Dr. Termini Imerese, ennesima fumata nera

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ROMA. Clima sempre più infuocato attorno alla trattativa che vuole portare la Dr Motor a rilevare l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. Ieri, l’ennesima riunione al ministero dello Sviluppo economico si è conclusa con un rinvio al 3 maggio prossimo. Intorno al tavolo delle trattative, sindacati, Dr, rappresentanti del ministero e l’advisor Invitalia. Ma il tavolo romano ha registrato un’assenza eccellente, quella della Regione Siciliana: “È un fatto grave. Non era accaduto prima, vorremmo capirne le ragioni”, ha detto Roberto Mastrosimone, segretario provinciale della Fiom. Ma a gettare benzina sul fuoco sono state soprattutto le parole di Maurizio Zipponi. Il responsabile lavoro e welfare dell’Italia dei Valori, in una nota, è tornato all’attacco. “A Termini c’è un problema: la credibilità di Sviluppo Italia nello scegliere il partner industriale, vale a dire la Dr Motors di Massimo Di Risio. L’Idv – spiega Zipponi – ha denunciato, sin dal primo momento, la scarsa capacità imprenditoriale di Di Risio e il pericolo che questi utilizzasse Termini per arrivare ai finanziamenti pubblici in modo da coprire i propri problemi con le banche. Chiediamo, quindi, al governo di rispondere su Termini Imerese, chiarendo, una volta per tutte, se siamo in presenza di un’operazione industriale credibile oppure se si tratti dell’ennesimo faccendiere che approfitta dei lavoratori e di un intero territorio per avere denaro pubblico”. A rincarare la dose, Savino Caputo, presidente della commissione Attività produttive dell’Assemblea regionale siciliana. “Sono trascorsi quasi quattro mesi dalla sottoscrizione dell’accordo di programma – attacca – e ancora non c’è una data certa sui tempi per l’insediamento di Dr”.
L’ a g g iornamento del tavolo romano per lui è “la conferma” che l’azienda molisana “non è in condizioni di potere dare garanzie di investimenti e di avvio delle produzioni”. Parole di fuoco, tamponate a mala pena dalle dichiarazioni rese all’agenzia parlamentare da Gianluca Ficco, funzionario Uilm nazionale: “Entro 3-4 settimane – ha detto Ficco – Invitalia confida di concludere la verifica degli aspetti finanziari propedeutici all’avvio del piano di reindustrializzazione dello stabilimento; a quel punto dovrebbe essere siglato il contratto di sviluppo e finalmente avviati gli investimenti da parte di Dr”.
fonte : www.ilnuovomolise.it