Sanità. “Il nuovo ospedale deve sorgere a Venafro”

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VENAFRO. Nonostante lo stesso Piano Sanitario Regionale ne attesti la forte attrattività, superiore alla media molisana, e dunque una mobilità attiva che permette alla struttura di autofinanziarsi, o quasi, il Santissimo Rosario sarà inesorabilmente riconvertito in polo di mera assistenza territoriale, preposto ad attività gestionali pubblico privato finalizzate alla riabilitazione e alla lungodegenza. La denuncia è dei membri del gruppo di Città Nuova che puntano il dito contro la classe politica ai vari livelli. In particolare, contro quegli esponenti del venafrano rei “di non aver tutelato il presidio ospedaliero cittadino”. E paventano una chiara volontà di favorire lo sviluppo delle strutture sanitarie private a scapito di quelle pubbliche. “E’ evidente nel Psr – scrivono Sorbo, Potena e Ottaviano in una dura nota – che c’è una scelta di campo chiara a favore della sanità privata contro la sanità pubblica. In questa direzione va l’inserimento della ‘Cattolica’ e del ‘Neuromed’ nella rete regionale delle emergenze in cui gli ospedali pubblici minori, tra cui Venafro, avranno soltanto un punto di primo intervento che, come è evidenziato a pagina 94 del Piano Sanitario, saranno ‘affidati al Servizio di Emergenza Territoriale 118’, e dove saranno trattate le urgenze risolvibili in sede e che non richiedano il ricovero per le quali è previsto il trasferimento nell’ospedale idoneo. La morte del Santissimo Rosario – prosegue la nota – è, dunque, una volontà espressa con chiarezza dalla struttura commissariale tutta, visto che per l’ospedale di Venafro, come per quelli di Larino ed Agnone, è prevista la ‘ristrutturazione per divenire i contenitori di attività territoriali di filtro e di supporto a quella ospedaliera’, quindi luoghi dove l’attività ospedaliera non sarà più svolta”. Ma i cittanovisti rilevano una situazione che, a loro avviso, sarebbe assurda e che presupporrebbe un eccessivo esborso economico da parte della Regione. “Per riconvertire questi tre ospedali minori, quindi per chiuderli e per trasformarli in poliambulatori e sedi di uffici amministrativi, – incalzano gli esponenti di Città Nuova – la Regione prevede di spendere oltre 61 milioni di euro. Riteniamo che, nonostante la buona volontà manifestata solo negli ultimi tempi dagli amministratori locali, in particolare quelli di Venafro che, nonostante l’allarme da noi lanciato pubblicamente e formalmente già nel 2007, sono stati a guardare almeno fino al 2010, è assai improbabile che un Psr, concepito su questi presupposti, possa essere modificato per accogliere le legittime richieste che vengono dal territorio venafrano. Siamo anche consapevoli che eventuali modifiche non avrebbero alcuna conseguenza pratica in quanto, essendo in contrasto con le linee del Piano di Rientro, verrebbero ‘bocciate’ dal tavolo tecnico nazionale”. E poi l’affondo ai politici. “Ci rammarica molto aver letto, nei resoconti ufficiali delle audizioni tenute dalla IV Commissione consiliare della Regione, che i parlamentari molisani non hanno speso una parola a difesa dell’ospedale di Venafro. Dall’onorevole Aldo Patriciello, eurodeputato e venafrano, ci saremmo aspettati almeno un cenno al destino del nostro ospedale. Ma ciò che ci ha lasciato stupiti sono state le parole del senatore Ulisse Di Giacomo il quale, non più tardi di qualche mese fa, in Consiglio provinciale, aveva sostenuto una arringa a difesa del Santissimo Rosario, e invece, in Commissione, non solo non ha sostenuto tali posizioni ma ha auspicato che una struttura privata gestisca forme di emergenza di medicina generica sostituendo, di fatto, l’idea di un Pronto Soccorso da riattivare al Santissimo Rosario”.
All’amarezza segue dunque una richiesta. “A fronte della ormai chiara morte dell’ospedale, la città e il territorio di Venafro meritano risposte forti e concrete da parte di chi governa il Molise e di chi rappresenta questa regione nelle istituzioni parlamentari nazionali ed europee. Noi chiediamo che, in sede di discussione del Psr, – concludono i cittanovisti – almeno una modifica venga fatta: quella relativa alla localizzazione dell’ipotizzato nuovo ospedale che, nelle intenzioni del commissario Iorio, dovrebbe sorgere a Monteroduni. Noi chiediamo che tale nuova struttura, per la quale si parla di un investimento di 80 milioni di euro, qualora dovesse essere davvero realizzata, sia costruita a Venafro, o attraverso un ampliamento dell’attuale ospedale o con la costruzione di una nuova struttura nella piana venafrana”.
fonte : www.ilnuovomolise.it