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Molise. In Regione irrompono le Iene ma quelle vere sono già dentro, “lavorano” un’ora e incassano 250 euro a testa

Irrompono le Iene in Consiglio regionale e mettono Frattura nell’angolo per una presunta questione di case di abusi e di sfratti. Tuttavia il dato e lo scandalo vero è un altro: dopo una mattinata intera di lavori sospesi, il Consiglio si riunisce intorno all’una per chiudere alle due e consentire a lorsignori di intascare la bellezza di 250 euro.
I giornali domani, e le testate telematiche nel pomeriggio, daranno conto della irruzione delle Iene in Consiglio regionale, arrivate in Molise per interrogare il governatore Frattura sull’acquisto di una villa a Termoli e la conseguente estromissione di una inquilina che sostiene di aver titolo per risiedere in una porzione della medesima.
Sulla vicenda, che si trascina da un anno, si pronuncerà a breve un giudice. Ciò detto, la notizia delle Jene e quella del presunto scandalo finisce qui. Ma questa notizia e questo scandalo sono al numero tre della Hit Parade quotidiana.
Al numero due e al numero sono ben altri gli scandali che suonano, dischi che girano come i cabbasisi che gireranno ai molisani nel leggere questo breve resoconto. La giornata del 14 luglio, notoriamente celebrata in tutto il mondo per la presa della Bastiglia, in Molise passerà alla storia per un’altra presa: quella per i fondelli.
Andiamo per gradi. Il calendario istituzionale prevedeva la doppia convocazione del Consiglio regionale: al mattino e nel pomeriggio, divise tra lavoro ordinario ed esame di mozioni, interrogazioni e ordini del giorno.
L’orario di inizio lavori, quello delle 10:30, è in realtà slittato alle 13:00, quando il Consiglio si è effettivamente riunito. Dalle dieci e trenta, sino a quell’ora, il Consiglio che normalmente dovrebbe essere un luogo austero e ordinato sembrava invece il mercato di Porta Portese, tanto era il viavai di gente in transito. Infatti, invece dei lavori d’aula, è iniziato un interminabile ricevimento privato delle delegazioni di lavoratori in protesta dinanzi al Consiglio.
Con una intera settimana a disposizioni e cento sedi di ricevimento, lorsignori hanno pensato bene di concentrare l’elenco delle lamentazioni proprio nel giorno dedicato al confronto in aula. Gam, Formazione professionale, Protezione civile, Zuccherificio e persino i Cantonieri tra le delegazioni in udienza. Questo maremoto di gente legittimamente in protesta, ma ricevuta nel giorno sbagliato, fornisce la misura della disorganizzazione e del caos imperante in Regione.
E’ questo lo scandalo numero due. Ve lo immaginate voi il Consiglio regionale della Lombardia, del Veneto, dell’Emilia Romagna, del Lazio o di qualsiasi altra Regione, convocato in sede legislativa e trasformato in porto d’imbarco per gente incazzata nera? Ormai è prassi consolidata quella di ricevere chiunque si metta a protestare in Consiglio regionale.
Non che i politici debbano fuggire dal confronto, tutt’altro; quello che però non torna è che non riescano a darsi una regola nel farlo: quando c’è Consiglio si lavori in aula, quando no si proceda al ricevimento. Invece finisce sempre così, col ricevimento nel giorno dedicato al Consiglio a cui segue l’immancabile presa per le braghe dei ricevuti (la storia degli Indignati ha fatto scuola).
Sistematicamente, le conclusioni di questi incontri sono delle robuste e solenni sciocchezze. In quelle sedi, questo è chiaro, non si decide una ceppa di nulla. E veniamo allo scandalo numero uno, quello che alle Iene è sfuggito.
Grazie ad una regolamentazione da acrobati, il Consiglio regionale del Molise prevede un gettone di presenza a scalare. Funziona così. Invece di prevedere una somma per ogni presenza, lorsignori hanno previsto la decurtazione di un importo per ogni assenza: circa 250 euro da defalcare dalle indennità previste.
Così non sembra un gettone e, soprattutto, nessuno si accorge di nulla. Bene, sapete cosa hanno fatto quando erano già passate l’una del pomeriggio? Hanno dato inizio ai lavori, ben sapendo che intorno alle due i lavori si sarebbero conclusi e loro avrebbero intascato di fatto i 250 euro. I lavori sono poi stati aggiornati al pomeriggio, e in palio (molto probabilmente) ci sono altri 250 euro. Considerando che sarà assente metà della Giunta, Frattura in testa, viene da chiedersi per quale misteriosa ragione questo Consiglio, perfettamente inutile, non sia stato rinviato e, soprattutto, viene da chiedersi se le iene, quelle vere, invece di quelle provenienti da fuori non siano quelle che già abbiamo in casa nostra. Possibile che a nessuno sia venuto in mente di chiedere il rinvio? Sia detto di passata e per completezza, in Consiglio c’erano tutti gli schieramenti: Destra, Centro, Sinistra e Grillini. Non mancavano, chiaramente, lorsignori compagni dai campi e dalle officine.
fonte: il giornale del  molise, articolo di Pasquale Di Bello

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