che la sua lista “Città Nuova” ha vinto le elezioni per 220 voti circa, dopo che furbamente lei ( sapendo di perdere) ha issato sul carrozzone i 4 cavalieri di michele iorio, di chi parlo?
parlo di Ricci, Valvona, Tommasone etc etc che hanno portato alla sua lista un gap di circa 2000 voti, senza Michele Iorio ( che lei ha sempre contestato) città nuova avrebbe perso le elezioni e non per pochi voti.

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