Prendere o lasciare la poltrona di consigliere….una rivoluzionaria proposta per rilanciare tutto il SS. Rosario..presentata stamattina dai cinque disandriani…

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E’ una proposta di delibera per salvare il SS. Rosario. Ben oltre Ortopedia. Con il Pronto Soccorso e la Rianimazione da riattivare subito. A presentarla in Comune stamattina ( per il voto di domani in Consiglio) i quattro disandriani ( Raimondo Santilli, Luigi Viscione, Marco Valvona,  Sergio Petrecca) più Benedetto Iannacone.

Tutti e cinque la considerano dirompente. E soprattutto impegnativa. Perché in caso venga respinta dalla Regione minaccia le contestuali dimissioni da consigliere comunale. E soprattutto può avere come punto di riferimento e d’ascolto privilegiato quel Filoteo Di Sandro, che è assessore alla Sanità regionale. Un’azione sinergica e forte per salvare l’ospedale cittadino? La parola passa domani al Consiglio comunale.
BOX. Ed ecco la proposta firmata dai cinque “ disandriani”.
Proposta di delibera di consiglio
I sottoscritti consiglieri comunali,
ATTESO CHE:
–         allo stato attuale la Struttura Commissariale e gli organi Regionali competenti stanno esaminando  il Progetto di Piano Sanitario Regionale per la successiva approvazione prevista per il prossimo 15 aprile;
–         il Piano Sanitario rappresenta un documento strategico che detta la programmazione sanitaria regionale per il prossimo triennio e incide sulla riorganizzazione della rete ospedaliera pubblica regionale,  rideterminando la dotazione complessiva dei posti letto presso le diverse strutture pubbliche, rischiando in tal modo di compromettere la funzionalità dell’ Ospedale di Venafro  con le gravi ed immaginabili ripercussioni per i cittadini ed in particolare per le fasce più deboli della popolazione (anziani, disabili) che vedrebbero  diminuire considerevolmente la propria garanzia di salute e tutela che il servizio pubblico è tenuto ad offrire;
CONSIDERATO che al servizio sanitario pubblico deve essere riconosciuto un  ruolo fondamentale per la garanzia del diritto alla salute dei cittadini quale diritto costituzionale, ne consegue  che le strutture ospedaliere pubbliche,  ed in particolare quella nostra di Venafro, deve assicurare idonee prestazioni ai cittadini. In tale contesto  l’Ospedale SS. Rosario di Venafro rappresenta un centro di particolare importanza,  che ha sempre assicurato  prestazioni sanitarie di elevata qualità  ad un bacino di utenza molto ampio arricchito dai  numerosi cittadini delle regioni limitrofe che si rivolgono al Presidio Ospedaliero come struttura di confine, la qual cosa ha fatto sì che l’ ospedale venafrano fosse l’unica struttura pubblica regionale ad avere un flusso attivo ( addirittura alcuni anni orsono fu classificata al terzo posto in Italia nella speciale graduatoria degli ospedali che hanno una percentuale di pazienti fuori regione superiore a quella dei residenti );
ATTESO che gli interventi attuati dalla Regione Molise e dalla struttura Commissariale per l’applicazione del Piano di Rientro  hanno previsto una revisione della rete ospedaliera, che ha fortemente inciso  sulla  garanzia dell’erogazione dei LEA nel territorio relativo al bacino di utenza,  accentrando i servizi e il trattamento di alcune discipline, come quella chirurgica, presso gli ospedali maggiori e che ha visto già fortemente ridimensionato l’ Ospedale di Venafro;
RILEVATO in particolare che il Decreto del Commissario ad Acta n. 80 del 26 settembre 2011,  prevede per il SS.Rosario il mantenimento almeno delle prestazioni sanitarie essenziali  , ovvero il Punto di Primo Soccorso, la Lungodegenza, la Riabilitazione, la Terapia Intensiva e la Medicina Generale, prevedendo di fatto lo spostamento dell’Ortopedia presso il P.O. di Isernia;
RAVVISATA la necessità di assicurare, all’interno del PO di Venafro,  un percorso assistenziale per ogni cittadino, che vada dalla necessaria stabilizzazione (rispetto alla fase di emergenza) alla cura in loco o al trasferimento verso altre strutture appropriate, è evidente che tali garanzie minime assistenziali possono essere assicurate solo qualora  l’ospedale venisse dotato anche degli idonei sevizi (Radiologia, Laboratorio analisi, Anestesia e Rianimazione , Dialisi)  e degli organici necessari, in modo che la struttura sia funzionante e risponda veramente ai bisogni sanitari dei cittadini;
VISTA la imminente e inprocrastinabile scadenza  per l’approvazione del Piano Sanitario Regionale 2012/2014 prevista per il 15 Aprile p.v;
Si chiede
1) Al Commissario ad Acta,  ai Sub Commissari, all’Assessore alla Sanità ed al Presidente della IV Commissione consiliare,  di intervenire per salvaguardare l’operatività e la efficiente funzionalità del Presidio Ospedaliero del SS. Rosario di Venafro garantendo la permanenza delle discipline di Medicina Generale, Lungodegenza, Riabilitazione, Ortopedia e Traumatologia e Terapia intensiva oltre al Punto di Primo Soccorso con posti letto di Osservazione Breve , nonché la già programmata RSA. Rimane altresì, la necessità di assicurare  il mantenimento dei servizi di Radiologia, Laboratorio Analisi, Anestesia e Rianimazione e Dialisi)
2) di inviare ai sopraindicati soggetti la presente mozione;
3) di impegnare tutto il Consiglio comunale  ad intraprendere ogni azione politico-amministrativa , in caso di diniego o inerzia  degli organi competenti  rispetto alla presente richiesta, giungendo in estrema ratio alle dimissioni da consigliere comunale e ad azioni eclatanti quale l’indizione di un referendum cittadino con la richiesta di distacco della Città di Venafro dalla Regione Molise.
I consiglieri proponenti
Raimondo Santilli
Benedetto Iannacone
Marco Valvona
Sergio Petrecca
Luigi Viscionemolise24