Piedi d’argilla, la Procura fa appello

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In primo grado il processo si è chiuso con quattro condanne e due assoluzioni. La soddisfazione di MesserePiedi d’argilla: il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Campobasso, Antonio La Rana, ha proposto appello contro la decisione del tribunale di Isernia di assolvere l’europarlamentare Aldo Patriciello e Francesco Paolo Pirollo, del laboratorio che certificava la qualità del calcestruzzo utilizzato per la costruzione della variante Anas di Venafro. La sentenza – si ricorderà – è stata emessa il 23 dicembre scorso. Con le accuse – a vario titolo – di falso, frode in pubbliche forniture e truffa erano stati condannati Gaetano Patriciello, Massimo Zullo, Francesco Paolo Furner e Orlando Pallotta. Subito dopo la sentenza pronunciata dal giudice, Roberta D’Onofrio, gli avvocati di fiducia degli imputati annunciarono ricorso in appello, convinti di dimostrare l’innocenza dei propri assistiti. “Nel pieno rispetto delle decisioni del magistrato, che ha mostrato grande impegno, autonomia di giudizio e professionalità – commentarono a caldo gli avvocati Mariano Principe e Giuseppe Stellato  , riteniamo assolutamente necessario un ulteriore vaglio, da parte della Corte di Appello, anche attraverso la richiesta di una nuova perizia che possa certificare che anche la piccola quantità di cemento non ritenuta conforme era invece rispondente al capitolato di appalto. In questo procedimento l’Anas si è costituita parte civile. Gli interessi dell’ente stradale sono tutelati dall’avvocato Arturo Messere. Che commentò positivamente la sentenza di primo grado. Al tempo stesso accoglie con soddisfazione la decisione del procuratore generale La Rana. Le carte potrebbero dunque essere rimescola – in un modo o nell’altro in Corte d’Appello. Certo è che il legale campobassano si appresta ad affrontare anche una battaglia in sede civile: “Nella sede opportuna – disse ancora Messere dopo la sentenza di primo grado – l’Anas procederà a chiedere il risarcimento di 10 milioni di euro a tutti i condannati”. Il capitolo Piedi d’argilla è tutt’altro che chiuso.
fonte: quotidianomolise