Venafro. Casse comunali vuote, colpa della crisi

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VENAFRO. Amministrare è difficile in tempo di crisi, eppure le tasse non sono state aumentate. Con questo assunto il sindaco di Venafro replica alle accuse giunte al suo indirizzo circa una presunta malagestio delle casse comunali, acuitasi con le indiscrezioni sullo sforamento del Patto di Stabilità e dalla vicenda del ritardo dei pagamenti ai dipendenti municipali. Nicandro Cotugno a quanti sostengono che dovrebbe dimettersi risponde: “A Isernia sono stati mandati gli ispettori a setacciare i conti, mentre a Venafro non è venuto nessuno. Questa amministrazione sta lavorando alacremente per far quadrare il bilancio e le difficoltà in essere dipendono dalla crisi globale”. In sostanza, il sindaco imputa i problemi verificatisi negli ultimi tempi, specie in ordine al tardivo riconoscimento delle spettanze ai lavoratori di Palazzo Cimorelli, al mancato trasferimento dei fondi dallo Stato che ha rallentato la macchina amministrativa locale. Eppure, torna a sottolineare quello che, a suo avviso, rappresenta un successo della sua squadra di governo: “In otto anni – tuona Cotugno – non ho mai aumentato le tasse ai cittadini. Con la mia giunta mi sto impegnando a non aumentare la pressione fiscale, ma a rimettere i conti comunali in ordine”. Ma non basta. Il sindaco di Venafro evidenzia come la mancanza di liquidi tà non sia riconducibile alla sua azione amministrativa. Al contrario, Cotugno afferma con forza come il Comune non si sia lasciato an liquididare a spese inutili e come non abbia elargito consulenze. “Non abbiamo alcuna consulenza esterna e non abbiamo effettuato spese superflue – incalza – Sfido chiunque a reperire anche un solo scontrino che certifichi l’esistenza di spese extra. Non ci sono nemmeno fatture di ristoranti o buffet. La gestione delle casse è stata oculata”. Ed ecco l’affondo finale, rivolto ai detrattori: “Posso eventualmente accettare delle critiche relative all’opportunità della realizzazione di un’opera piuttosto che all’effettuazione di un intervento. In questo caso si tratterebbe di pareri politici differenti. Ma mi rifiuto di ascoltare ancora accuse pretestuose – conclude – che non perseguono il bene della collettività”.
fonte : www.ilnuovomolise.it