Un commento in news: Inviato da I CITTADINI E I GIOVANI DISOCCUPATI DI SESTO CAMPANO ALTO, PIANURA, ROCCAPIPIROZZI ALTA E BASSA

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Al Sindaco del Comune di Sesto Campano
e.p.c. a tutti i membri dell’Amministrazione Comunale
Carissimi amministratori, parliamo a nome dei pochi giovani rimasti a Sesto Campano, la maggioranza disoccupati o inoccupati per motivi di studio, non abbiamo certamente bisogno di lezioni di pluralismo e multiculturalità né tantomeno di cultura dell’accoglienza, soprattutto da chi fa parte di una generazione, come la vostra, responsabile di aver messo in ginocchio il nostro Paese attraverso la sistematica cultura del clientelismo, dell’opportunismo politico, dell’apartheid sociale, culturale e soprattutto politica, che in tanti momenti della storia recente del nostro Paese è sfociata addirittura in gravi fenomeni di intolleranza politica e sociale, come gli anni bui del terrorismo purtroppo ci ricordano. Noi il progetto della comunità alloggio non lo abbiamo mai osteggiato, anzi riteniamo l’iniziativa nobile, foriera di spunti interessanti per mettere in campo futuri progetti di integrazione sociale che diano linfa e vigore alla nostra piccola comunità, ormai in estinzione.
Quello che ci chiediamo, che Sesto Campano vi chiede, è di agire nel rispetto delle regole sulla trasparenza, sulla concorrenza in modo tale che un progetto come la comunità alloggio trovi il giusto consenso da parte di tutta la cittadinanza, soprattutto da parte dei tanti giovani demotivati che vivono in paese e che potrebbero vedere in quest’iniziativa un’opportunità lavorativa e di accrescimento sociale e culturale.
Purtroppo la realtà dei fatti vi scomunica in questo, e noi che vi osserviamo e fra tre anni vi giudicheremo, dobbiamo constatare che la gestione della cosa pubblica, negli ultimi due anni e avvenuta in maniera troppo spesso non trasparente, accontentando quasi sempre la vostra parte politica, nel segno e nella continuità del vecchio modo di amministrare, che troppe volte abbiamo conosciuto in paese. Se poi a tutto questo aggiungiamo il fatto che confondete il dissenso per oltraggio, quasi minacciando azioni giudiziarie verso chi la pensa diversamente da voi e democraticamente esprime la propria opinione, allora fate capire che in paese i veri intolleranti siete voi! Siete voi quelli abituati a vincere facile, reprimendo il dissenso con la minaccia dell’azione giudiziaria, confondendo le opinioni per calunnie e dimenticando che siamo ancora, per nostra fortuna in uno Stato di Diritto, dove vige la libertà di pensiero prima che di parola e dove i cittadini possono riunirsi liberamente e senz’armi e per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica. ( art. 17 della nostra Amata Costituzione della Repubblica Italiana). Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure ( art. 21 della nostra Amata Costituzione).
Vi battete per una comunità alloggio nel nostro comune professando multiculturalismo ed accoglienza e poi volete reprimere il dissenso pensando di amministrare il comune come se fosse casa vostra? Dove nessuno deve fiatare o mettere bocca?
Vi siete chiesti come mai non avete ottenuto il consenso per un progetto nobile e giusto?
Non pensate ogni tanto di fare mea culpa prima di giudicare intollerante la vostra gente?
Ora avete l’opportunità di riscattarvi mostrandovi aperti, leali e trasparenti e dando a noi tutti una lezione morale, facendo di un progetto sociale un punto di partenza per nuove iniziative di crescita e d accoglienza all’interno della nostra comunità. Noi giovani vi stiamo guardando, crediamo che la riuscita dell’iniziava sociale messa in campo, passi INEVITABILMENTE, attraverso la selezione di personale qualificato scelto con criteri meritocratici, lontani dalle sempre conosciute logiche clientelari, che in questo paese hanno fatto terra bruciata, desertificandolo delle intelligenze migliori e condannandolo inesorabilmente ad un vergognoso oblìo. I gestori della comunità alloggio hanno tutto l’interesse, in qualità di privati, a selezionare il migliore personale, in grado di gestire in maniera efficace la vita della comunità alloggio. A loro interessa la riuscita del progetto, e per far questo hanno espressamente chiesto all’amministrazione di inserire persone di Sesto all’interno della comunità, cercando di coinvolgere soprattutto giovani preparati e motivati all’interno del progetto. Da quel giorno in tutto il paese circolano i nomi delle persone che verranno coinvolte nel progetto, sono tutte persone di Sesto che noi conosciamo benissimo e che certamente non sono state inserite per espressa volontà dei gestori della comunità alloggio, che fino all’altro ieri non sapevano nemmeno dell’esistenza del nostro piccolo paese. Vi sembra un bello spettacolo quello a cui stiamo assistendo? Con il balletto dei nomi che ogni giorno dobbiamo sorbirci appena mettiamo il naso fuori? Vi sembra utile e giusto che si operi in questo modo all’interno della nostra comunità? Vi sembra giusto nei confronti di chi ha studiato una vita per diventare educatore professionista, sentirsi dire che non c’è spazio perché deve essere sistemato Tizio o Caio solo perché è un vostro amico o parente? Durante la campagna elettorale vi siete eretti a paladini della moralità e delle ingiustizie e ora che siete voi ad Amministrarci fate peggio degli altri?
Riflettete cari amministratori e chiedetevi come mai siete l’unico comune nella storia d’Italia a non creare consenso con un progetto così nobile e bello! La gestione del consenso è una nobile arte che forse non vi appartiene, perchè la bramosia di voler trasformare tutto in un affare privato vi trasmette intolleranza verso coloro che dissentono non perché razzisti o xenofobi ma semplicemente perché cittadini e non sudditi di un regno finito 150 anni fa!
“La supremazia di una classe o di un gruppo sociale non si manifesta esclusivamente come dominio. In una situazione in cui la classe dominante possiede solo la pura forza coercitiva, si verifica una crisi di autorità….una fase di crisi al buio, nella quale il vecchio muore e il nuovo non può nascere”. (A. GRAMSCI).