Sesto Campano // Casa di Tom, non passa la mozione della minoranza

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Casa di seconda accoglienza per giovani nordafricani, consiglio comunale acceso ma pacato ieri sera a Sesto Campano. Alla fine la proposta dei consiglieri di opposizione, di revocare la delibera di giunta dello scorso 23 febbraio con la quale l’Amministrazione concedeva la scuola materna della frazione di Roccapipirozzi alla cooperativa “Casa di Tom” di Cassino, non è passata per un solo voto. Infatti sette consiglieri di maggioranza contro sei consiglieri dei quali due ex maggioranza, hanno respinto tutte le eccezioni presentate in consiglio dai vari esponenti dell’opposizione. L’ex Sindaco Antonio Epifanio e l’assessore provinciale Gino Taccone hanno parlato apertamente di procedure anomale, illegittime adottate dalla giunta per il progetto presentato dalla cooperativa di Cassino e fatto proprio dall’Amministrazione guidata dal primo cittadino Renata Cicerone.
Quest’ultima ha difeso la scelta della maggioranza, sottolineando il fatto che fin “dal primo momento abbiamo cercato il dialogo con il comitato, ma alla mia porta non è venuto nessuno a bussare per intavolare una discussione.” “Il paese oramai è spaccato ha detto tra l’altro l’ex sindaco Epifanio chiedo al sindaco e al vice sindaco di fare un passo indietro e di annullare la delibera di giunta e restituire ai cittadini di Roccapipirozzi la scuola per attività sociali.” Insomma le parti rimangono distanti. Il comitato, presente in massa in aula, ha ribadito la volontà di continuare ad occupare civilmente l’ingresso della scuola di Rocca ad oltranza. Ribadite tutte le ragioni del no alla casa di seconda accoglienza. “non siamo razzisti, vogliamo la solidarietà”è uno degli slogan usati dai manifestanti per ribadire la propria posizione. Sul fronte opposto altrettanto hanno fatto il sindaco Cicerone e la maggioranza per ribadire le ragioni del si argomentandole con richiami alla solidarietà, all’aspetto occupazionale tutt’altro che trascurabile come ha ribadito tra l’altro l’assessore Iannacone.Insomma, una storia quella della “Casa di Tom a Roccapipirozzi”tutt’altro che chiusa che sicuramente conoscerà altri capitoli controversi per una polemica che non accenna a spegnersi. M.F.