Imu, tutte le novità: scarica il modulo da utilizzare per il pagamento

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Tutti i proprietari di immobili e terreni dovranno versare la prima rata dell’Imu entro il prossimo 18 giugno. Questa è una certezza, per il resto il continuo balletto degli emendamenti sta rovinando la primavera ai contribuenti, ormai esasperati dalle notizie che si contraddicono da un’ora con l’altra. Cerchiamo di far chiarezza.
Il prossimo 18 giugno tutti i proprietari di immobili e terreni dovranno versare la prima rata dell’Imu (Imposta municipale propria). Quasi il 10% dei comuni italiani si era già lanciato nella revisione delle aliquote di base stabilite dallo Stato, quasi tutti portandole al limite massimo raggiungibile. Ad esempio, il Comune di Roma aveva deciso di applicare ben l’1,04% sulle seconde case e il 0,5% sull’abitazione principale.
Prima rata a giugno
Il Governo deve approvare un decreto legge con il quale mettere un punto fermo alle regole da applicare per la prima scadenza dell’IMU, che ormai è sempre più vicina. Sappiamo che pagheremo la prima rata il 18 giugno, poi sulla base di alcuni emendamenti presentati pare che il contribuente possa scegliere se versare il dovuto in altre due rate (settembre e dicembre) o conguagliare tutto a dicembre. Ma attenzione, sembra che questa opzione valga solo per l’abitazione principale, per le seconde case rimangolo le “tradizionali” due rate di giugno e dicembre.
Per la prima rata ed eventualmente la seconda di settembre le regole da applicare sono quelle stabilite dallo Stato, per la seconda rata (o terza), da versare entro il 17 dicembre, dovremo rifare i conti con le aliquote e le detrazioni stabilite dal Comune e pagare quindi la differenza. Fortunatamente non ci sono sanzioni e interessi ad aggravare la situazione che oltre a essere onerosa risulta essere decisamente complessa.
Nuova modalità di pagamento
Il pagamento deve esser fatto esclusivamente tramite modello F24 (puoi scaricare il modello dal menu a destra), pagando online sul sito dell’Agenzia delle entrate (occorre essere registrati e avere il PIN d’accesso ) oppure in modo tradizionale in banca, negli uffici postali o presso gli agenti della riscossione (Equitalia). Purtroppo un emendamento dell’ultimo minuto sembra voler la reintroduzione del famigerato bollettino postale, ma anche questa volta in qualità di emendamento, non si sa se sarà presente nella versione finale del decreto.
Chi possiede la partita iva potrà pagare esclusivamente per via telematica.
Quel che è certo è che il vecchio F24 va in pensione, l’Agenzia ne ha predisposto uno nuovo di zecca in cui al posto dell’Ici troviamo ovviamente l’Imu, ma non allarmatevi se vi affidate a qualcuno che fa l’F24 per voi e vi ritrovate tra le mani ancora quello vecchio: è possibile utilizzarlo fino al 31 maggio 2013. I codici tributo da inserire nell’F24 saranno operativi dal prossimo 18 aprile, ad esempio per l’abitazione principale e le pertinenze dovremo usare il 3912. Quando avremo informazioni più certe circa il corretto utilizzo dei nuovi codici che al momento sembrano divisi tra importi da versare al Comune e da versare allo Stato, rendendo praticamente impossibile il lavoro del contribuente, vi forniremo esempi di compilazione.
Quali regole si applicano
Per calcolare il valore su cui applicare l’Imu, devi rivalutare la rendita catastale del 5% e moltiplicare il risultato per 160 in caso di abitazioni e loro pertinenze. Per gli uffici si moltiplica per 80, i negozi per 55 e i terreni per 135.
Sul valore ottenuto si applica l’aliquota di base dello 0,76%. Quella da applicare all’abitazione principale è dello 0,4%. Sull’abitazione principale è concessa una detrazione di 200 euro da dividere tra i proprietari che utilizzano l’abitazione come dimora abituale, cui si sommano 50 euro per ogni minore di 26 anni che risulti residente nella casa. Ancora una volta alcuni emendamenti mischiano le carte prevedendo casi particolari di applicazione delle detrazioni in caso, ad esempio, di separazione tra i coniugi.
Più a ridosso della scadenza metteremo a disposizione un calcolatore Imu che potrai utilizzare per calcolare quanto devi versare. Al momento, se vuoi sapere indicativamente quanto dovresti pagare, usa il nostro servizio.
Libertà ai Comuni
I Comuni hanno facoltà di aumentare o diminuire l’aliquota base di 0,3 punti percentuali e quella sull’abitazione principale di 0,2 punti percentuali, oltre a rivedere le detrazioni. Fortunatamente il Governo, sulla base dell’incasso della prima rata, dovrebbe ridefinire alcune variabili e i Comuni avranno tempo fino al 30 settembre per rideliberare le proprie condizioni sulla base delle nuove regole che lo Stato dovrebbe emanare. L’ennesimo emendamento potrebbe prevedere la possibilità per i Comuni di assimilare ad abitazione principale la casa non locata di proprietà di anziani ricoverati permanentemente in case di riposo.
Gli ultimi pagamenti Ici
Se avete chiuso tutti i rapporti con la vecchia Ici, non vi interessa quanto segue, ma se avete cartelle in sospeso o ravvedimenti dell’ultimo minuto per una dimenticanza dello scorso anno, dovrete utilizzare dei nuovi codici tributo per i pagamenti: per l’abitazione principale 3940, per i terreni agricoli il 3941, per le aree fabbricabili il 3942 e per gli altri fabbricati il 3943 (non sono più utilizzabili i precedenti 3901, 3902, 3903 e 3904), interessi e sanzioni usanoi ancora i codici 3906 e 3907.
Nodi irrisolti,
Chiediamo al Governo di far luce sulle questioni che sono rimaste in sospeso e soprattutto di chiudere la partita con l’Imu entro pochi giorni, perché sono ormai tanti gli italiani che in sede di presentazione del modello 730 si trovano nella condizione di dover tornare da chi presta assistenza fiscale per predisporre i modelli di pagamento dell’IMU che al momento non possono esser elaborati data l’incertezza normativa.
Il tempo stringe e le difficoltà applicative sono molte, non è possibile introdurre un così scomodo balzello e costringere i contribuenti a pagare un ulteriore dazio a chi presta assistenza fiscale per fare i conti! Per fortuna che il decreto contentente l’Imu si chiama “ decreto recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie…”
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