Ospedale, vertice Cotugno- Di Sandro

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L’agognato incontro con l’assessore regionale alla Sanità, Filoteo Di Sandro, per discutere delle sorti del SS Rosario di Venafro si è finalmente tenuto. Nella mattinata di ieri il primo cittadino Nicandro Cotugno, accompagnato solo dal capogruppo di maggioranza Michele Mascio, si è recato a Campobasso per l’atteso confronto. L’assessore Di Sandro si è reso disponibile ad ascoltare le istanze dell’amministrazione venafrana. Il sindaco, pur nella consapevolezza che il dimensionamento della rete ospedaliera è fondamentale nell’ordine del rientro dal deficit, ha chiesto che venga salvaguardato il presidio del Santissimo Rosario, per lo meno nei suoi servizi essenziali e di emergenza. Ha auspicato che non venga ridotto ad un poliambulatorio. E che dunque possa mantenere il polo Ortopedico e l’unità di Pronto Soccorso. Inoltre, le considerazioni rese hanno riguardato anche i dati circa la mobilità attiva del nosocomio, che si attesta quale ospedale pubblico con migliori entrate. A Venafro giungono, infatti, pazienti dalle regioni limitrofe e questo rappresenta un toccasana per le esangui casse dell’Asrem. Ma nelle linee guida del Psr è previsto che il Santissimo Rosario diventi una Rsa, dotata di un centro per i disturbi alimentari, ma non una struttura abilitata a svolgere attività chirurgiche. Lo accennava lo stesso Di Sandro solo qualche tempo fa, spiegando che nessun ospedale regionale avrebbe chiuso i battenti ma che i tagli sarebbero stati necessari per rientra- re dal buco maturato negli anni nel settore sanitario pubblico. Naturalmente il confronto è stato proficuo, ma non risolutivo. Di Sandro ha recepito con interesse le istanze dell’amministrazione, ma non ha potuto fornire risposte immediate. Terrà in debita considerazione le rimostranze della città di Venafro nel momento in cui il Piano verrà definitivamente approvato. La risoluzione del “caso” Santissimo Rosario è ancora lontana e la discussione aperta. Ma il sindaco Cotugno avverte: “L’assessore Di Sandro si è reso disponibile ad investire sul nostro ospedale. Naturalmente, questo Piano, così come redatto, non ci soddisfa. E se dovesse essere mandato a Roma senza variazioni l’amministrazione lo impugnerà con ogni azione possibile”.
Ifattidelnuovomolise