Una farmacia per Ceppagna

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I cinque consiglieri del gruppo autonomo riconducibili all’Assessore regionale alla Sanità Filoteo Di Sandro, vogliono una farmacia per la popolosa frazione di Ceppagna. Raimondo Santilli, Marco Valvona, Sergio Petrecca, Luigi Viscione e Benedetto Iannacone hanno protocollato nei giorni scorsi la richiesta di convocazione del consiglio comunale per discutere di questo argomento. La lettera è stata acquisita dal presidente del consiglio Nico Palumbo che dovrebbe ora convocare la conferenza dei capigruppo per fissare la data dell’assise. “I sottoscritti Consiglieri Comunali questa la lettera dei disandriani indirizzata al presidente del consiglio comunale : Premesso che con la conversione in Legge (L.24 marzo 2012, n.27) del decreto sulle liberalizzazioni (D.L. 24 gennaio 2012) sono stati cambiati i parametri di impianto e localizzazione di varie attività in particolar modo delle Farmacie; Vista la delega che il Governo Centrale ha inteso attribuire agli Enti Locali, nella fattispecie ai Consigli Comunali, alla localizzazione di aree di territorio ove prevedere l’impianto di nuove attività (Farmacie); Considerato che al 31 Dicembre 2012 la popolazione effettiva del Comune di Venafro era di 11.520 unità, quindi in numero sufficiente per poter prevedere l’apertura di una terza Farmacia; Considerato che il Comune di Venafro ha una estensione territoriale particolarmente ampia comprendente le frazioni di Ceppagna, Vallecupa e Le Noci che a tutt’oggi risultano scarsamente dotate di sevizi proprio in virtù della loro localizzazione periferica; Considerato che il bacino di utenza (residenti) della sola frazione di Ceppagna si attesta attorno agli 800 abitanti, e che comprendendo le frazioni di Vallecupa, Le Noci e le zone abitate limitrofe che nel corso degli anni si sono formate nelle prossimità di tali frazioni, risulta agevole censire un numero di utenti considerevole; Considerati i criteri guida: a) Più capillare presenza sul territorio del servizio farmaceutico;b ) Assicurare una equa distribuzione sul territorio delle farmacie; c) Garantire l’accessibilità al servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate”. M.F.
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