Università a Venafro, si riprenda il discorso

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Vent’anni orsono, prima nel corso dell’amministrazione Bianchi d’inizio anni ’90 e quindi in fasi politiche successive, si parlò insistentemente a Venafro di Università e del possibile atterraggio in città di facoltà accademiche, scuole di specializzazioni o master di un qualche ateneo nazionale. Le finalità erano chiare : aprire la città alla cultura ed alle scienze ufficiali, intercettare la tantissima utenza giovanile interre gionale data la felice posizione geografica di Venafro in chiave interprovinciale (in effetti vi gravitano i territori delle province di Caserta e Frosinone, e volendo anche del Chetino, aree extramolisane), favorire i giovani studenti dell’hinterland e concretizzare reali occasioni di crescita e sviluppo socio/economico di Venafro e del suo mandamento. Per rendere possibile il tutto, si avviarono contatti ufficiali con diversi atenei : da quello molisano a quello cassinate a quello beneventano, sino all’Università Sant’Orsola di Napoli. Nella circostanza, si privilegiò l’Università del Molise, prima ricevendo il Rettore Cannata in Municipio e quindi organizzando un interessante convegno scientifico nell’ex Convento di san Francesco in Piazza Merola, coi docenti dell’UniMol in veste di relatori. In occasione di tale iniziativa scientifica venne anche asserito dai docenti intervenuti, con riferimento alle iniziative comunali per l’atterraggio dell’Università a Venafro, “è stata aperta un’ampia ed accogliente finestra su un bel giardino pronto a fiorire. Se sono rose fioriranno…!”. Ed invece col tempo tutto si inaridì ed ogni entusiasmo venne smorzato sul nascere, sino ad affossarsi il tutto. “Perché mai”, si chiederà il lettore ? La risposta ancora oggi, a vent’anni ed oltre di distanza, è decisamente difficile! La prima cocente delusione però non scoraggiò l’amministrazione venafrana dell’epoca, che prese a battere con forza ed ostinazione altre strade pur di aprire la città al mondo accademico, quale risorsa scientifica di crescita socio/economica. Si contattò la vicina Cassino, puntando in particolare sulla Facoltà di Ingegneria, alla luce delle tante industrie meccaniche e metalmeccaniche del Venafrano, ma si apprese della difficoltà del collegamento accademico extraregionale in presenza dell’ateneo statale molisano. Si ebbero quindi incontri a Venafro coi vertici amministrativi del Sant’Orsola di Napoli, ma l’operazione risultò analogamente problematica più o meno per gl’identici motivi. Stessa sorte, purtroppo, per i contatti avuti con l’ateneo beneventano. Ogni volta cioè era l’esistenza di UniMol a frenare le operazioni. Il guaio però era che l’ateneo molisano per proprie scelte programmatiche guardava altrove e non a Venafro. Oggi, un buon ventennio dopo, c’è chi riparla a Venafro di Università, convinto dei vantaggi che ne ricavererebbero le nuove generazioni e l’economia dell’intero hinterland. Ed allora, senza scoraggiarsi o demotivarsi ripensando alle delusioni dei primi anni ’90, si riprenda con decisione il discorso cercando questa volta i contatti giusti per concludere in maniera positiva ogni discorso. Perché di una cosa bisogna esser certi : i giovani finalmente plaudirebbero agli “…anta”, vedendo nella presenza accademica in città effettive risorse scientifico/finanziarie future per tutti. Quale direttrice questa volta intraprendere per fare finalmente centro ? Le piste battute in passato vanno senz’altro ritentate e in contemporanea cercare soluzioni nuove, pur di arrivare alla meta tanto agognata : l’Università a Venafro! Non solo un sogno, ma finalmente una splendida realtà.