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RISPETTO PER LA LEGGE !!!!

Dopo un periodo di relativa calma e silenzio, Alfonso Cantone torna a tuonare. Ancora una volta, nel mirino le quote rosa. Tema ormai caldissimo per l’amministrazione comunale venafrana considerato che oltre ai gruppi di minoranza e Misto anche la Commissione Pari opportunità si è interessata al caso. Ricordiamo che in giunta, dopo le dimissioni di Elisabetta Cifelli, che ha lasciato anche il Consiglio, siede una sola donna – Angelamaria Tommasone – anziché almeno due come previsto dalla legge Delrio. “Come mio solito – ha attaccato Cantone – attendo sempre che qualcosa finalmente cambi, ma ahimè devo constatare ancora una volta che con l’amministrazione Sorbo è sempre la stessa storia”.
Il capogruppo di “Venafro che vorrei” lancia quindi strali direttamente all’indirizzo del sindaco. “Come sono lontani quegli anni quando l’attuale primo cittadino interveniva su ogni argomento, quando il nostro primo cittadino allora tra i banchi dell’opposizione non perdeva occasione per ricordarci la necessità di un cambiamento sostanziale e culturale. Quando emanava richiami e lanciava polemiche sul consigliere straniero, sul consiglio dei ragazzi, sulle commissioni comunali pre-consiglio ecc ecc.
Oggi, invece, tutto tace, anche quando sa benissimo che la sua giunta è illegittima e probabilmente tutti gli atti da essa emanati”. Insomma, “la giunta attuale non tiene conto minimamente della legge sulle cosìddette quote rosa”.
Alfonso Cantone, anche da avvocato, sottolinea poi come il suo intervento non sia “di mero significato formale, legato cioè alla quantità di donne nell’esecutivo, bensì si tratta di far valere la difesa di un principio oltre che del rispetto della legge. Ritengo inoltre che una equa rappresentanza femminile all’interno della giunta, grazie proprio alle caratteristiche di genere, potrebbe portare arricchimento e crescita in particolare settori della pubblica amministrazione. Ma, da quando si è dimessa la Cifelli e nessuna l’ha sostituita, non c’è nulla di tutto questo”. Così, “il sindaco e l’amministrazione fanno orecchie da mercante arroccati come sono sulle proprie poltrone. Ben retribuite”. Eppure, secondo il capogruppo di minoranza “il Ministero dell’Interno con le norme introdotte dalla legge 215/2012 in materia di promozione della parità di uomini e donne nell’accesso alle cariche elettive regionali e comunali, ha chiarito da tempo la questione: queste disposizioni, che trovano fondamento nell’articolo 51 della Costituzione, sono immediatamente precettive per quanto riguarda gli Enti locali, trattandosi di materia attribuita all’esclusiva competenza statale in base all’articolo 117, comma 2, lettera f) della stessa Carta”. Dunque, nessun dubbio ci sarebbe sul fatto che la giunta non risulta composta a norma di legge. Altresì, Cantone evidenzia ancora come “le donne danno un contributo importante grazie al loro lavoro, alla loro sensibilità e alla capacità di mediare. In questo momento la giunta, non dando spazio alle donne, così come sarebbe giusto per legge, ha deciso di escludere una significativa fetta di popolazione e dunque di rappresentanza della vita pubblica. Il grado di civiltà di un paese a mio avviso si misura anche nella cultura di parità di opportunità e di integrazione”. Quindi, Cantone fa sapere che “se entro il prossimo Consiglio comunale la situazione non muterà, valuterò l’opportunità di non presenziare per protesta”. Inoltre, il capogruppo di minoranza annuncia che inoltrerà “un formale esposto al Prefetto”.
FONTE: Primo Piano Molise

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