“Scuole, la maggioranza deve cambiare registro”

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Intervista all’ex sindaco Vincenzo Cotugno sulle scelte dell’amministrazione in tema di edilizia scolastica: “Si rischia di chiudere prima della fine dei lavori”
Il 2012 sarà l’anno della nuova scuola, più volte sbandierata ai quattro venti dall’Amministrazione in carica? E ancora. Il sito e il progetto, sono stati scelti in funzione delle reali esigenze della popolazione studentesca venafrana? Si cercherà di utilizzare al meglio i circa 3 milioni di euro assegnati al Comune di Venafro dalla regione Molise? Il sindaco Nicandro Cotugno avrà l’accortezza di aprire un tavolo di confronto con chi rappresenta a Venafro il mondo della scuola, le minoranze consiliari e i sindacati? Domande che per il momento rimangono senza risposte. Oggi su tutto questo il Quotidiano apre un dibattito, cercando di favorire il confronto. A parlare è l’ex sindaco della città Vincenzo Cotugno, che nell’ultima seduta del consiglio comunale ha tentato di far ragionare la maggioranza su questi temi che stanno a cuore all’intera cittadinanza. Consigliere, allora, cosa suc c ede a Venaf ro sul l e scuole? “…emergenza”, “…emotività dei genitori”, “…classic a b u c c i a d i b a n a n a ” , “….siamo stati fortunati”, “non ci è mancato proprio nulla,” sono le espressioni che da qualche tempo, troppo tempo, circolano e con le quali, molte persone, soprattutto quelle che dovrebbero soprintendere a questo delicato settore, cercano di minimizzare e giustificare tutta una serie di “inadempienze” e “leggerezze” che si sono perpetrate negli ultimi anni. Oggi, tali affermazioni, non sono più accettabili come espressioni populistiche ma prendono la forma di ammissione di responsabilità. La cattiva gestione, o nongestione, dell’edilizia scolastica a Venafro è fotografata: dalla situazione della Leopoldo Pilla di via Maiella, chiusa già nel 2009, e dall’apertura della scuola di via Colonia Giulia “ … il fiore all’occhiello in tema di sicurezza..” che al di là dell’episodio del crollo, è stata aperta per oltre un mese e mezzo senza alcune delle necessarie certificazioni che ne garantissero l’utilizzo. Quando lei era sindaco a r r i v a ro n o 3 mi l i o n i d i euro per il polo scolastico. L’ a t t u a l e ma g g i o r a n z a pare che si sia incartata su questo finanziamento, recuperato per il rotto della c u f f i a p ro p r i o n e i me s i scorsi. Il neo Ministro all’Istruzione ha parlato di nuovi fondi in arrivo per la sicurezza degli edifici scolastici. Quali azioni mettere in campo in questo momento per evitare di costruire nuove cattedrali nel deserto? “ E’ di qualche giorno fa la notizia che il Ministro Profumo, a seguito dell’anagrafe sull’edilizia scolastica che sarà pubblicata nei prossimi giorni sul sito del MIUR, ha annunciato che è stato stanziato un miliardo di Euro per il progetto di risanamento delle strutture scolastiche inserito nel Piano di Azione per il SUD. Ciò premesso, in un periodo di grande crisi come quello attuale, investire nell’edilizia scolastica, in cui il 36% dei fabbricati necessita di interventi urgenti ed il 50% insiste in zone a rischio sismico, rappresenta certamente un duplice vantaggio: da una parte quello di migliorare i servizi ai cittadini, innalzare la qualità di vita e ridare dignità ai lavoratori della scuola offrendo loro strutture adeguate e sicure per far gli alunni, dall’altro rappresenterebbe un utile e significativo contributo per far rip a r t i r e l ’ e c o n omi a e l’occupazione.Questo però non vuol dire costruire scuole nuove ovunque e comunque, come nel caso di Camelot, ipotizzato e promosso da q u e s t a amm i n i s t r a z i o n e dove, con troppa superficialità politica, non si è tenuto conto del costo sociale e ambientale, nonché di una val u t a z i o n e a t t e n t a dei costi benefici derivante da un intervento del genere. Credo che il problema dell’edilizia scolastica è stato sempre affrontato solo dal punto di vista tecnico, parlando erroneamente soltanto di messa in sicurezza delle strutture scolastiche e non di programmazione e pianificazione scolastica cittadina che coinvolgerebbe docenti, personale amministrativo, studenti, e quindi l’intera città. Nel 2005 , appena insediato sindaco, riuscimmo ad ottenere un finanziamento di 3 milioni di euro per la realizzazione di una scuola senza vincolo di localizzazione; finanziamento perso per “inadempienza del Comune”. Dopo 5 anni è stato riassegnato il finanziamento di 3 milioni di euro con i quali, questa amministrazione intenderebbe realizzare un edificio sull’area di Camelot per un importo di circa 2,5 milioni e recuperare la scuola di Ceppagna con il restante mezzo milione.” E quindi? “ Premesso che purtroppo la riforma della scuola porterà, per il prossimo anno, ulteriori tagli che vedranno soppr ime r e l a s e z ione di Ceppagna, credo che vada rivista l’idea di spendere parte delle già esigue risorse per una scuola che chiuderebbe prima ancora che gli stessi lavori vengano ultimati. Per quanto riguarda la cifra di 2,5 milioni prevista per l’edificio da realizzare sull’area di Camelot, bisogna fare alcune riflessioni.” In concreto cosa propone? “Dopo ave r spe so ol t r e 50mila euro per le prove di vulnerabilità sull’edificio di via Maiella, dopo aver perso oltre due anni in proclami e “concorsi di idee” quantomeno “imprecisi” da parte dell ’ ammi n i s t r a z i o n e e n o n come la stessa sostiene : “per superficialità dei tecnici locali”, credo che l’unica strada da percorrere sia quella di destinare l’intera cifra (3 milioni di euro) per il recupero dell’edificio di via Maiella. Con idee e procedure veloci, chiare, e trasparenti in 8-10 mesi finalmente anche Venafro potrebbe avere una scuola recuperata, efficiente e sicura. Su questo ci attiveremo in consiglio comunale e daremo battaglia in tutte le sedi opportune coinvolgendo le mamme, i docenti, e l’intera città.”