Casa Famiglia, non si trova la quadra E la palla passa al Prefetto

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Il piccolo centro di Roccapipirozzi, frazione di Sesto Campano continua la sua protesta contro l’apertura della casa famiglia per giovani nordafricani. Rimangono distanti le posizioni tra il comitato e l’Amministrazione comunale. Rimane veramente assordante il silenzio della chiesa locale. Nei giorni scorsi del problema è stato investito pure il prefetto di Isernia che si è visto recapitare una petizione popolare firmata da oltre 500 persone del posto. Il comitato ribadisce in una nota la sua posizione. “La cooperativa “La casa di Tom” scrivono dal comitato , che per il progetto presentato accoglierebbe nella comunità alloggio di Sesto Campano venti minori dai 15 ai 18 anni, nonostante i proclami di essere disposta ad andare via dalla struttura pubblica di Roccapipirozzi, non appare aver iniziato alcun tipo di ricerca di altra sistemazione in edifici privati.
Il Comitato civico di Roccapipirozzi invita gli Amministratori della cooperativa sociale la Casa di Tom ad un incontro pubblico ove potranno essere esposti da entrambe le parti sia chiarimenti sul progetto ed il suo posizionamento, sia i reali motivi del dissenso della cittadinanza. Intanto consigliamo alla cooperativa La casa Di Tom a procurarsi (eventualmente acquistandoli) arredi e componenti adeguati al valore dell’ iniziativa di alto valore sociale da loro promossa, viste le pessime e fatiscenti condizioni di quelli già introdotti nell’edificio e ben visibili dall’esterno.
Il centro di accoglienza per minori extracomunitari, la cui valenza sociale è indiscussa, pensato secondo i cittadini tutti dal sindaco Cicerone, dal vicesindaco Macario e dall’assessore Iannarelli come spot pubblicitario e sicuro catalizzatore economico per la cittadina sestolese, si sta ritorcendo piano piano, come un boomerang, contro l’Amministrazione tutta per il dissenso popolare scatenato.
Gli abitanti di Roccapipirozzi che partecipano alla protesta si sentono feriti ed umiliati per come si sono svolti i fatti legati alla vicenda, che a loro avviso, potrebbe privarli, qualora l’amministrazione con la dovuta ragionevolezza, non receda dal locare il plesso scolastico, unica struttura disponibile per la collettività roccolana ed utilizzabile come centro di aggregazione sociale, culturale e ricreativo di una realtà territoriale già altamente dispersiva per aggregato urbano. Il comitato civico è certo che i cittadini di Roccapipirozzi proseguiranno uniti come mai la protesta in modo civile, democratico e moderato, senza cadere in alcun tipo di provocazione, con la consapevolezza di voler partecipare fattivamente alle decisioni che coinvolgono il bene pubblico.
La gente comune, i cittadini tutti hanno il dovere di partecipare alle decisioni che riguardano il loro futuro e quello dei propri figli, ed il diritto di avere da chi gli amministra la giusta e sacrosanta considerazione.” M.F