Redditi e compensi della politica Venafrana

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMOCaro Ciro, ti autorizzo a rendere noto il dato del mio reddito dichiarato nell’anno 2010. Il reddito complessivo è di 25.328,00 euro, le ritenute ammontano a 5.202,00 euro. Il mio stipendio, comprensivo di tredicesima, che percepisco dal Ministero dell’Interno come insegnante di ruolo nella scuola superiore di secondo grado con dieci anni di anzianità di servizio, rappresenta la quasi totalità del mio reddito.
Qualcuno mi dovrebbe spiegare dove stanno i “grandi compensi” per la mia attività politica. Dal Comune di Venafro dal 2007 ad oggi ho percepito in totale 456 euro riferiti complessivamente al triennio 2007-2009.
Per la precisione sono 456,59 euro, in media 150 euro l’anno. Il nostro sindaco ne percepisce come indennità di carica 37.184,88 euro l’anno lordi.
Il presidente del Consiglio comunale ci costa un decimo del sindaco, circa 4.000 euro lordi l’anno. Il vicesindaco prende il 55% per cento dell’indennità del sindaco, che a Venafro si aggira poco sopra i 20 mila euro l’anno.
Gli assessori prendono il 45% dell’indennità del sindaco, a Venafro circa 16.700 euro l’anno (lordi, significa che vanno a percepire circa 900 euro al mese). Gli attuali assessori del comune di Venafro (e anche sindaco e vicesindaco) prendono tutti l’indennità piena in quanto liberi professionisti o imprenditori tranne Nicandro Boggia che è dipendente pubblico e che non si è messo in aspettativa e che percepisce circa la metà (circa 8 mila euro lordi).
Michele Mascio invece, è componente del CdA di Finmolise nominato da Michele Iorio con proprio provvedimento per ragioni politiche. Ai membri del Cda di Finmolise (che si riunisce forse una o due volte al mese) spettano 16.658,88 euro lordi l’anno, più un gettone di presenza ogni volta che partecipano a riunioni di 103,29 euro più i rimborsi spesa.
Ad inizio legislatura, nel 2008, come primo atto l’amministrazione tentò di equiparare lo “stipendio” del presidente del Consiglio a quello pieno di un assessore, ma noi – io e Carlo Potena – lo facemmo saltare e poi ci pensò Tremonti a scongiurare ogni possibile aumento.
Voglio ricordare che manifesti, volantini, locandine, giornalino, sito web e tutte le spese sostenute in questi anni di attività politica sono state coperte dall’autofinanziamento, ci siamo cioè autotassati non avendo alle nostre spalle venditori di mortadella o imprenditori edili.
Tanto per rendere l’idea, nel 2006, quando mi sono candidato per le regionali, dopo un comizio in piazza portanuova, la notte mi hanno sfasciato la macchina facendo saltare il vetro posteriore.
Un “incidente” che mi è costato più del compenso di tre anni ricevuto dal Comune.