Del. Cons. n. 3/12. Scuole cittadine . Programma di interventi e ripartizione delle risorse. Osservazioni

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Spett.le Sig. Sindaco di Venafro                                                                                                             Spett.le Sig. Presidente  Consiglio Comunale di Venafro
Oggetto: Del. Cons. n. 3/12. Scuole cittadine . Programma di interventi e ripartizione delle risorse. Osservazioni
Ho avuto modo di leggere la delibera con la quale il Consiglio Comunale ha inteso rimodulare, giustamente, il finanziamento regionale di 2,500.000,00 euro per  interventi sul plesso scolastico di Camelot e di 500.000,00  euro su quello  di Ceppagna.
Effettivamente se si fosse dato seguito a quegli interventi, pur programmati,  sarebbe stata perpetuata una situazione che, alla luce dei bisogni scolastici odierni, non ha più alcuna ragione  di esistere
Le conclusioni , però, alle quali il Consiglio comunale è pervenuto non appaiono completamente condivisibili, perché al di là della verifica sull’agibilità ed antisismicità dei singoli edifici, la decisione adottata, pur valutando la necessità di una verifica dei bisogni complessivi finalizzata alla programmazione degli interventi futuri, stabilisce di assegnare la somma di 2.500.000,00 già prevista per Camelot , alla realizzazione di una megastruttura polifunzionale in Via Maiella ,non supportata da elementi oggettivi di pianificazione urbana ma neanche di soddisfacimento dei bisogni sul territorio..
A tale riguardo, infatti, appare necessario considerare che la Scuola, soprattutto quella primaria e secondaria di primo grado (media), è considerata dal vigente Ordinamento Scolastico “strumento  correttivo e di incentivo di pianificazione urbanistica” per cui la localizzazione e la costruzione  di ogni edificio deve tener conto  dell’ambito residenziale sul territorio e della distanza residenza – scuola in modo da consentirne il raggiungimento a piedi anche al fine di favorire il processo formativo degli alunni.
Venafro di oggi non è più la cittadina di 50 anni fa, quando per soddisfare i suoi fabbisogni scolastici  furono pensate e costruite, in tempi successivi, la Scuola Materna di Via Acquedotto, la Scuola Elementare di Via Colonia Giulia e la Media di Via Maiella. Allora la popolazione residenziale era prevalentemente concentrata nel Centro Storico della città, ossia in un ambito territoriale tutto sommato ristretto, per cui tali  Scuole, se pure con qualche criticità, riuscivano a soddisfare  abbastanza bene le sue esigenze scolastiche favorendo in gran parte il processo formativo degli alunni e l’organizzazione familiare.
Rispetto ad allora la situazione della città è completamente mutata. Soprattutto è più che raddoppiata la popolazione residente  che risulta, oggi,  distribuita in ambiti territoriali diversi .
Gli eventi sismici del 1984, e lo sviluppo urbanistico  della città  hanno favorito , infatti, massicciamente il trasferimento della popolazione residente dal Centro Storico in altri ambiti territoriali con l’effetto che l’intero  sistema della scuola primaria e di quella secondaria di primo grado risulta , oggi, totalmente disarticolato rispetto ai bisogni della funzionalità urbanistica della città ma anche rispetto ai bisogni della famiglia e dello stesso processo formativo degli alunni . Tale sistema induce, infatti, ad una sorta di utilizzazione invertita dei servizi sul territorio nel senso che la famiglia dell’ambito territoriale della Scuola “Don Giulio Testa”, o dintorni,  che ha un figlio alle medie è costretta a raggiungere il plesso di Via Maiella e viceversa la famiglia dell’ambito residenziale della Scuola di Via Maiella , o dintorni, con un figlio alle elementari è obbligata a raggiungere il plesso di Don Giulio Testa. I risultati sono noti a tutti non solo per il caos che si genera sistematicamente in occasione degli orari di ingresso e di uscita dalle scuole  ma anche per i disagi alle famiglie  ed alla gestione del territorio nonché per i danni alle casse del Comune che, proprio per le distanze dalle residenze alle scuole , è oggi obbligato ad una onerosa gestione  del Servizio Scuolabus  che si avvicina ai 150 mila euro annui. Si tratta , a ben vedere,di una situazione che, per molti aspetti, è più assimilabile a quella rispondente all’ordine “facite ammuina”prevista dal noto Regolamento  della Marina Reale del Regno delle due Sicilie (in vero mai esistito)  che ad una normale ed ordinata gestione del Territorio.
Appare pertanto evidente la necessità dell’adozione di un “Piano di edilizia scolastica ”che oltre a definire i fabbisogni complessivi, presenti e futuri, privilegi principalmente gli attuali plessi scolastici, che hanno una posizione baricentrica rispetto alle residenze sul territorio, sfruttandone al massimo le potenzialità con destinazione didattica plurifunzionale per avvicinare i Servizi al territorio . La scuola Don Giulio Testa, ad esempio, che ha la superficie fondiaria maggiore in assoluto di circa 10.000 mq, potrebbe soddisfare da sola gran parte  del fabbisogno della scuola primaria e secondaria di primo grado superando definitivamente il concetto di “scuola omogenea” anche sulla scia dei criteri di razionalizzazione della rete scolastica regionale.
Parimenti, con opportuni accorgimenti e valutazioni, con riferimento alla distanza residenza – Scuola, potrebbe essere allocata la restante parte tra il plesso scolastico di Via Colonia Giulia e quello di Via Maiella considerando , però, che quest’ultimo edificio , che ha  una superficie fondiaria complessiva inferiore ai 9000 mq, è ubicato, rispetto al territorio residenziale, in posizione più decentrata in un ambito già gravato, urbanisticamente, dalla presenza dell’ISISS con un consistente numero di  alunni.
Per ultimo, qualora nella definizione di detto “Piano”dovessero risultare assolutamente inderogabili i parametri costruttivi previsti per l’edilizia scolastica, soprattutto al fine della plurifunzionalità di ogni plesso, meglio sarebbe individuare una nuova area a servizio dell’ambito occidentale della città (Zona Pedemontana, Sterparo, Falca, Via Licinio, ecc.)   cui far confluire anche le esigenze delle frazioni, al fine di rendere concreto un processo di pianificazione urbana insieme con un equo soddisfacimento del fabbisogno  di edilizia scolastica dei diversi ambiti residenziali dell’intera città.
Venafro 04.05.2012                                                   Prof . Nicandro Silvestri