" Cari amministrativi.. ritornate nei reparti da cui siete stati trasferiti a svolgere le vostre mansioni"- la rivoluzione di Frattura nella sanità…

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Svolta in sanità dell’era Frattura. Tutti i paramedici trasferiti in amministrazione devono fare domanda per tornare alle loro mansioni di partenza. Diversamente vengono assoggettati alla mobilità.

L’avviso è affisso nell’androne del SS. Rosario. E sicuramente farà del bene prima di tutto all’ospedale cittadino. Si sguarniscono gli uffici e si rimpinguano i reparti di frontiera. Quelli in cui manca il personale e sono a contatto diretto con i pazienti ed i malati anche gravi. Lo aveva detto in campagna elettorale e lo ha fatto. Il governatore Paolo Di Laura Fratturaaveva pubblicamente denunciato lo strano rapporto tra impiegati e paramedici che nella Asrem è di uno ad uno. Quando invece in Lombardia è di uno a quattro. Cioè per ogni impiegato ci sono quattro tra infermieri e portantini. Che sarà l’inizio per la rinascita degli ospedali molisani ed in particolare per il bistrattato SS. Rosario? Proprio in questi giorni operai incaricati dalla Asrem stanno mettendo catrame sul tetto dell’ospedale cittadino. Una manutenzione straordinaria che serve a salvare la struttura ed i pochi reparti rimasti aperti. Un modo per proteggere dalla pioggia strutture e macchinari costosissimi. E’ già un primo passo rispetto all’abbandono in cui è stato lasciato il SS. Rosario, senza neppure un euro di investimento. E soprattutto lasciandolo decadere e morire dalla precedente amministrazione di Michele Iorio. Con pioggia raccolta in secchi persino dentro il Pronto Soccorso. Ora appare un minimo di speranza. Ed i rappresentanti del Comitato SS. Rosario sono pronti a chiedere un incontro col nuovo governatore. A stretto giro di posta, appena dopo Pasqua ed i grossi adempimenti in corso, a livello istituzionale. Ma il dado è tratto. Ora o mai più.
molise24

4 Commenti

  1. speriamo che sia il primo e non l’unico segno dopo la caduta di iorio e della sua “banda”, cioè di coloro che lo hanno attorniato in questi 10 anni di disastri. Si, perchè il progressivo impoverimento dell’ospedalke di Venafro è stato un disastroi anche per le casse comunali. Adesso devono tornare all’interno tutti i servizi portati all’esterno, facendono aumentare i costi, oltre ad una verifiche delle UOC da restare in vita ed in quali ospedali tenerle presenti. Ho visto su una tv regioanle lo stesso IORIO che diceva che cointroil èpiano Basso si sarebbe fatto valere. Vorrei ripetere il mio pensiero: Basso non ha fatto altro che punire 10 anni di “decadente” gestione della sanità in Molise creando deficit su deficit. Non tocca a Basso dire come fare buona e non dispendiosa sanuità in Molise, alui comnpete solo registrare una conclamata incapacità e tagliare i posti letto e chiudere gli ospedali. Se adesso viene fuori un’amministrazione capace in gardo di garantire gli stessi tagli di spesa, senza ridurre i posti letto e senza chiudere gli ospedali che ben venga, vuole dire che bisognerà abbattere la scure sugli sprechi e sulle possibilità corruttive. Già la prima mossa di sguranire gli amministrativi e farli tornare ad operare nelle funzioni proprie di cura dei malati significhe non chiudere gli ospedali, altrimenti tutto questo personale sanitario non troverebbe ubicazione. Questo sarebbe una prima grossa e secca “sonorità” che incomincia a stigmatizzare uno dei veri mali della sanità molisana?

  2. Articolo sbagliato su tutta la linea, che trasuda ignoranza da ogni parola scritta, a cominciare da quel “paramedici”, tipico di una vecchia cultura medicocentrica che in molti è ancora radicata nel profondo.
    C’è da dire che sono più che d’accordo sul fatto che il rapporto è più che strano se per ogni impiegato amministrativo c’è un reciproco sanitario non medico, ma Frattura come tanti altri dovrebbe pur sapere che è l’applicazione di una legge esistente, non di certo un favore, se un collega, ad esempio, viene demandato a funzioni amministrative. C’è un medico competente che stila una relazione in base a dei chiari dati clinici dichiarando un soggetto non più abile all’assistenza (per un milione di motivi di salute) e quindi una commissione composta da una parte aziendale e da una sindacale, comprese le RSU, decidono dove devono essere riallocati.
    Se Frattura ha fatto questa promessa in campagna elettorale, vuol dire che è alla luce del giorno che si è andato oltre il lecito di questo meccanismo. Ma se da una parte mi fa ridere il procedimento, se come è stato qui su descritto, parla di fare domanda per tornare al proprio posto di assegnazione di assistenza, m chiedo allora chi e come potrà realmente arrogarsi il diritto di contestare ed in che modo la validità di un referto clinico che è di competenza esclusivamente medica!
    Per intenderci, visto che di questo se ne parla parecchio anche a livello nazionale, sarà pur vero che noi infermieri ed altri colleghi dai profili non medici siamo circa un quarto sul totale nazionale ad essere stati riassegnati ad altre “mansioni”, il che magari dovrebbe far pensare magari a quanto possa essere usurante la nostra professione, dall’altra parte c’è da dire che non siamo mica noi a svegliarci la mattina e ci dichiariamo non più abili e ci mettiamo in un ufficio. Probabilmente in molti ci hanno marciato sopra, come quando veniamo a sapere di falsi ciechi che da 20 anni truffano lo stato. Ma fare di tutta l’erba un fascio mi pare esagerato caro Frattura e caro giornalista (se tale sei) che scrivi tale notizie.

    • E” necessario rianalizzare tutti i casi, verificare se esistono ancora le condizioni per cui ad una persona sono state assegnate attività diverse da quelle per cui era stata assunta.
      Alcune patologie o difficoltà non durano anni ma solo brevi periodi.
      Vediamo come mai tutte queste persone non sono più abili all’assistenza, quanti anni sono passati dall’assunzione e se al momento dell’assunzione la patologia manifestata UNA VOLTA ASSUNTI già poteva essere diagnosticata.E’ necessario analizzare i chiari dati clinici, persona per persona.

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