Riconteggio delle schede, Iorio resta in testa. La parola ora passa al Tar

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Il riconteggio delle schede elettorali è stato fatto, chiuso giusto in tempo in vista dell’udienza che il Tar Molise ha fissato per il 17 maggio.
La notizia è confermata, mentre sull’esito di questo riconteggio si accavallano indiscrezioni e voci incontrollate. Fonti vicine al Pdl e a Michele Iorio hanno lasciato trapelare, in queste ultime ore, che l’esito del riconteggio è favorevole al presidente della Regione. Che resta in sella, almeno per quanto riguarda l’esito numerico delle elezioni. Come è noto, alle operazioni di riconteggio hanno assistito i legali delle parti, quindi anche quelli che difendono Iorio. E la notizia di una sostanziale conferma del risultato del 17 ottobre non viene smentita dai rappresentanti del centrosinistra. Dunque questa partita si sarebbe chiusa a favore di Iorio. Ed è stato possibile farlo per tempo perché il riconteggio non ha riguardato, come si pensava in un primo momento, tutte le schede scrutinate ma soltanto quelle delle sezioni segnalate dai legali degli otto cittadini elettori che hanno sottoscritto il ricorso. In buona sostanza le schede verificate sono state poche migliaia, quindi è stato possibile concludere le operazioni, affidate alle prefetture di Isernia e Campobasso, in pochi mesi. Verifiche che hanno sicuramente smentito le notizie date subito dopo l’esito elettorale di ottobre circa presunti brogli. Iorio avrebbe perso una manciata di voti, ma il vantaggio, seppure striminzito, nei confronti di Paolo Di Laura Frattura, rimane pressoché invariato. Probabilmente i legali del centrosinistra, quando hanno deciso di rinunciare al riconteggio, avevano già capito quale sarebbe stato l’esito. La partita ora si gioca sull’altro fronte, quello delle presunte illegittimità nella presentazione di alcune liste e di alcune candidature a sostegno di Michele Iorio. Vi sarebbero delle irregolarità non sanabili, ad avviso dei ricorrenti, in particolare nella presentazione della lista di Molise Civile nella circoscrizione di Campobasso e della candidatura di Nico Romagnuolo nella lista di Progetto Molise sempre in provincia di Campobasso. E, cosa più importante, del listino maggioritario di Iorio. Irregolarità che, secondo i legali del centrosinistra, dovrebbero determinare l’annullamento delle elezioni e il ritorno alle urne. La possibilità di capovolgere il risultato di ottobre, infatti, era legata soltanto all’esito dei riconteggio, che a questo punto sembra essere stato sfavorevole per il centrosinistra. Cosa potrebbe accadere il 17 maggio? L’impressione diffusa, anche in molti ambienti del centrodestra, è che le irregolarità vi siano e che il ritorno alle urne appare inevitabile. Ma la partita, per i legali di Iorio, è invece tutta da giocare. Innanzitutto le irregolarità vengono negate: per gli avvocati che difendono il governatore sarebbe tutto in regola. E comunque eventuali violazioni di legge nella raccolta delle firme o nella documentazione di presentazione delle candidature nelle circoscrizioni proporzionali potrebbero non inficiare l’esito della sfida tra Iorio e Frattura. Questa è una delle tesi che circolano. Che sostiene che nelle regionali vi sono due votazioni separate, una per il presidente e l’altra per i consiglieri del proporzionale. L’estromissione eventuale delle liste nel proporzionale comporterebbero la perdita di voti per i partiti ma non per il presidente, tanto è vero che esiste il voto disgiunto. Quindi la difesa di Iorio andrà a sostenere probabilmente questa linea: l’eventuale, e per nulla scontata, esclusione della lista di Molise Civile e di Nico Romagnuolo sottrarrebbe voti a questi partiti e alla coalizione nel proporzionale, ridefinendo l’assegnazione dei posti in consiglio regionale. Con la conseguenza di far entrare tutti i candidati nel listino di Michele Iorio, compresi Vincenzo Niro, Quintino Pallante ed Enrico Fanelli, che prenderebbero il posto sicuramente dell’eletto di Molise Civile, Michele Scasserra, e degli altri due ultimi eletti del centrodestra. Nulla cambierebbe per il centrosinistra. Discorso diverso per il listino maggioritario. Nel caso in cui si dovessero riscontrare irregolarità nella presentazione del “gratta e vinci”, allora si potrebbe arrivare all’annullamento delle elezioni perché tali irregolarità andrebbero ad inficiare la votazione del presidente, che come è noto avviene in modo diretto. Tesi ed ipotesi che, in questo momento, valgono soltanto per discorsi accademici. Il 17 maggio si avrà una prima risposta. E allora si capirà se l’era Iorio a Palazzo Moffa potrà continuare o se il presidente sarà destinato ad un tramonto che oggi appare inevitabile.
Altromolise