" Adesso parlo di bretella stradale ed inquinamento..poi parlerò d'altro ( piazza Castello)"- articolato intervento del consigliere Sorbo…

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VENAFRO. 11 maggio 2012. Una puntualizzazione sulla bretella Ceppagna-variante di Venafro. Allargando anche il discorso ad altro. Intervento su Facebook ( gruppo “ Proviamo a cambiare anche Venafro? “) del capogruppo cittanovista Antonio Sorbo.

 

Che scrive in una lunga ed articolata mail: <Ci sono due questioni di estrema attualità sulle quali mi preme fare qualche considerazione, precisare alcuni aspetti e condividere con voi riflessioni e proposte: 1) la questione bretella Anas-Autostrada del Molise; 2) Lavori in piazza Castello. In questo post voglio parlare della prima questione. Leggo in questi giorni “appelli” a chi, come me, sostiene il progetto della bretella Anas a rivedere questa posizione e ad aderire alla proposta di puntare sull’autostrada del Molise e sulla istituzione di un casello autostradale a Venafro abbandonando, appunto, la “bretella”. Non voglio tornare sulle motivazioni che sono alla base della nostra posizione, già espresse ampiamente anche in questo gruppo e ormai note a tutti. Riteniamo che tali motivazioni siano valide almeno quanto quelle di chi sostiene che la bretella non si debba fare. Noi continuiamo a sostenere che la bretella è oggi l’unico intervento concreto e realizzabile in tempi brevi che consentirebbe di risolvere uno dei tanti problemi che sono alla base del grave inquinamento ambientale che interessa non la piana di Venafro, bensì il centro abitato della città, vale a dire l’attraversamento del centro urbano ogni giorno da parte di migliaia di veicoli, in buona parte mezzi pesanti, che appestano l’aria come dimostrano i rilevamenti delle centraline dell’Arpa Molise. Sono anche io convinto che vi sono altre fonti inquinanti, sicuramente più pericolose (inceneritori ad esempio), contro le quali io e “Città Nuova” siamo impegnati non da oggi, ma da anni (e non mi ricordo che su questo fronte sono stati mai impegnati quelli che oggi si battono contro la “bretella”), ma mi piacerebbe sentire qualcuno di coloro che si oppongono al progetto della bretella sostenere che lo smog che si produce quotidianamente a Venafro, in particolare lungo via Colonia Giulia, non è un problema. Se qualcuno mi dimostrerà questo, io mi rimangio tutto e abbandono definitivamente l’idea di realizzare la bretella. Se invece così non è, se cioè lo smog è un problema serio per la città e per i suoi abitanti, allora è nostro dovere – e penso che abbiamo fatto bene in questi anni a perseguire questo obiettivo – portare avanti ogni soluzione (e la “bretella” secondo noi è la più concreta) che in tempi rapidi elimini questa pericolosa fonte di inquinamento. La nostra posizione non è di oggi e non è dell’ultimo minuto (come quella assunta dai sostenitori della famigerata autostrada: a proposito qualcuno mi sa dire in che anno entrerà in esercizio? mi sa dire se è progettata per lotti funzionali, e quindi potrà essere aperta “a tratti”, oppure bisognerà aspettare il suo completamento da San Vittore a Campobasso?) ma risale almeno al 2004 e se il Comune fosse stato amministrato in questi anni da persone capaci la bretella sarebbe stata inaugurata da almeno tre anni e oggi sarebbe in funzione. Ma ormai quello che dovevamo dire, noi e chi si oppone alla bretella, lo abbiamo detto ampiamente occupando pagine e pagine di giornali. Noi siamo opposizione, non abbiamo alcun potere di decidere. In questi anni abbiamo seguito la vicenda riuscendo a non far perdere il finanziamento per la progettazione assegnato al comune di Venafro, abbiamo svolto un ruolo di stimolo, suggerito soluzioni, ci siamo