Sforato il Patto di Stabilità, guai in vista

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L’indiscrezione arriva direttamente dagli uffici del ministero dell’InternoClamoroso, il Comune di Venafro avrebbe “forato” il patto di stabilità. L’indiscrezione giunge direttamente dagli ambienti del Ministero dell’Interno. Altro che stipendi non pagati ai dipendenti, si rischia di finire nel libro nero del Governo Monti, con tutta una serie di penalità pesantissime per le casse comunali, con un drastico tagli dei prossimi trasferimenti dello Stato che obbligherebbero i responsabili del settore finanziario dell’Ente a tagli lineari. E non è tutto. Infatti per i comuni che non rispettano il famigerato patto di stabilità, sono previste delle sanzioni.
La relazione inviata dal Comune al Ministero( il termine ultimo era 30 marzo) avrebbe ricevuto un giudizio negativo dai tecnici di Roma. Per il momento si tratta di una voce, ma i ben informati danno per certo l’errore commesso dalla struttura contabile municipale nel compilare le voci del questionario inviato a Roma. Se la notizia dovesse essere confermata in questi giorni, allora per l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicandro Cotugno si andrebbe incontro a un periodo nero, caldissimo, fatto di sacrifici e l’inevitabile aumento delle tasse a danno, naturalmente dei cittadini.
A rischio gli incarichi esterni, quelli ai capisettore Berardi e Cappellari, il dimezzamento automatico delle indennità agli amministratori, la sospensione di tutti i PEG(Pieni esecutivi di gestione) che fruttano ai cinque capi settore una quota annuale extra di 12 mila e 500 euro. Pensate, al Comune di Venafro nessuno certifica se i dirigenti raggiungono o meno gli obiettivi e così tutti intascano la quota extra nonostante i pessimi risultati conseguiti.
I conti dell’Ente dunque sarebbero in sofferenza, con un contesto contabile veramente disastroso. Non arrivano i finanziamenti e tutti gli appalti, ad esempio, sono fermi. Scuole, Palazzine liberty, Piazza Castello, la situazione si è di fatto incancrenita. Non è più possibile fare anticipazioni di cassa, perché il comune ha superato tutti i limiti previsti dalla legge.
In grosse difficoltà il responsabile del servizio finanziario Niccolò Roccolino che su alcuni atti continuerebbe a non esprimere parere favorevole. “Per risollevare le sorti del comune, bisognerebbe azzerare tutto, tagliando prebende e indennità a dirigenti, cinque capi settore per Venafro sono un lusso, così pure altre inutili spese.
Questa amministrazione non ha forza contrattuale e non è in grado di prendere decisioni impopolari”. A parlare è un ex amministratore della città. Il comune insomma va verso il dissesto finanziario. Con buona pace di tutti.
fonte: quotidianomolise.it