Assemblea Pubblica sul tema del dimensionamento scolastico

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Ieri sera abbiamo tenuto l’assemblea pubblica sul tema del dimensionamento scolastico. Hanno partecipato poco più di una trentina di persone, in gran parte operatori della scuola, nonostante avessimo fatto un’opera di informazione mettendo le locandine e facendo volantinaggio presso i tre plessi scolastici interessati: l’istituto “Pilla” di via Colonia Giulia, Camelot e il “Don Giulio Testa”. Era presente anche il preside Visocchi mentre il preside dell’ISISS “Giordano”, Capone, mi ha telefonato per dirmi che per impegni non poteva essere presente ma che gli avrebbe fatto piacere partecipare. A sorpresa ha partecipato anche il segretario regionale della FLC Cgil del Molise, Sergio Sorella. Angela Falkheart Angelillo nella introduzione ha spiegato bene e sinteticamente perché una forza politica come la nostra si interessa di questi argomenti. Io ho fornito le notizie ricostruendo come sono andate le cose fino alla ormai famosa riunione della conferenza dei sindaci nella quale sono riuscito a sventare lo “scippo” ai danni di Venafro di entrambe le dirigenze e, quindi, delle autonomie scolastiche. Pasquale Roccia della Flc Cgil ha illustrato bene la condivisibile posizione del sindacato su questo tema: la Regione Molise deve chiedere al governo di rivedere i parametri per il dimensionamento scolastico perché la Regione Molise non può essere trattata allo stesso modo della Lombardia, altrimenti, con i criteri vigenti e che si intendono introdurre, per la scuola molisana sarebbe davvero difficile sopravvivere come sistema di istruzione valido ed efficiente. E comunque i rappresentanti della Cgil hanno evidenziato che, sul dimensionamento scolastico, in provincia di Isernia è stato fatto un “pasticcio” e che, per evitare che le decisioni avvengano per ragioni campanlistiche e senza tener conto delle reali esigenze della scuola e del territorio, serve una legge regionale di riferimento per la quale bisogna spingere. Sergio Sorella ha ribadito l’impegno della Flc Cgil regionale su questi temi e in particolare per una modifica del piano di dimensionamento, qualora non dovesse essere accolta la richiesta del sindacato di “congelamento”, affinché si scongiurino le assurde situazioni verificatesi in questa vicenda. Io ho poi posto l’accento su una questione: dobbiamo chiedere la modifica del piano – che non andrà in vigore nell’anno scolastico 2012-2013 ma in quello successivo – che si potrà fare all’interno della conferenza dei sindaci entro il 31 dicembre 2012. In questo senso serve che i dirigenti, gli operatori della scuola, i genitori si siedano intorno ad un tavolo e trovino la soluzione migliore, sul piano operativo, gestionale e di organizzazione didattica, per garantire non solo la sopravvivenza delle due autonomie. I numeri ci sono: la norma oggi consente nei comuni non montani (in provincia di Isernia gli unici due comuni dichiarati non montani dalla Regione sono Venafro e Pozzilli, Isernia invece è “montano”) di mantenere l’autonomia e quindi la dirigenza solo per istituti con un numero di alunni superiore a 600. Oggi tra Venafro e Sesto Campano (che può essere accorpato solo a Venafro per ragioni “geografiche” in quanto è l’unico comune confinante della provincia) ci sono 1.322 alunni (per la verità dovrebbe essercene qualcuno in più) che garantiscono tranquillamente la formazione di due istituti comprensivi con circa 660 alunni a testa. Nei comuni montani, invece, per avere un istituto comprensivo e quindi un’autonomia bastano 400 alunni (Isernia ne ha quattro). Questa è la sfida da raccogliere subito perché il tempo stringe e il 31 dicembre arriva presto. Ho anche fatto presente che tale “distribuzione” deve essere fatta garantendo ad entrambi gli istituti una “continuità” su Venafro città, vale a dire la presenza di classi a Venafro sia della scuola dell’infanzia, sia della primaria (elementari) sia della secondaria di primo grado (media) per creare le condizioni di una sopravvivenza e della creazione di un bacino di alunni che alimenti tutti e tre gli ordini di istruzione. Per riorganizzare la situazione a Venafro è necessario partire dalle strutture che ci sono e che si intendono realizzare. Io immagino due “poli”, uno da realizzare in via Majella, sul sito dell’attuale scuola media “Pilla” (chiusa per inagibilità) e uno in via Machiavelli, dove sta attualmente il “Don Giulio Testa” che “assorbirebbe” anche l’area di Camelot. Ceppagna dovrebbe chiudere (non perché lo dico io ma perché, con le nuove norme, sarà difficile garantirne l’apertura per mancanza di personale e per problemi di organizzazione). Bisogna ricostruire la materna in via Acquedotto che potrebbe ospitare una decina di classi (e magari prevedere lì anche l’asilo nido). A quel punto – e solo a quel punto – si potrebbe rivedere l’utilizzo e la destinazione della attuale scuola di via Colonia Giulia. COme vedete il problema dell’edilizia scolastica è direttamente collegato a quello del dimensionamento. Noi spingeremo perché si realizzi la nuova scuola in via Majella e un primo risultato lo abbiamo già ottenuto con la mozione approvata all’unanimità nell’ultimo consiglio comunale che sposta 2 milioni e mezzo di euro da Camelot a via Majella. Ma non mi risulta che l’Amministrazione abbia attivato gli uffici comunali per avviare la procedura. La prossima settimana chiederò, spero insieme agli altri gruppi di opposizione, una seduta monotematica “aperta” del Consiglio comunale per discutere di questi temi. Faremo naturalmente altri incontri, coinvolgendo anche l’Amministrazione comunale, per formulare una proposta. Io mi farò promotore di un “tavolo tecnico” in questo senso. La serata è comunque servita ad avere tante informazioni su un tema spesso sottovalutato.
Infine voglio ringraziare le uniche due testate giornalistiche presenti: Telemolise e il sito web Molise24.it. Tutti gli altri erano assenti ingiustificati. Ma è normale. E in uno dei prossimi post vi spiegherò perchè. Intanto voglio dire che ho messo a disposizione di chiunque tutta la documentazione su tale questione di competenza della Provincia.
Chi leggerà gli atti potrà farsi un’idea di cosa è accaduto, di chi ha fatto cosa e di come sono andate veramente le cose. Se qualcuno di questo gruppo è interessato a ricevere la documentazione può mandarmi un messaggio privato qui su fcb con il suo indirizzo di posta elettronica ed io provvederò ad inviare tali documenti.
Per ora è tutto…
Fonte: Facebook group proviamo a cambiare a Venafro