Crisi, cittadini sempre più tartassati

0
2

Tasse, precarietà, disoccupazione e criminalità schiacciano la dignità dell’uomoLa tecnologia più avanzata ci sta abituando alla visione cinematografica in 3D, in tre dimensioni. Se il progresso avanza nelle tecnologie, non sembra esserci alcun progresso, invece, nella migliore considerazione della persona e del cittadino, del lavoratore sia come produttore, sia come consumatore che come famiglia e società. Infatti, nella crisi attuale sembra essere tornato “L’uomo ad una dimensione” (Torino, 1967) analizzato nei primi anni sessanta dal celebre filosofo e sociologo ted e s c o He r b e r t Ma r c u s e (1898-1979), che tanto ruolo ideologi co- comba t t ivo ebbe nella contestazione giovanile del 1968 e dintorni. Nella società globalizzata attuale l’uomo sembra essere tornato ad una sola dimensione, quella del “tartassato” da molteplici negatività da cui non sa più come districarsi senza avere veri punti di riferimento e di difesa, schiacciato come è da tasse, burocrazia, disoccupazione, precarietà, criminalità e altri poteri forti, crisi economica ed ecologica ed ogni altro genere di pericoli, immanenti e futuri (come ha elencato drammaticamente e pessimisticamente l’appena conclusa 17ma Conferenza sul clima a Durban, in Sud Africa). Finora non sono bastate le religioni, specialmente quelle monoteiste, a sottrarre l’essere umano da tutti questi pericoli in millenni di attivismo. Nemmeno il Natale cristiano, che ha proclamato tutti gli esseri umani figli di Dio, basta ad arginare le troppe ingiustizie pur infondendo almeno un briciolo di speranza. D’altra parte la Chiesa cattolica si affanna ancora nel dimostrare che l’uomo è essere a tre dimensioni: la biologica, la sociale e la divina. E non è bastata nemmeno la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”, ampiamente condivisa pure perché emanata solennemente 63 anni fa dall’Organizzazione delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, per dettare le direttive di dignità umana, sociale e civile indistintamente per tutti e in tutti gli angoli del mondo. E “dignità” è la parola più usata, abusata ed invocata attualmente nel mondo e, oggi, pure in Italia, specialmente nel trattare della cosiddetta manovra del governo del prof. Mario Monti, il quale ha esordito con l’equità dei sacrifici pur nel rigore dei provvedimenti. Ma, si sa, quando si tratta di fare sacrifici c’è chi scappa a destra e chi a sinistra, chi in alto e chi in basso. Parole come diritti e doveri hanno ormai perso ogni valore e non sono più di riferimento per una sana conduzione della società verso la sua dignità. Così sembrano definitivamente smarrite le 3D, le tre dimensioni dei diritti-doveridignità, le tre principali, fondamentali e irrinunciabili dimensioni etiche, morali, sociali, civili, economiche, culturali ed operative di una nazione che abbia ancora e sempre l’orgoglio di essere tale e non un triste agglomerato di interessi fin troppo diversi e contrastanti. L’uomo a 3D, a tre dimensioni del diritto-dovere-dignità non c’è più, sostituito com’è dall’uomo in fuga da se stesso e dalla società. Chi può porvi veramente rimedio?. Vila
Fonte: quotidiano molise