Dimissioni di massa, cade il sindaco: a Venafro arriva il commissario

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Da questa sera il comune di Venafro di fatto non ha più un sindaco e un’amministrazione comunale.Undici consiglieri comunali sui 21 in carica si sono dimessi. La firma sotto la lettera di dimissioni poco prima delle 21,30 nello studio del notaio Antonio Ventriglia, a pochi passi dalla casa comunale. All’appuntamento si sono presentati in undici: i sei “dissidenti” della maggioranza Raimondo Santilli, Sergio Petrecca, Luigi Viscione e Marco Valvona (del gruppo “Alleanza” che fa capo a Filoteo Di Sandro), Benedetto Iannacone e l’ex Idv Adriano Iannacone, i due consiglieri di “Città Nuova” Antonio Sorbo e Carlo Potena e i tre “pattisti” Angelamaria Tommasone (quattro anni fa candidata sindaco de “Il Patto”), Alfredo Ricci (capogruppo dell’Adc alla Provincia di Isernia) e Massimiliano Di Vito (da qualche mese passato a Fli). All’appello mancavano due consiglieri di minoranza, i due ex sindaci Vincenzo Cotugno ed Enzo Bianchi, quattro anni fa eletti nella lista de “Il Patto”. Il primo nei giorni scorsi ha lanciato la proposta di costituire un “governo di salute pubblica” lasciando in carica il sindaco Nicandro Cotugno, il secondo ha tentato fino alla fine di scongiurare le dimissioni degli undici consiglieri che poi hanno fatto cadere l’amministrazione. Nicandro Cotugno era stato eletto nel 2008 guidando una “super lista”, sostenuto da tutte le forze del centrodestra tranne l’Udc (che allora si schierò con “Il Patto”), dall’Italia dei Valori e dalla Margherita. Un grande “inciucio” che guadagnò la ribalta delle cronache nazionali. Infatti Nicandro Cotugno è uno dei fedelissimi di Michele Iorio e all’epoca ottenne l’appoggio dell’Idv di Antonio Di Pietro e della Margherita di Roberto Ruta. La terza lista in competizione fu quella di “Città Nuova”, una lista civica di orientamento di centrosinistra. L’amministrazione di Cotugno in questi anni è stata oggetto di fortissime critiche da parte dell’opposizione che l’ha accusata di immobilismo e di incapacità. Accusa che qualche mese fa è stata lanciata al sindaco anche da importanti esponenti della maggioranza. Due assessori, Marco Valvona e Benedetto Iannacone, si sono dimessi, il capogruppo della maggioranza Raimondo Santilli, ha abbandonato il primo cittadino da cui ha preso le distanze anche un altro assessore, Adriano Iannacone, cacciato dalla giunta un paio di mesi fa. Tutti hanno attaccato a testa bassa il primo cittadino parlando di fallimento della sua gestione. La maggioranza già da tempo vacillava, sotto i colpi dell’opposizione che è stata durissima soprattutto in occasione della battaglia per la difesa dell’ospedale cittadino. Ma il colpo di grazia è arrivato con le elezioni regionali. Il sindaco Nicandro Cotugno si è voluto candidare a tutti i costi nella lista del Pdl rimediando una sonora “batosta”, piazzandosi ultimo della lista e racimolando a Venafro poco più di 400 preferenze, una miseria per chi amministra la città da circa venti anni come assessore, vicesindaco e da quattro anni sindaco. Da quel momento si è creato un clima di grande tensione nella maggioranza, con il sindaco che ha accusato i suoi assessori e diversi consiglieri di avergli voltato le spalle. Una situazione che è degenerata fino all’uscita dalla maggioranza del gruppo dei “disandriani” che ha fatto diventare il sindaco “minoritario” in Consiglio comunale. Qui la nuova opposizione negli ultimi due mesi ha fatto passare una serie di proposte, alcune anche in contrapposizione a quanto sostenuto dal primo cittadino. In una delle ultime sedute, ad inizio di aprile, è stata votata una mozione che impegnava il primo cittadino a revocare l’incarico di Rup per i lavori al Castello Pandone all’arch. Franco Valente, nominato con incarico fiduciario proprio dallo stesso primo cittadino, per una serie di anomalie nelle procedure. Il primo cittadino non ha tenuto in alcuna considerazione tale delibera allontanando ulteriormente la maggioranza dei consiglieri dalle sue posizioni. L’ultimo tentativo disperato di salvare la poltrona è stato costituito dalla nomina, pochi giorni fa, di un assessore esterno, Ludovico Giulianelli, uomo da sempre vicinissimo politicamente ad Enzo Bianchi. Ma nemmeno questa nomina ha prodotto gli effetti sperati, tanto è vero che la scorsa settimana il sindaco, in conferenza stampa, ha lanciato un appello al “senso di responsabilità” dei consiglieri comunali per evitare il commissariamento e far proseguire la sua esperienza amministrativa. Appello che non è stato raccolto. Le dimissioni sono arrivate alla vigilia del consiglio comunale che si sarebbe dovuto tenere giovedì 31 maggio per discutere di dimensionamento scolastico. Domani mattina i delegati degli undici dimissionari, vale a dire Raimondo Santilli, Carlo Potena e Massimliano Di Vito, protocolleranno le dimissioni al Comune. A quel punto il segretario comunale comunicherà la notizia alla Prefettura che provvederà alla nomina di un commissario. Ci sarà quindi lo scioglimento con il commissario che governerà fino alla prossima primavera del 2013 quando i cittadini di Venafro torneranno alle urne.
Altromolise