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Commercio di supermercati, il Consiglio liberalizza la media e grande distribuzione per venire incontro ai consumatori

VENAFRO. Mamma mia quanti interessi tira il Commercio, soprattutto sulla media e grande distribuzione! Nell’ultimo Consiglio comunale al primo punto dell’Odg ( ordine del giorno) è stata approvata la ridefinizione delle distanze delle medie e grandi strutture, prima vincolate ad oltre 500metri dal centro abitato. Con una nuova norma da inserire nel Piano regolatore generale. Un tema da sempre caldissimo. E che sicuramente porterà altre discussioni e futuri esposti ( come qualcuno già minaccia). Ma chi ha tutto l’interesse a frenare l’atterraggio di altri supermercati? E chi invece vuole esattamente il contrario?
Ho lavorato a questa delibera per dare maggiore concorrenza in un settore cruciale- dichiara Angelamaria Tommasone ( assessore al Commercio)- A tutto vantaggio dei consumatori che spesso escono fuori da Venafro per fare acquisti negli ipermercati di Cassino e del casertano ( leggi Campania).
Per le strutture da 2.500 ai 5mila metri questo limite dei 500 metri non c’era più, dopo una delibera di Consiglio approvata nel settembre del 2003. Invece per strutture dai 400 ai 2.500 metri c’era. Non è questa una forte contraddizione?>.
La questione, nel dibattito dell’ultima assise, ha ruotato anche sulla possibilità di rinviare l’argomento di una quindicina di giorni, secondo una richiesta di Alfonso Cantone in predicato di diventare capogruppo di “ Venafro che Vorrei” formato anche da Carmen Natale ed Elena Bianchi.
Cantone ha fatto rilevare come non fossero presenti in delibera tutti i pareri delle categorie sindacali e di categoria. Ma a questi rilievi ha risposto l’assessore al Commercio Tommasone che ha spiegato come fosse stato concesso un tempo congruo per rispondere e che per esempio la Cisl si era espressa a favore dell’abolizione del vincolo.
Ed inoltre che tali pareri non erano vincolanti. Come si può capire l’argomento accende micce. In campagna elettorale per le comunali, nel corso di un incontro tra i due candidati sindaci ( Mario Pietracupa ed Antonio Sorbo) presso la sede della ACV ( associazione commercianti venafrani) il dibattito s’incendiò.
Segno che si toccava un tasto assai delicato. Il commercio in città viene visto come fondamentale per lo sviluppo e serve una politica di forte concorrenza senza penalizzare nessuno, in particolare le piccole realtà. Ma anche senza arrivare a veri e propri “ monopoli”. Fatto sta che sulla delibera di Consiglio che prevede “ l’ adeguamento del PRG al nuovo quadro normativo statale e regionale.. per medie e grandi strutture di vendita” anche la minoranza ha votato spaccata.
Col gruppo di Venafro che Vorrei ( Cantone, Natale e Bianchi) a votare contro ed il gruppo Misto ( Anna Ferreri ed Adriano Iannacone) che si è astenuto. E naturalmente la maggioranza ha votato a favore. In passato la Lidl ha incontrato insormontabili difficoltà ad atterrare in città, tanto che per esempio è presente a Boiano sì e Venafro no.
Stessa cosa è accaduta per l’Eurospin che pure è una catena alimentare d’interesse nazionale, diffusa in realtà come Venafro. Qualcuno dice che vanno difesi i piccoli commercianti di Venafro dall’invadenza della grande distribuzione commerciale ( ipermercati).
Ma vale poi la pena bloccarla quando si è diffusa a macchia d’olio nelle città limitrofe a Venafro? Sarebbe come costruire una diga che perde acqua da tutte le parti. D’altra parte il Comune- secondo dichiarazioni di Palazzo- sta già lavorando a favorire il piccolo commercio soprattutto nel centro storico.
Oltre che a difendere i commercianti locali da ogni genere di vendita selvaggia. Intanto si è fatto un passo in avanti verso una maggiore liberalizzazione della normativa per la media e grande distribuzione.
Uniformando la legge  ad altre realtà locali. In questo modo il consumatore potrà scegliere a prezzi sempre più concorrenziali per prodotti di prima necessità, alleggerendo  la spesa in tempo di crisi.
Anche se poi non tutti i “vecchi” commercianti rimarranno contenti.
fonte: molise24
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4 Comments

  1. Ben venga la media e grande distribuzione, per il bene di tutta la comunità…sia per la questione economica, che per l’occupazione.

  2. COME MAI NESSUNO NE PARLA? SE FALLIVA UNA PERSONA NORMALE VENIVA SPUTTANATA AI 4 VENTI , COME MAI NON SI SA CHE 20 PERSONE SONO STATE MANDATE IN MEZZO LA STRADA?
    EH? PERCHè NON LO DITE?§

  3. la cosa più strana è il silenzio dei 20 dipendenti e delle loro famiglie. se stanno zitti loro, noi altri cosa possiamo dire o fare? magari qualcuno di loro potrebbe anche farci sapere se realmente l’azienda non lavorava e quindi è stata costretta al fallimento o se ci sono altre “motivazioni” che hanno indotto la proprietà al licenziamento di 20 persone….

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