Settantenne colpito da infarto “Al Pronto Soccorso Santissimo Rosario per me neanche una coperta”

0
7

Scriviamo quest’oggi non di malasanità, perché per fortuna l’episodio si è evoluto e concluso felicemente, quanto della mancanza di umanità e senso civico che quando emergono rovinano, guastano il servizio sanitario pubblico, coinvolgendo loro malgrado anche gli operatori e i servizi che funzionano regolarmente ed incassano quotidianamente la viva soddisfazione degli utenti. A raccontare quanto accaduto di recente al pronto soccorso, o punto di primo intervento, del SS Rosario di Venafro è un pensionato ultrasettantenne della città, che nottetempo si sentì male e fu costretto a rivolgersi alla struttura sanitaria pubblica, dove venne successivamente accertato che era affetto da un infarto in corso. “Ero a casa a dormire afferma l’uomo quando cominciai ad avvertire un dolore al petto ed un forte bruciore, con l’indolenzimento delle gambe. Decidemmo così di andare in ospedale, dove venni prontamente visitato. Avvertivo però freddo alle gambe con conseguente fastidio, per cui mia moglie chiese una coperta per coprirmi, ripetendo la richiesta visto che nessuno forniva la coperta. A quel punto accadde improvvisamente un episodio inatteso ed inspiegabile. Il lavoratore del SS Rosario in servizio, rivolgendosi con tono deciso e forte a mia moglie, replicò duramente “Signora, ma che credete di stare a casa vostra ?”. Mia moglie rimase meravigliata, sorpresa e senza parole, e non riuscì a replicare”. Come andò a finire il suo ricovero notturno ? “Per fortuna conclude il pensionato la coperta qualche dopo tempo arrivò e me la misero addosso. Venne accertato che avevo un infarto in corso, perciò il freddo e il dolore alle gambe. Successivamente ho avuto bisogno di altre cure e fortunatamente mi sono ripreso e sto qui a parlare con lei”. A margine di quanto capitatole, cosa vuole aggiungere ? “Invito tutti i lavoratori della sanità ad usare massima umanità, disponibilità e senso civico verso i pazienti, senza alterarsi o assumere atteggiamenti fuori luogo. In casi del genere vale molto di più il senso etico ed umanitario del lavoratore della sanità, che qualsiasi altra cosa”.