Venafro: cosa succederà in Comune? verrà commissariato?

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Riceviamo e pubblichiamo
Stando quindi ai “si dice”, “si vuole” ect, ed a meno di sorprese dell’ultim’ora, l’era Nicandro Cotugno, primo cittadino del PdL di Venafro, sarebbe agli sgoccioli. Dietro l’angolo, meglio sarebbe dire dietro la porta dell’aula consiliare di piazza Cimorelli già si distinguerebbe l’ombra del commissario prefettizio, quale effetto delle preannunciate dimissioni congiunte di 11 consiglieri comunali (sul totale di 20, più il sindaco) di centro, destra e sinistra nel corso dell’assemblea civica di giovedì 31 maggio e quindi dello scioglimento del consiglio, un anno prima del termine della legislatura. Evidentemente in 11 sono contrari e delusi per l’andamento della situazione amministrativa cittadina, sentite le lagnanze della popolazione, ed hanno deciso da angoli e posizioni diverse di gettare la spugna per costringere il primo cittadino a fare altrettanto. Mai però più opportuno, necessario ed inevitabile l’uso del condizionale, trattandosi di questioni dell’ambito politico, in particolare di un ambito politico assai piccolo e ristretto come quello di una cittadina di 10mila abitanti e circa 7.500 elettori, ossia Venafro, dove ancora di più è possibile o vera una cosa, e l’esatto suo contrario, nel breve volgere di una giornata e addirittura di minuti ! La classica politica di paese, dove oggi è vero tutto (o quasi …) e domani l’esatto … contrario ! Se infatti da una parte si assicura che le dimissioni di 11 consiglieri ci saranno e saranno congiunte, e che verranno presentate nel corso del Consiglio Comunale di domani, circola anche la voce della possibile defezione di uno degli 11 che non sarebbe più tanto convinto a dimettersi, evidentemente per presunti fatti nuovi e personali intervenuti. E’ vera la prima tesi, cioè dimissioni certe e di massa, e quindi scioglimento dell’assemblea e commissariamento dell’ente ? E’ vero la seconda, ossia il dietro/front dell’ultim’ora di un amministratore ? E chi può dirlo ! Solo chi vivrà, vedrà … ! Ed allora tocca aspettare, destino che da qualche anno a questa parte accompagna i venafrani, costretti ad attendere che la situazione della sanità pubblica cittadina migliori, che il nuovo prg venga varato, che piazza Castello torni praticabile ed efficiente, che anziani e giovani abbiano i primi un centro diurno dove intrattenersi e i secondi le strutture per lo sport, la cultura e quindi per crescere sani e motivati, che il patrimonio storico/artistico cittadino sia finalmente recuperato e riutilizzato da nuove e vecchie generazioni, che il centro storico sia più pulito ed accogliente, che la cultura abbia un posto di primissimo piano negli indirizzi politici locali, che i mercati infrasettimanali si svolgano in forme e luoghi più adeguati, che la polizia municipale operi finalmente sull’intero territorio comunale e non solo su determinate strade del centro, e via di questo passo. E mentre, forti della proverbiale compostezza ed educazione civica che da sempre li contraddistingue, i venafrani aspettano che tutto questo finalmente avvenga, la stessa collettività cittadina guarda a quanto potrebbe ( o non potrebbe … ) succedere domani in consiglio comunale, dove appunto undici consiglieri comunali, cioè Raimondo Santilli, Antonio Sorbo, Adriano Iannacone, Carlo Potena, Marco Valvona, Angelamaria Tommasone, Sergio Petrecca, Benedetto Iannacone, Luigi Viscione, Alfredo Ricci e Massimiliano Di Vito, dovrebbero -stando alle loro stesse anticipazioni- dimettersi ed aprire un’era nuova per la città, ossia il dopo Cotugno. Un “dopo” tutto da leggere e decifrare. Ma prima occorrono le dimissioni di massa. Perciò l’attesa è tanta e giustificata.
Tonino Atella
Informamolise