Consorzio Industriale Petrone è il nuovo commissario

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Dopo l’arresto di  Carugno, al vertice del Nucleo una persona di fiducia di Patriciello. Cotugno puo ritenersi sconfitto
Consorzio Industriale di IserniaVenafro, confermata la notizia data in esclusiva dal Quotidiano sul nome del nuovo Commissario. Al vertice del Nucleo di Pozzilli, infatti, è stato messo l’ingegnere Luigi Petroni, proprio come avevamo anticipato da queste colonne nei giorni scorsi. Il noto politico venafrano prende il posto di Elvio Carugno, in carcere come è noto con l’accusa di peculato aggravato e continuato. Una nomina a scadenza trimestrale per Petroni, in attesa dell’approvazione della legge di riforma dei consorzi industriali regionali, che passeranno da tre a uno, con la trasformazione dell’Ente consortile in un’unica Agenzia molisana che avrà l’unica sede nel capoluogo di regione. Ma la nomina di Petroni è anche un chiaro segno politico proveniente dai vertici regionali del Pdl. Si sa che Luigi Petroni è un fedelissimo del presidente del consiglio regionale Mario Pietracupa( Petroni è iscritto al partito di Pietracupa, l’Adc) e all’Eurodeputato Aldo Patriciello. Tutto questo, tradotto, significa che il sindaco di Venafro Nicandro Cotugno e il suo risicato gruppo di maggioranza, conta sempre meno nel contesto del partito di Alfano e del Governatore Michele Iorio. C’è ora l’influenza decisiva, pesantissima dell’area che ruota intorno a Patriciello e Pietracupa. E lo stesso succederà da qui a qualche giorno per le nomine al Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro: anche lì, a quanto pare, porte chiuse per gli uomini di fiducia del sindaco Cotugno. Quest’ultimo dopo la “scivolata” rovinosa alle scorse regionali, avrebbe perso peso politico e credibilità al cospetto dei vertici regionali del suo partito. Si punta ora per Venafro su una candidatura forte alle prossime elezioni amministrative che non sono poi così lontane. Ritornando alla nomina di Luigi Petroni, occorre dire che per il neo Commissario i problemi imbellenti da affrontare sono tanti: dai tributi, salatissimi per aziende e imprenditori, a capannoni dismessi, fabbriche che chiudono, lavoratori disoccupati, in mobilità, con gravi problemi anche sociali. Insomma per Petroni, una poltrona che scotta.