impegnati per concretizzare un progetto che in qualche modo sentiamo nostro per non averlo mai abbandonato lottando contro le varie “lobby” che da oltre 40 anni si oppongono all’idea di eliminare o comunque alleggerire il traffico di via Colonia Giulia. Siamo riusciti ad impegnare, attraverso l’approvazione di nostre mozioni in Consiglio comunale, l’Amministrazione a portare avanti questo progetto. La questione da circa tre anni è gestita, sul piano amministrativo, dall’Anas. Grazie alla nostra azione siamo arrivati al punto decisivo: la conferenza dei servizi che deve esprimere il parere finale. Noi di “Città Nuova” abbiamo detto in passato e lo ribadiamo oggi che ci affidiamo ai tecnici che devono decidere e accetteremo tale decisione nella quale noi non possiamo intervenire in alcun modo. Perciò chiediamo semplicemente l’accelerazione dell’iter. Si convochi subito l’ultima conferenza dei servizi istruttoria per verificare se sono stati superati i problemi emersi nella riunione del 20 marzo che non certo irrisolvibili (anzi, in quella sede sono state indicate anche le soluzioni) e poi a seguire si tenga la conferenza dei servizi decisoria dalla quale venga fuori il parere. Se sarà un SI’ noi saremo contenti, se sarà un NO potremo dire di aver lottato fino in fondo per una nostra idea e di avere almeno la coscienza a posto. L’importante è che nel momento della decisione sia chiaro a tutti e risulti dai verbali chi oggi dice NO a questo progetto, chi ne sta determinando la morte facendo perdere a Venafro quella che, a nostro avviso, è una occasione irripetibile. Lasciamo perdere le bugie che si sono dette su questo progetto. C’è chi ha detto che il nuovo tracciato all’esame della conferenza dei servizi allunga il percorso di 9 chilometri” riscrivendo le leggi della geometria e della matematica visto che la “bretella” è lunga non più di tre chilometri: come fa un tracciato di tre chilometri ad allungare il percorso di nove? Ritengo che noi di “Città Nuova” abbiamo fatto il massimo che potevamo fare per portare avanti le nostre ragioni. Oggi però pretendiamo che si decida subito e che questa decisione venga consegnata alla storia della nostra città. In modo che chi intende far continuare lo stillicidio quotidiano di camion, pullman, auto nel centro della città costringendoci a respirare il veleno, si assuma le proprie responsabilità mettendo la propria firma sulla sentenza di morte di questo progetto. Che sia l’Anas, la Regione, la Provincia o il Parco dell’Ulivo, che almeno si sappia. Perché sono convinto che oggi, per come si sono messe le cose, non è possibile stabilire con serenità chi ha ragione e chi ha torto. Sembra che tutti abbiano ragione e tutti abbiano torto. Il giudizio va affidato alla storia. Tra tre-quattro anni, se ci sarà data la possibilità di essere ancora vivi, faremo la verifica. Se avremo risolto, senza la “bretella”, il problema del traffico a Venafro allora chiederemo scusa a tutti e daremo ragione a chi oggi si oppone alla “bretella”. Se invece saremo ancora sommersi dallo smog, costretti a respirare il veleno e ad ammalarci, allora sarà necessario tirare fuori il verbale della conferenza di servizi decisoria per richiamare chi ha fatto abortire questo progetto alle proprie responsabilità. Nel frattempo i 30 milioni di euro saranno finiti altrove, ennesima occasione perduta per Venafro. Perciò non serve nessun appello a noi che sosteniamo la “bretella”. Serve solo decidere in fretta, nella massima trasparenza, ed assumersi, ognuno, le proprie responsabilità. Poi avrei qualcosa da dire sull’autostrada e sul casello autostradale, ma lo farò in un prossimo post… Quando vi parlerò anche del verbale della conferenza dei servizi del 20 marzo scorso…>
fonte : www.molise24.it