Isernia // Conferenza stampa dei contestatori Revocata per motivi di ordine pubblico

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Conferenza stampa dei contestatori Revocata per motivi di ordine pubblicoLa conferenza stampa indetta per ieri dal segretario della UilBac, Emilio Izzo, dal segretario regionale del Pcl, Tiziano Di Clemente e dal coordinatore dell’Arci, Celeste Caranci, per esprimere la loro contrarietà all’auditorium non si è svolta. Infatti, la Questura di Isernia non ha autorizzato, per motivi di ordine e sicurezza pubblica, la manifestazione che si sarebbe dovuta tenere davanti alla struttura disponendo, al contempo, di farla svolgere di fronte al piazzale del tribunale. La decisione è stata contestata dal coordinatore regionale del Pcl, Tiziano Di Clemente. “Relegata innanzi al tribunale di Isernia, in pratica – ha spiegato Di Clemente avrebbe visto vanificati ogni efficacia espressiva pubblica. Si intendevano, invero, solo esporre e ribadire le proprie ragioni in merito allo ‘scandalo auditorium’ assurto alla ribalta nazionale: quella delle ingenti risorse distratte dalle reali esigenze sociali e culturali prioritarie della nostra terra nel mentre si impongono sacrifici disumani alle classi popolari; della cementificazione selvaggia ulteriormente abbattutasi sulla città di Isernia su uno spazio sportivo che poteva essere riqualificato a zona verde, anche sportiva, peraltro conservando il luogo alla memoria delle vittime del bombardamento del X settembre 1943 cui era dedicata; denunciando la violazione degli elementari standard urbanistici e di vivibilità travolti dalla legge del profitto di pochi speculatori, il carattere spropositato di una mega opera di cemento, per una realtà come quella di Isernia o molisana. Sino alla presenza – ha aggiunto Di Clemente della famosa ‘cricca’ borghese intervenuta nella spartizione del bottino nazionale legata ai ‘grandi eventi’ del 150° anniversario, come riconfermato anche dalla recente intervista di Piscicelli, che rivela l’appalto truccato proprio rispetto all’auditorium di Isernia, per finire alla scandalosa ‘bigliettopoli’ emersa proprio in occasione dell’inaugurazione de qua. Volevamo rivendicare, nondimeno, ha concluso una gestione pubblica e democraticamente controllata della struttura, semmai sarà terminata o per la parte che lo fosse, nell’interesse di un reale e libero sviluppo delle attività culturali nella realtà cittadina e regionale”.
FONTE: QUOTIDIANOMOLISE.IT