Il Consiglio sfiducia l’architetto Valente

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A sette consiglieri non va giù l’incarico che gli ha affidato il sindaco. La maggioranza perde pezzi
Il consiglio comunale sfiducia l’architetto Franco Valente. Con dieci voti a favore e sette contro, l’assise civica ha ritenuto non legittimo l’incarico dato dal sindaco Cotugno, per tre mesi, al noto studioso venafrano. Sull’argomento si è astenuto il presidente del consiglio Nico Palumbo mentre all’atto della votazione erano assenti i consiglieri Vincenzo Cotugno, Angelamaria Tommasone e Enzino Bianchi. La maggioranza al Comune di Venafro non esiste più: questo il dato politico che va rimarcato. E sul caso Valente, dalle opposizioni hanno tuonato: “Se il sindaco Cotugno non revoca l’incarico, porteremo le carte in procura e informeremo la Corte dei Conti”. Il primo cittadino, interpellato dal Quotidiano su questo argomento, ha detto che2 mai e poi mai revocherà l’incarico a Franco Valente. E così, di certo, assisteremo a un’altra estenuante rimbalzo di responsabilità su questa intricata vicenda relativa alla nomina di Valente all’ufficio tecnico comunale. Trovata, invece, una sorta di intesa bipartisan sulla storia dell’Ici Costruzioni che ha realizzato la rete idrica seguendo quanto previsto in progetto e che vanta un credito che oramai sfiora il milione di euro. Dopo una lunghissima discussione, con le puntualizzazioni del vice sindaco Chiara Capobianco, si è arrivati a un escamotage, atteso che anche il giudice ha detto che il Comune deve pagare. Il 50 % della somma sarà versata alla ditta dal comune entro il 2012, la rimanente quota nel 2013, prima delle prossime elezioni amministrative. Ad unanimità è passata pure la proposta di pattisti e cittanovisti sul progetto di monitoraggio delle patologie causate dall’inquinamento. Un progetto che prevede un’indagine sulle fonti delle polveri sottili e sulla diossina. La provincia coordina e il comune è ente capofila per una spesa complessiva di 40 mila euro, quasi a totale carico dell’Ente di via Berta. Coinvolti anche i comuni limitrofi. Accesa la discussione sul Consorzio Industriale e molti in aula hanno chiesto al sindaco di seguire l’esempio di Isernia e altri comuni che sono usciti dal Nucleo industriale per gli alti costi non più sostenibili. “Gli imprenditori scappano dal Consorzio di Pozzilli, è una vergogna”, ha tuonato l’ex sindaco Vincenzo Cotugno. Sorbo ha ricordato che oramai la regione Molise, ha deciso di abolire i tre consorzi e di costituirne uno solo. Si è poi passati a parlare dell’Ospedale Santissimo Rosario. Con la proposta del gruppo autonomo capeggiato da Raimondo Santilli : la richiesta, il rilancio del nosocomi venafrano. E qui è apparsa appropriata l’analisi della situazione del consigliere Enzino Bianchi, primario di ortopedia presso il Santissimo Rosario che ha messo a nudo i veri problemi che stanno dietro al nosocomio cittadino denunciando anche i tanti fannulloni che albergano in quella struttura. “ Ma sapete che io posso far chiudere l’ospedale da un momento all’altro? Ma di cosa parlate? Qui dobbiamo batterci per una sanità di qualità dove tutti fanno il proprio dovere. La collaborazione con il privato è sacrosanta se risponde a criteri di efficienza, efficacia ed economicità”. Bisogna difendere ciò che si può difendere insomma. A sette consiglieri non va giù l’incarico che gli ha affidato il sindaco. La maggioranza perde pezzi Il Consiglio sfiducia l’architetto Valente Non è un caso che si è passati dal 70 % al 38 % del 2010 di attrattiva per ricoveri extra regionali al Santissimo Rosario di Venafro. Il futuro del Santissimo Rosario è già scritto nelle carte,ha ribadito Antonio Sorbo mostrando il piano di rientro che parla di trasformazione dei piccoli ospedali, compreso quello di Venafro. E alla fine la provocazione:” Vogliono costruire un nuovo ospedale? Beh, allora lo devono costruire a Venafro e non a Monteroduni. Questa è la battaglia vera da fare in questo momento, tutto il resto è demagogia e populismo.” Sorbo dunque ha per così dire messo di nuovo il dito nella piaga.