Comune, incombe la paralisi amministrativa

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Si, d’accordo, comprendiamo. Il sindaco di Venafro cerca in ogni modo di far finta di nulla, di tirare avanti, di prepararsi come se nulla fosse all’ennesima festa patronale con tanto di fascia tricolore al petto al seguito dell’immagine sacra del Santo Patrono, cercando di dare ad intendere al “volgo” che tutto va bene, che ogni cosa procede nel verso giusto e che non c’è da preoccuparsi di niente! Comprendiamo, ma per onestà dobbiamo dire che l’operazione “facciata pulita” ormai non riesce più! E’ sin troppo evidente l’inutilità di tale messa in scena per non invitare colui al quale il popolo di Venafro ha affidato quattro anni orsono la temporanea conduzione e responsabilità amministrativa della città di fare doverosamente un passo indietro, di tornare ad affidare al popolo il verdetto/giudizio sulla cosa pubblica locale affinché la città torni ad essere amministrata come “Dio comanda”, ossia collegialmente, democraticamente, con comunità d’intenti, con impegno civico e nel rispetto delle attese popolari. Tutto questo, checché si voglia dire o pensare, non c’è più da tempo e Venafro non merita affatto una situazione di stallo e di crisi del genere, totalmente penalizzante. Addirittura, adesso, un assessore esterno? No, proprio no! A prescindere dal prescelto, persona e professionista serio, la città ha bisogno ed attende tutt’altro. Tale discorso, per puntualizzare ulteriormente, sarebbe stato fatto pari pari con qualsiasi altro personaggio indicato per l’incombenza. Se poi, sciaguratamente per tutti noi, s’insiste in atteggiamenti simili, allora diventa inevitabile dover affermare che siamo irreversibilmente alla frutta, con tutte le deprecabili conseguenze del caso ! Dal primo cittadino, spostiamo l’attenzione al resto del consiglio comunale. Restare tra i banchi con una situazione siffatta di conflittualità, discrepanza, incomprensioni ect. “cui prodest”, a chi conviene? Certamente non a Venafro, e nemmeno pensiamoad ogni singolo amministratore. Data la situazione di contrapposizione estrema ed a tutto campo, si opera in consiglio per la città? Sinceramente abbiamo più di qualche dubbio … ! Ed allora? Farsi da parte, rassegnare il mandato, presentare le dimissioni in segreteria comunale per azzerare il quadro amministrativo in atto, fare un passo indietro denotando finalmente responsabilità e senso civico appaiono gli unici risultati plausibili e di sicuro bene accetti dalla collettività cittadina, stufa di “balletti”, proclami, comunicati, distinguo e via di questo passo da parte degli eletti. Occorre recuperare, ci si passi il termine, in serietà e dimettersi appare la sola soluzione logica e plausibile. A meno che l’attaccamento alla poltrona, e ad altro, sono collanti tanto “forti” da consigliare di far finta di nulla e prepararsi come se nulla fosse alla prossima processione patronale del 18 giugno, badando bene a conquistare la prima fila dietro il Santo per essere visti ed ammirati dal volgo con un bel sorriso stampato sul volto, come a dire “sta tutto a posto” ! No, conosciamo coloro ai quali il discorso è rivolto, sappiamo della loro responsabile serietà e siamo certi che tanto non avverrà ! Non lo meritano Venafro e i suoi cittadini.
Fonte: quotidianomolise.it