Sesto Campano // Casa di Tom, ancora polemiche

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Antonio Martone dà lezione a tutti e non si arrestano i velenidi Marco Fusco
Centro di seconda accoglienza per ragazzi nordafricani, la polemica non accenna a spegnersi, anzi. Il sindacalista Antonio Martone, cittadino di Sesto Campano, poi, arriva a dare lezioni un po’ a tutti, anche a chi, come il Quotidiano, su questo argomento, non ha fatto altro che riportare i fatti facendo parlare tutti, nessuno escluso. “ I cittadini non necessitano di “Lezioni di solidarietà” ed, anzi, simili testate giornalistiche sono capziose e, molte volte, volutamente ostili alla realtà dei fatti. “ Rigettiamo decisamente al mittente questo tentativo di tirarci nella polemica. Ricordiamo a Martone che abbiamo parlato di solidarietà in un contesto completamento diverso. Parlavamo di Sant’Agapito e della scelta fatta dal sindaco e da tutto il consiglio comunale, di spalancare le porte alla “Casa di Tom”. Progetto per il quale a Roccapipirozzi si continua a lottare per ostacolarne l’attuazione. Siamo abituati, per deontologia professionale, non certamente per gli umori di Martone, a riportare tutte le notizie, lasciando i giudici ai nostri lettori. I fatti sempre distinti dalle opinioni, questo è il nostro dovere. Il Quotidiano ha voluto mettere insieme due comunità che distano l’una dall’altra pochissimi chilometri, e che hanno avuto un approccio diverso rispetto a una iniziativa che si qualifica soprattutto per una forte ricaduta solidale. Questa è la notizia che abbiamo voluto riportare all’attenzione dell’opinione pubblica. Nel merito della chilometrica nota giunta in redazione a firma di Antonio Martone, si fa presente che le motivazioni in essa contenute, sono oramai note a tutti circa le ragioni del no al centro di seconda accoglienza nella scuola di Roccapipirozzi. Della nota riportiamo solo la parte finale: “ I cittadini si sarebbero aspettati che, dopo 40 gg. dalla convocazione del consiglio straordinario d’urgenza, l’amministrazione facesse un’ illustrazione adeguata e puntuale sulla fattibilità del progetto, invece di polemizzare in maniera così assurda e irriguardosa. Si conclude proponendo una breve risposta ad alcuni epiloghi dettati dall’amministrazione. Appare strabiliante venire a conoscenza di giudizi sulla presunta buona fede dell’uno o dell’altro consigliere. Ciò in virtù del fatto che, allo stato odierno, non vi sono giudici imparziali (e sarebbe oltremodo fuori luogo decidere di assumerne le vesti), ma solo protagonisti in azione, per tanto poco attendibili. Inoltre, la mancanza di partecipazione e di interessamento alle ragioni della popolazione, costituisce un evidente ostacolo a possibili valutazioni sulle condotte intraprese. Il consiglio di mettersi “l’anima in pace” al pari di ogni sedizioso suggerimento comando che non tenga a buon conto l’intelligenza e il rispetto dei cittadini di Sesto Campano, va rispedito al mittente con un piccolo suggerimento: “Guai ai vinti” (Vae victis), è un proclama non più attuale!”