Rete idrica, un debito di 700mila euro

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Dopo 4 anni ancora non viene pagata l’azienda che si è occupata della sua realizzazione
Una storia che sa dell’incredibile. Un’impresa di Venafro realizza una nuova linea della rete idrica cittadina e dopo 4 anni ancora non riesce ad incassare la somma dovuta, circa 700 mila euro. “Mi incatenerò alla porta del Comune e resterò lì fino a quando l’Amministrazione comunale non provvederà a pagare il dovuto alla mia azienda” Questa la clamorosa protesta che vuole mettere in atto Aniello Patriciello, amministratore unico della ditta Ici che ha eseguito i lavori, per nome e per conto del Comune di Venafro.
Una forma di protesta per vedere tutelati i propri diritti e per tentare di recuperare il credito di oltre 700mila euro vantato nei confronti dell’amministrazione comunale. L’azione è quella di incatenarsi alle porte del Comune fin quando l’Ente non pagherà quanto dovuto alla sua azienda. Una vicenda che nasce oltre 4 anni fa, quando cioè, dopo l’aggiudicarsi una regolare gara di appalto, l’azienda di costruzioni industriali lavora alacremente per realizzare la nuova rete idrica cittadina. Opera realizzata, collaudata e messa in funzione nel giro di pochi mesi.
Decine di lavoratori impegnati per raggiungere l’obiettivo e gli imprenditori costretti a sobbarcarsi tutti i costi che un lavoro da un milione di euro può avere, da quelli burocratici, fino agli stipendi, e ai materiali di realizzazione dell’opera.
Nel giro di quasi un anno il Comune di Venafro ha predisposto i 4 mandati di pagamento per l’azienda, ma dopo aver inviato un bonifico di meno del 30% del totale, più nulla e da allora la Ici attende. Attende che dopo il riconoscimento anche giuridico del debito, il comune si attivi per pagare. Attende che il Prefetto di Isernia, come promesso nel corso di un incontro alcuni giorni fa, si occupi al più presto della questione che sta rischiando di mettere sul lastrico la Ici e che rischia di far perdere il lavoro a tante persone.
Ebbene Aniello Patriciello, amministratore unico della Ici, ha affermato di volersi incatenare alle porte del comune per protesta, come tentativo unico di vedere tutelati i propri diritti, visto che l’ente ha addirittura provveduto a far sparire il debito dal proprio bilancio. E non è detto che questa operazione di dubbia legalità non porti al riconoscimento del danno erariale a carico di ognuno dei componenti l’ex giunta comunale, facendo cacciare di tasca propria un debito che potrebbe portare al dissesto finanziario il Comune.
Anche perché, secondo fonti autorevoli, dal Ministero avrebbero fatto sapere che le responsabilità sarebbero tutte del Comune di Venafro che non avrebbe ottemperato alla trasmissione di tutta la documentazione per poter liquidare la seconda tranche del finanziamento. Infatti una prima tranche di circa 300 mila euro fu regolarmente liquidata, in presenza della documentazione richiesta. Gravissima negligenza dunque da parte del comune, gravi mancanze che avrebbero causato la cancellazione del finanziamento dal Ministero delle Infrastrutture.
Chi pagherà per tutto questo? Intanto alcuni consiglieri interrogheranno il sindaco e porteranno l’argomento al prossimo consiglio comunale. Una brutta storia dunque che depone veramente male per l’immagine della città e di chi la governa a Palazzo Cimorelli.