Rete idrica, Comune inadempiente

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Il Municipio dovrà reperire risorse per coprire quasi un milioni di euro ‘Parla’ una lettera del Ministero delle InfrastruttureIl Comune di Venafro dovrà trovare risorse proprie per coprire quasi un milione di euro (700 mila euro di lavori, più interessi e rivalutazioni) per l’appalto della rete idrica. Lavori eseguiti dall’impresa Ici di Venafro e collaudati regolarmente. Perché il comune deve pagare questo debito?
E’ presto detto. Si capisce dal tono di una lettera giunta dal Ministero delle Infrastrutture nel lontano 2007 al protocollo dell’Ente. Per capire questa intricata vicenda occorre fare la cronistoria di un finanziamento recuperato per il rotto della cuffia dall’ex Assessore ai lavori pubblici (all’epoca dei fatti ndr) Benedetto Iannacone. Ma andiamo per ordine. Siamo sotto il governo Vincenzo Cotugno (2006). C’è il grosso problema legato alla Neptun, la società privata che gestisce il servizio integrato delle acque per decisione dell’ex sindaco Bianchi (vice sindaco l’attuale sindaco Nicandro Cotugno) che vorrebbe per cosi dire l’esclusiva su tutti gli interventi da fare sulla rete idrica, insomma una sorta di trattativa privata su ogni singolo appalto La Neptun entra in contenzioso con il Comune per via degli appalti giacenti riguardante la rete idrica cittadina. C’è un finanziamento di oltre 2 milioni di euro che rischia di ritornare indietro. Ad occuparsi di questa vicenda l’ex Assessore Benedetto Iannacone che, dopo varie peripezie, scontri non solo verbali con i vertici della società, riesce a far scindere il contratto con la Neptun e ad appaltare i lavori regolarmente. Ad aggiudicarsi i lavori l’Ici di Venafro. Tutto procede regolarmente ma qui si apre un nuovo capitolo. Roma sostanzialmente avverte che i lavori devono, perentoriamente, terminare entro il 31 dicembre 2008 e per la rendicontazione finale la scadenza era 30 giugno 2009. La ditta si impegnò a terminare i lavori entro i tempi come da capitolato. L’ICI insomma ha rispettato le scadenze senza chiedere proroghe di sorta. Il tratto realizzato è regolarmente allacciato sulla conduttura generale. Un’opera pubblica a servizio della comunità. Le gravissime responsabilità amministrative e politiche sono sulla data del 30 giugno 2009. Cosa vuol dire: Il Ministero aveva bisogno di tutte le carte dal comune per rendicontare i lavori presso la Comunità Europea (i fondi erano europei). Il comune, interpretando male la comunicazione ministeriale avrebbe inviato in ritardo il carteggio pensando addirittura di essere abilitato alla rendicontazione.
Amministratori e struttura interna del comune potrebbero pagare pesantemente questa clamorosa mancanza. Il Ministero, più volte sollecitato, ha fatto capire chiaramente che quei fondi non ci sono più e lo avrebbe anche scritto in un apposito decreto che sarebbe stato impugnato dall’Amministrazione Cotugno. L’azione intrapresa dal primo cittadino è stata definita dagli addetti ai lavori inutile e potrebbe rivelarsi ancora più dannosa per le casse comunali. La Corte dei Conti potrebbe a breve interessarsi di questa vicenda, e appurare le responsabilità amministrative. Un ex amministratore del comune di Venafro non ha dubbi:” Il comune deve pagare e basta. L’opera è stata realizzata e c’è stato l’arricchimento per il comune, il problema reale, vero è che gli attuali amministratori, sindaco in primis hanno paura a riconoscere il debito fuori bilancio perché scatterebbe, quasi d’ufficio, il dissesto finanziario dell’Ente con conseguenze drammatiche per noi cittadini e risvolti politici clamorosi perché tanti amministratori e assessori potrebbero essere dichiarati ineleggibili per via, appunto, del dissesto”. Ricordiamo che parliamo di un buco di quasi un milione di euro per via degli interessi che stanno maturando giorno dopo giorno. Con l’azienda costretta a mandare a casa i lavoratori, con buona pace di tutti. Una vicenda che potrebbe finire in tribunale con il risultato certo di vedere soccombere il Comune di Venafro, con conseguenze veramente devastanti per le casse dell’Ente. Amministratori e dirigenti potrebbero finire sotto inchiesta per danno erariale. Decisivi saranno i provvedimenti che su questo argomento verranno presi e deliberati nel consiglio comunale programmato per il prossimo 3 aprile.