Il paese di Pulcinella. A Venafro sul patrimonio pubblico si può fare qualunque cosa liberamente.

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Si racconta che un giorno Pulcinella, venendo da S. Pietro Infine, abbia raggiunto il valico delle Tre Torri rimanendo estasiato quando gli apparve la pianura di Venafro.
Si alleggerì del proprio fardello, appoggiò il bastone, si asciugò il sudore e si mise ad osservare con calma l’agglomerato urbano di Venafro.
Dopo aver osservato attentamente le case di Venafro e la sua conformazione urbanistica, Pulcinella esclamò:Questo è il paese che fa per me.Scese a valle e prese residenza a Venafro dove divenne amministratore.
A Venafro c’è una impresa molto nota per appartenere ai familiari di un noto politico che con molta disinvoltura passa dall’estrema destra (Destra Nazionale fascista), al centro-sinistra (Margherita), al partito di Berlusconi (Partito della Libertà), al Centro di Casini (UDC), al Centro di Rutelli (Alleanza per l’Italia), al partito dei Disperati (Alternativa) e, infine, al Partito Democratico (Danilo Bersani).
Da un paio di anni questa impresa di Venafro ha partecipato ad una specie di gara pubblica per la gestione della Villa Comunale di Venafro.
Sebbene fosse unica partecipante alla gara (stranezza della competizione…) ha offerto una serie di prestazioni per la manutenzione della Villa Comunale ricevendo come beneficio la possibilità di realizzare un chiosco-bar su una zona periferica alla stessa, bene indicata in sede di offerta.
Per una serie di accidenti, invece, l’impresa ha deciso che il chiosco bar non andava bene dove doveva essere realizzato e, senza alcuna modifica della convenzione, ha deciso di piazzarlo al centro della villa comunale. In luogo strategico in maniera che l’intera Villa Comunale si ponga a servizio di quel chiosco!
Almeno così sostiene un caro amico che mi ha inviato questa nota da Ceppagna (dove notoriamente non vengo mai votato), ritenendo che io sia una specie di Dio-padre capace di contrastare ogni tipo di abuso pubblico.
Caro Franco,
questa mattina ho visto che nella villa comunale stanno costruendo le basi in cemento per la costruzione di un bar.
Detto manufatto lo stanno piazzando al centro della villa a ridosso della fontana e ne ostruirebbe la vista guardando dalla strada.
Possibile che si possa fare una cosa così deturpante?
Puoi fare qualche cosa per impedire questo ennesimo scempio?
Ti saluto caramente, A.

Se fosse vero quanto sostiene l’amico di Ceppagna la cosa sarebbe veramente scandalosa.
A questo punto io mi sentirei autorizzato a mettere un chiosco bar al centro della piazza del Municipio o davanti alla Cattedrale di Venafro….
Questa impresa da tempo (due anni!) con la scusa della manutenzione sta pubblicizzando la propria azienda con cartelloni abusivi nonostante la segnalazione dell’abuso al Comando di Polizia Municipale che fa orecchie da mercante e nonostante l’evidenza del delitto.

Evidentemente questa impresa nella Villa Comunale può fare tutto ciò che gli pare.
Siamo nel paese di Pulcinella!

Ultimamente, nella qualità di Conservatore Onorario del Patrimonio Culturale della città, ho segnalato la sparizione dalla Villa Comunale di un balaustro del XVI secolo e di un grande tavolo di pietra che Errico Pandone, agli inizi dello stesso secolo, aveva fatto realizzare per arredare la Peschiera della Corte.

La balaustra di cui questo balaustro sopravvissuto faceva parte è riportata anche nella famosa stampa del Pacichelli, disegnata alla fine del XVII secolo.


Del balaustro (e della villa privata dove sicuramente è stata sistemata) nessuna notizia, mentre all’improvviso il tavolo è ricomparso dopo una sciagurata opera di levigatura e rincollaggio fatta senza alcun progetto di restauro e senza alcuna autorizzazione da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali del Molise.

Se uno studente di restauro proponesse un tal tipo di intervento verrebbe cacciato a calci in culo dall’Italia…
A Venafro questa impresa pretende che venga espressa la lode per un intervento che ha irrimediabilmente cambiati i connotati a un elemento che fa parte della storia della città.

Senza dire dell’apposizione nella vaschetta ottagonale di uno di quei puttini che si vendono a margine delle strade nelle periferie di Napoli insieme alle statuette di Biancaneve e i sette nani.
Tutto avviene davanti agli occhi di tutti.
Siamo nel paese di Pulcinella!
L’ufficio tecnico comunale omette di vigilare sugli esatti adempimenti contrattuali di questa impresa.
Siamo nel paese di Pulcinella!
La Sovrintendenza non è in grado di vigilare se i lavori che si stanno facendo nella Villa Comunale siano stati autorizzati.
Siamo nel paese di Pulcinella!
I Vigili Urbani omettono di ordinare la rimozione del cartello pubblicitario abusivo.
Siamo nel paese di Pulcinella!
L’ufficio esazione diritti sulla pubblicità omette di chiedere il pagamento della tassa sulla pubblicità che è dovuta da chiunque vuole pubblicizzare la propria attività.
Siamo nel paese di Pulcinella!
La commissione regionale sul Paesaggio omette di intervenire per ordinare la rimozione di un cartello che non ha il nulla-osta paesaggistico.
Siamo nel paese di Pulcinella!
fonte: Francovalente.it