Colacem. Morte sul lavoro, due rinvii a giudizio

0
4

SESTO CAMPANO. Sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo per la morte di un operaio sul lavoro. Il caso, come spiega una nota della procura della Repubblica di Isernia, risale al 2006: tragicamente coinvolto fu Luigi Tundo, 53enne di Galatina, che morì mentre stava effettuando dei lavori di manutenzione alla Colacem di Sesto Campano per conto di una ditta esterna. A processo finiscono Massimo Giaccari, all’epoca dei fatti direttore dello stabilimento, e Moreno Capolli, responsabile del servizio di prevenzione e protezione della Colacem.
Nel 2010 – si legge nel comunicato stampa – il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Isernia stabilì il non luogo a procedere nei confronti dei due imputati. Ma la parte civile si oppose a questa decisione, presentando ricorso in Cassazione.
La Suprema Corte lo ha accolto nel giugno 2010, mentre lo scorso 19 aprile il tribunale isernino ha decretato i due rinvii a giudizio. Ma perché processare i responsabili di un’azienda se i lavori di manutenzione li stava effettuando una ditta esterna? Ecco la spiegazione della Cassazione penale (quarta sezione), contenuta nel pronunciamento n. 23336 del 9 giugno 2010: “Questa Corte di legittimità ha ripetutamente affermato che il committenteappaltante, che abbia affidato i lavori a imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi all’interno dell’azienda del committente o di un’unità produttiva della stessa, ha una serie di obblighi positivi di verifica, informazione, cooperazione e coordinamento in relazione alla normativa antinfortunistica”. In altre parole, continua la Suprema Corte, “in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, il datore di lavoro e gli altri responsabili della sicurezza dell’impresa assumono nei confronti dei lavoratori alle proprie dipendenze una posizione di garanzia in riferimento ai rischi specifici connessi all’ambiente di lavoro nel quale essi sono chiamati ad operare”.
Tundo morì mentre stava effettuando delle pulizie all’interno di un silos del cementificio di Sesto Campano. Finì in una specie di “imbuto” e fu travolto dai materiali di risulta.
Fonte : ilnuovomolise.it