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Pozzilli: Neuromed protagonista dello sforzo europeo contro l’ictus cerebrale

Nel Parlamento Europeo, a Bruxelles, un meeting per abbattere
le differenze geografiche esistenti nella cura di questa patologia
Fare in modo che tutti i cittadini ricevano le cure più tempestive e adatte per l’ictus, indipendentemente da
dove vivono. Una strada per l’Europa e per l’Italia. Una sfida che l’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) ha
contribuito a raccogliere oggi a Bruxelles nel corso dell’evento “La geogra×a conta”, organizzato dalla
European Stroke Organization. Il meeting si è tenuto nel Parlamento Europeo, e ha visto la partecipazione di
esponenti di livello internazionale nel campo dell’ictus. L’Istituto di Pozzilli ha partecipato con il dottor
Rodolfo Grella, della Stroke Unit Neuromed.
“La geogra×a conta” è un titolo che racchiude tutto il succo della discussione. Le possibilità di sopravvivere a
un ictus cerebrale, e la maggiore o minore gravità delle conseguenze che poi aÖliggeranno per tutta la vita
la persona colpita, possono essere infatti semplicemente una questione di residenza. Vivere nel posto
giusto, in altri termini. Trovarsi in un luogo dove una Stroke unit, la struttura specializzata per aÖrontare
l’ictus, sia raggiungibile entro quattro ore, il periodo di tempo considerato cruciale per intervenire.
In Europa esistono situazioni molto diverse: aree in cui le Stroke unit sono in numero ottimale per la
popolazione, ma anche zone in cui prima di raggiungere una struttura specializzata il paziente può aspettare
molto, e andare al di là di quel breve lasso di tempo che può dividere la vita dalla morte, l’autosuÖicienza
dalla disabilità. E in Italia queste disparità sono particolarmente accentuate, se si considera che i due terzi
delle stroke unit sono situate al centro nord, una situazione che penalizza fortemente i cittadini del sud.
“Le stroke unit – ha detto Grella – sono le uniche strutture in cui l’ictus può essere realmente aÖrontato e
trattato, dal momento dell’emergenza ×no alla riabilitazione, riducendo in modo drammatico le possibilità
di morte o disabilità nella persona colpita. Ma la partita dell’ictus si gioca sul tempo, e per questo motivo è
assolutamente necessario che la presenza delle stroke unit sul territorio sia adeguata. Ciò non avviene in
molte zone d’Europa e non avviene in Italia. Ecco perché questo meeting di Bruxelles rappresenta un
momento fondamentale per sollevare il problema delle diseguaglianze geogra×che. Il paziente colpito da
un ictus deve essere prontamente trattato con le cure più appropriate, indipendentemente da dove vive”.

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