Annullato l'arresto di Perna: per il Riesame non doveva finire in carcere

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Tonino Perna non andava arrestato.
Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Campobasso che ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Isernia su richiesta della Procura. Il patron di It Holding, fondatore e presidente fino a due anni fa della Ittierre di Pettoranello, ha trascorso due settimane in una cella del carcere di Isernia. Erafinito in manette il 9 gennaio scorso nell’ambito di una inchiesta sul fallimento di It Holding e su un “buco” di oltre 60 milioni di euro. Per lui l’accusa di bancarotta e l’arresto nella sua casa di Isernia con la notizia che fa in giro del mondo. Perna ha lasciato il carcere ed è tornato nella sua casa. Il suo legale, Marco Franco, sin dall’inizio aveva sostenuto che non c’erano i presupposti per l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare in quanto Perna, che da oltre due anni ha lasciato le cariche nel gruppo uscendone completamente, non poteva né inquinare le prove e nemmeno reiterare il reato. Per i giudici non sussiste infine il pericolo di fuga. L’avvocato si è detto pienamente soddisfatto del pronunciamento dei giudici del Riesame dichiarandosi convinto di poter dimostrare che non c’è stata alcuna bancarotta e che le operazioni, che vengono contestate a Perna, sono state pienamente legittime sotto ogni profilo. Le tesi difensive sono state accolte dai tre giudici del Riesame e rappresentano un colpo pesante all’istruttoria della Procura di Isernia che invece riteneva gli elementi raccolti a carico di Perna sufficienti per l’adozione della misura cautelare. Il capo della Procura, Paolo Albano, attende di conoscere le motivazioni del pronunciamento del Riesame prima di decidere se ricorrere o meno in Cassazione. Nel provvedimento cautelare a carico di Perna c’era anche il sequestro di beni di sua proprietà o a lui riconducibili per circa 20 milioni di euro.
Altromolise