Beni comunali venduti, Sorbo sbotta

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Approvato il riequilibrio di bilancio, l’Amministrazione comunale pensa di aver risolto il problema del debito da 4 milioni di euro che il comune ha con Molise Acque, per la gestione fallimentare del sistema integrato delle acque agli inizi del duemila e ceduta alla società privata Ex Neptun. La maggioranza, come si ricorderà, l’estate scorsa, aveva firmato un accordo con Molise Acque per spalmare in vent’anni i 4 milioni di euro. In seguito la Corte dei Conti, ha bocciato questa possibilità, perché il debito, una volta accertato, va pagato al massimo in tre esercizi finanziari. Una corsa contro il tempo per arrivare all’approvazione del riequilibrio, dopo anche la diffida del prefetto di Isernia, si cambia ancora in corso d’opera e si arriva a coprire il debito milionario con la vendita del patrimonio comunale. Ma qui sarebbe venuto fuori un altro problema, forse ancora più grave rispetto all’errore commesso in precedenza perché il valore dei tre beni da vendere sarebbe stato soprastimato. Si tratta dell a Coopcons e rve , de l l ’ ex mattatoio comunale, e di un terreno posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria e assegnato al comune. A far presente ancora una volta tutta la problematica i consiglieri di opposizione di Città Nuova Carlo Potena e Antonio Sorbo. “Non possiamo non segnalare- ci dichiara il capogruppo cittanovista Sorbo- questa discrepanza alla Corte dei Conti, perché mi dovrebbero spiegare come si è arrivati a valutare, ad esempio, il mattatoio comunale. Chi vuole acquistare deve cacciare 900 euro a metro quadrato. Questo è scritto negli atti e ancora una volta dimostra il dilettantismo di questa maggioranza nell’affrontare questioni di natura contabile. Stiamo pagando, i cittadini stanno pagando per la schifezza della ex Neptun che a suo tempo fuori dal consiglio contestammo con dure prese di posizione dell’associazionismo locale Oggi ci sono amministratori, assessori che siedono ancora tra i banchi di maggioranza e che furono protagonisti di questa operazione fallimentare per la quale stiamo pagando un prezzo altissimo con l’Ente che rischia seriamente il dissesto finanziar i o ” . F i n q u i Antonio Sorbo. C’è anche da di r e che ne l l a stima dello stabile Coopconserve, pare che il tecnico non avrebbe tenuto c o n t o c h e s u quel bene il comu n e s t a p a – gando un mutuo che sarà estinto ne l 2020, con una quot a annuale che si aggirerebbe intorno ai 150-200 mila euro. Chi pagherà questo mutuo? Allora il valore stimato, anche in questo caso, non è veritiero? Domande che attendono risposte. Risposte che, di certo, non arriveranno da Palazzo Cimorelli…..